Terminologia

Ho deciso di creare questa pagina per raccogliere tutti i termini che uso e userò per definire generi e sottogeneri dei romanzi presentati.

What?
La ragione è duplice: da una parte, lo faccio per risolvere in anticipo i dubbi che qualcuno potrebbe avere circa questo o quest’altro termine; dall’altra, perché a volte potrei discostarmi dalla definizione tradizionale di un termine, e quindi vorrei chiarire perché e in che misura. Se dopo aver letto queste definizioni noterete che non sono conseguente o che ho detto delle cagate, siete liberi di dirmelo e se avrete ragione correggerò.
Ho omesso dalla lista quei termini (come fantasy, science fiction o horror) troppo noti e dai significati troppo vasti perché valga la pena parlarne. La lista sarà ampliata ogni volta che, in una presentazione, inserirò un nuovo termine di genere. I termini sono elencati in ordine alfabetico.

Quando uno di questi termini sarà utilizzato nella presentazione di almeno due libri, diventerà una Categoria.

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Indice

Apocalyptic SF / Post-Apocalyptic SF
Sottogenere della Fantascienza ambientata allo scoppiare di una catastrofe, durante lo svolgimento della catastrofe o dopo la catastrofe: le cause possono essere epidemie, apocalissi nucleari, innalzamento delle acque, scie chimiche zombificanti (eh?), le profezie Maya (ehm) o altro di similmente gargantuesco. L’apocalisse dovrebbe essere su scala planetaria o almeno continentale.
Sono in genere storie di sopravvivenza, di regresso tecnologico e/o psichico, di solitudine. Spesso il protagonista deve mettersi in viaggio per raggiungere la “zona sicura” o per ricostruire una comunità funzionante, ma a volte queste trame possono essere più originali.

Esempi: I Am Legend (Richard Matheson), The Death of Grass (John Christopher), A Canticle for Leibowitz (Walter M. Miller), Dr. Bloodmoney (Philip K. Dick), The Drowned World (James G. Ballard), The Stand (Stephen King), The Road (Cormac McCarthy).

Consigliati su Tapirullanza:
#06: A Canticle for Leibowitz
#13: The Death of Grass
#16: Childhood’s End
#23: Warrior Wolf Women of the Wasteland
#39: Earth Abides
Gli Autopubblicati #05: Deinos
Gli Autopubblicati #06: Ultimo Orizzonte

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Big Dumb Object (BDO)
Sottogenere della Fantascienza (e, in genere, dell’Hard SF) in cui al centro della storia c’è l’investigazione di un oggetto misterioso e inquietante. Il BDO dovrebbe avere tutte le seguenti caratteristiche, o almeno la maggior parte:
– Non essere di fabbricazione umana.
– Essere gigantesco, in senso assoluto o rispetto ad altri oggetti analoghi.
– Essere nello spazio (alla deriva oppure in orbita).
– Essere un habitat esplorabile (e che il protagonista esplorerà).
La trama di un romanzo BDO ruota attorno all’indagine sull’oggetto in questione, per cui altri aspetti (come la caratterizzazione dei personaggi) spesso vengono lasciati in secondo piano.

Esempi: 2001: A Space Odyssey (Arthur C. Clarke); Rendezvous with Rama (Arthur C. Clarke); Ringworld (Larry Niven); Orbitsville (Bob Shaw).

Consigliati su Tapirullanza:
#03: Ringworld

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Bizarro Fiction
Sottogenere di nicchia del Fantasy nato nell’ultima decina d’anni. Cugino del New Weird, se ne distingue per una propensione per le esagerazioni grottesche, l’umorismo nero e la satira, la dissacrazione dei tabù, trame e ambientazioni spesso al limite del nonsense. Elementi ricorrenti del genere sono i fetish sessuali, le secrezioni corporee più disgustose, l’ultraviolenza ingiustificata, e le cose più strane che vi possono venire in mente.

Esempi: Satan Burger (Carlton Mellick III), The Haunted Vagina (Carlton Mellick III), House of Houses (Kevin Donihe), Rampaging Fuckers of Everything on the Crazy Shitting Planet of the Vomit Atmosphere (Mykle Hansen), Ass-Goblins of Auschwitz (Cameron Pierce).

Link Utili:
Bizarro Central

Consigliati su Tapirullanza:
#04: The Haunted Vagina / The Baby Jesus Butt Plug
#23: Warrior Wolf Women of the Wasteland
#34: The Egg Man
Bonus Track: Sausagey Santa
Bonus Track: Un tour-de-force di Bizarro Fiction
Bonus Track: Clockwork Girl
Bonus Track: Broken Piano for President

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Cyberpunk

Esempi: Dr. Adder (K. W. Jeter); Neuromancer (William Gibson); The Ware Tetralogy (Rudy Rucker); Islands in the Net (Bruce Sterling); The Diamond Age (Neal Stephenson)

Consigliati su Tapirullanza:
#21: Vacuum Flowers
#31: Farewell Horizontal
#35: Holy Fire

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Distopia
Definizione

Esempi: The Iron Heel (Jack London), 1984 (George Orwell), Brave New World (Aldous Huxley), The Man in the High Castle (Philip K. Dick), Make Room! Make Room! (Harry Harrison), Dr. Adder (K.W. Jeter)

Consigliati su Tapirullanza:
#28: The Windup Girl
#31: Farewell Horizontal
#34: The Egg Man
#37: Flow My Tears, the Policeman Said

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Dying Earth
Indica un filone della narrativa fantastico ambientato su una Terra invecchiata e prossima alla fine, quando il Sole sarà diventato (o starà diventando) una supergigante rossa o una nana bruna e le risorse geologiche del pianeta saranno da tempo esaurite. E’ un genere di confine tra la SF e il Fantasy: essendo collocata così nel futuro, la Terra della Dying Earth è del tutto irriconoscibile, così come la razza umana; e la tecnologia potrebbe essere così avanzata o aliena da essere indistinguibile dalla magia.
Inoltre, generalmente le ambientazioni della Dying Earth sono pervase da un’atmosfera di desolazione e tristezza, e quieta attesa della fine del mondo.

Esempi: Tales of the Dying Earth (Jack Vance), The City and the Stars (Arthur C. Clarke), Hothouse (Brian Aldiss), The Book of the New Sun (Gene Wolfe).

Consigliati su Tapirullanza:
#15: Tales of the Dying Earth
#38: The Dancers at the End of Time

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Hard SF
Uno dei generi madre della fantascienza, il suo scopo è immaginare i possibili sviluppi della tecnologia moderna o come la scienza potrebbe rendere possibili obiettivi al momento irraggiungibili, come la colonizzazione della galassia, l’esplorazione di pianeti o altri ambienti ostili, eccetera. Lo scrittore di questo genere si distingue per una solida preparazione scientifica (in particolare fisica, ingegneria, chimica); la buona fantascienza Hard, infatti, non è arbitraria nelle sue speculazioni, ma si attiene il più possibile alle conoscenze scientifiche di cui dispone la sua epoca. Per questa ragione, i romanzi di Hard SF genericamente non sono ambientati in un’epoca troppo lontana dalla nostra; e, sempre per questa ragione, sono più soggetti degli altri generi a invecchiare male, venendo superati e/o smentiti dalla realtà.
Tra i difetti tipici di Hard SF, conseguenza del loro concentrarsi sulla speculazione scientifica, troviamo prose poco curate e scarsa attenzione nella caratterizzazione dei personaggi – difetti compensati dalla capacità, peculiare di questo genere, di suscitare sense of wonder nel lettore.

Esempi: Mission of Gravity (Hal Clement); Orbitsville (Bob Shaw); The Gods Themselves (Isaac Asimov); The Fountains of Paradise (Arthur C. Clarke); Dragon’s Egg (Robert L. Forward); Mars Trilogy (Kim Stanley Robinson).

Consigliati su Tapirullanza:
#03: Ringworld
#21: Vacuum Flowers
#25: Mission of Gravity
#32: Tau Zero

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Literary Fiction
Tradizionalmente con “Literary Fiction” si intende letteratura “di alto livello”, magari di impegno sociale; letteratura da accademia, letteratura da Grande Scrittore. Spesso è un termine usato per distinguersi dalla narrativa di consumo, ossia il Mainstream e la Narrativa di Genere. Ma queste definizioni sono tutte poco spendibili, quindi le rigetto.
Ho individuato due criteri che permettono di distinguere la Literary Fiction dalle altre forme di narrativa. Per essere Literary Fiction, un romanzo deve avere almeno una di queste caratteristiche:
1. La forma del romanzo (ossia lo stile) ha valore in sé, e non come veicolo del contenuto (la storia).
2. La storia ha scarsa o nessuna importanza.
Spesso queste caratteristiche sono complementari: affinché l’attenzione del lettore si concentri sulla prosa, la storia è banale o appena accennata. Ma ci sono molti esempi di Literary Fiction con uno stile complesso e una trama altrettanto complicata. Dei due criteri, comunque, il primo è quasi imprescindibile.
Gamberetta li ha in odio; invece, per quanto mi riguarda, ce ne sono diversi che mi piacciono, mentre altri li trovo semplicemente terribili. Certo che scrivere Literary Fiction è un gioco molto rischioso.

Esempi: Ulysses (James Joyce); To the Lighthouse (Virginia Woolf); Naked Lunch (William S. Burroughs); L’insostenibile leggerezza dell’essere (Milan Kundera); Se una notte d’inverno un viaggiatore (Italo Calvino); Zazie nel Metro (Raymond Queneau); Infinite Jest (David Foster Wallace).

Consigliati su Tapirullanza:
#02: The Sirens of Titan
#07: The Iron Dream
#12: Behold the Man
#14: Bug Jack Barron
#20: City of Saints and Madmen
#24: Gloriana, or The Unfulfill’d Queen
#33: The Years of Rice and Salt
Bonus Track: Something Wicked This Way Comes

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New Weird
Sottogenere del fantastico di nascita recente in cui si incrociano Fantasy, Science Fiction e Horror. Tra le caratteristiche del sottogenere:
a. Il “surrender to the weird”, ossia la creazione di mondi incredibilmente densi di bizzarrie – creature incredibili, marchingegni strambi, eccetera – per il gusto dello strano e del fantastico.
b. L’adozione di uno sguardo adulto, disincantato, cinico. I mondi del New Weird non devono essere consolatori o idilliaci, ma pieni delle contraddizioni e dell’ambiguità morale del mondo reale – anzi, possono pure essere peggio!
c. Pur non essendo vera fantascienza, e pur poggiando su premesse fantasiose e completamente libere, i mondi del New Weird devono mantenere una logica ferrea e conseguente. Spesso sono perciò delle speculazioni fantastiche.
Il New Weird pone l’accento su questi punti in parte per differenziarsi dai cliché del fantasy tolkeniano o D&Desco, accusati (a ragione) di essere generalmente banali, consolatori e inconsistenti. Inoltre il New Weird si differenzia dalla Bizarro Fiction per l’esigenza di coerenza interna, per il tono generalmente serio e (spesso) per le maggiori ambiziosi letterarie.

Esempi: City of Saints and Madmen (Jeff VanderMeer); Perdido Street Station (China Miéville); The Year of Our War (Steph Swainston); The Dragons of Babel (Michael Swanwick); The Half-Made World (Felix Gilman).

Consigliati su Tapirullanza:
#20: City of Saints and Madmen
Bonus Track: Dancing With Bears

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Pseudo-trattato
Romanzo scritto in forma non-narrativa, come se si trattasse di un trattato. Può prendere la forma di una cronaca di viaggio, di una biografia, di un resoconto giornalistico, di un saggio scientifico, eccetera. In conseguenza dello stile usato, questi romanzi non hanno della vera azione, né dei momenti di suspence, talvolta nemmeno dei personaggi, e il tono della prosa è uniforme – quindi tendono a diventare noiosi se i contenuti che propongono non si mantengono interessanti.

Esempi: Gulliver’s Travels (Jonathan Swift); Flatland (Edwin A. Abbott); Erewhon (Samuel Butler); Last and First Men (Olaf Stapledon).

Consigliati su Tapirullanza:
#01: Flatland – A Romance of Many Dimensions
#08: Changing Planes
#11: Last and First Men
#20: City of Saints and Madmen

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Science-Fantasy
Genere di confine che mescola elementi del Fantasy e della Fantascienza. Per esempio:
– Prendendo concetti del Fantasy come la magia e le creature magiche (elfi, vampiri) e dando loro una spiegazione scientifica. In Peeps (VampIRUS) di Westerfeld, il vampirismo è creato da dei microrganismi che infettano l’ospite; nella serie videoludica Star Ocean, gli esseri umani possono essere modificati geneticamente per imparare a castare incantesimi.
– Mettendo fianco a fianco elementi spiegabili scientificamente ad altri che non lo sono. In Childhood’s End (Le guide del tramonto) di Clarke, gli alieni che atterrano sul nostro pianeta hanno raggiunto un livello tecnologico talmente elevato da sembrare magia, ma il setting del romanzo è fantascientifico.
Da non confondersi con lo Sword and Planet, che in sostanza è Fantasy con ambientazione spaziale (es. Guerre Stellari).

Esempi: The City and the Stars (Arthur C. Clarke); Ubik (Philip K. Dick); The Iron Dragon’s Daughter (Micheal Swanwick).

Consigliati su Tapirullanza:
#10: Jack Faust
#12: Behold the Man
#27: The Blue World
Bonus Track #12: Dancing With Bears
Gli Autopubblicati #02: Marstenheim

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Slice of Life
Sottogenere del Mainstream in cui l’argomento principale è la vita quotidiana (o un particolare momento della vita) di una persona ordinaria: potrebbe essere la vita di un professore stressato dagli alunni, o di uno studente del liceo, o un episodio nella vita di un sottoufficiale, o la storia di un pensionato che ha paura di morire, ecetera. Spesso si associa al Romance, alla Literary Fiction, al Romanzo Psicologico o al Grottesco.
Non è un genere che mi attiri troppo, ma ho letto qualche buon libro di slice of life.

Esempi: Madame Bovary (Gustave Flaubert); Fiesta (Ernest Hemingway); Confessions of a Crap Artist (Philip K. Dick); The Human Stain (Philip Roth).

Consigliati su Tapirullanza:
#12: Behold the Man
#22: Flowers for Algernon
#30: Time and Again
Philip K. Dick Mainstream

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Slipstream
Genere di confine tra il Mainstream e la narrativa fantastica. La tipica storia Slipstream ha queste due caratteristiche:
– Uno o pochi elementi fantastici sono inseriti in un’ambientazione altrimenti normale, non-fantastica.
– La storia è più orientata alla realtà che all’elemento fantastico, vale a dire: gli elementi fantastici servono a “dire qualcosa” sulla realtà.
Lo Slipstream si distingue dal Realismo magico, dove la realtà è sottilmente permeata di stranezze. Nello Slipstream, gli elementi fantastici sono palesi, ma delimitati nei loro effetti. Nel Realismo magico il sovrannaturale è interessante in sé; nello Slipstream, è un mezzo per parlare d’altro. In A Scanner Darkly, ci sono due elementi fantastici: la Sostanza M (un nuovo tipo di droga) e la tuta spersonalizzante; ma in definitiva è un romanzo sul mondo della droga, sull’alienazione e sulle interazioni tra tossici, per cui gli elementi fantastici servono a parlare di qualcosa che “fantastico” non è.

Esempi: Slaughterhouse-Five (Kurt Vonnegut); Bug Jack Barron (Norman Spinrad); A Scanner Darkly (Philip K. Dick); High Rise (James G. Ballard); The Prestige (Christopher Priest).

Consigliati su Tapirullanza:
#05: High Rise
#14: Bug Jack Barron
#22: Flowers for Algernon
#30: Time and Again
#37: Flow My Tears, the Policeman Said
Bonus Track: Pavane, o Come non scrivere un’ucronia

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Social SF
Chiamata anche “Soft SF”, si distingue dalla fantascienza Hard perché le sue speculazioni sul futuro hanno per oggetto non tanto il progresso tecnologico quanto le trasformazioni sociali e politiche che il progresso può o potrebbe comportare. Il ventaglio coperto da questo tipo di fantascienza è molto vasto, e va dalle speculazioni antropologiche di molti romanzi della LeGuin alle distopie classiche (Orwell, Huxley, London), ai drammi individuali (ad esempio, diversi romanzi di Dick), al cyberpunk. Si distinguono in genere dalla Hard SF anche per la prosa più curata e una maggiore attenzione alla psicologia dei personaggi.

Esempi: Brave New World (Aldous Huxley); The Caves of Steel (Isaac Asimov); Cat’s Cradle (Kurt Vonnegut); Do Androids Dream of Electric Sheep? (Philip K. Dick); The Dispossessed (Ursula K. LeGuin).

Consigliati su Tapirullanza:
#02: The Sirens of Titan
#06: A Canticle for Leibowitz
#13: The Death of Grass
#17: The Lathe of Heaven
#22: Flowers for Algernon
#28: The Windup Girl
#31: Farewell Horizontal
#35: Holy Fire

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Space Opera

Consigliati su Tapirullanza:
#03: Ringworld
#21: Vacuum Flowers

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Steampunk
Sottogenere della fantascienza o del science-fantasy che riprende l’ambientazione dell’età vittoriana e della Seconda Rivoluzione Industriale, inserendovi elementi anacronistici come progressi tecnologici anticipati d’epoca, viaggiatori del tempo che vengono dal futuro, una prosa che mescola stilemi dell’epoca con altri più moderni o una visione più cinica del progresso aliena al pensiero dominante del tardo Ottocento. Storicamente nato nel 1987 con la famosa lettera di Jeter a Locus, si suddivide perlopiù in tre tipi di ambientazioni:
– Una Londra vittoriana ‘sotterranea’, che non contraddice la storia ufficiale ma vi mescola anacronismi scientifici e magia. Tipico soprattutto dello steampunk della prima generazione (Jeter, Powers e Blaylock), è spesso accompagnato da uno stile semiserio e dall’uso del viaggio nel tempo.
– Un’Inghilterra ucronica, in cui il futuro è arrivato prima e tecnologie del primo Novecento o anche dell’età informatica si mescolano ad una società e a un contesto politico ancora legato all’età vittoriana e degli Imperi. E’ divenuto popolare soprattutto a partire da The Difference Engine di Gibson & Sterling, ma esistono degli illustri antecedenti.
– Un mondo secondario che riprende elementi dell’età vittoriana, mescolando tecnologie più avanzate con le tecniche dell’epoca. Spesso unisce sci-fi e fantasy, come nel caso di Perdido Street Station di Miéville.
Per maggiori informazioni rimando all’introduzione del Duca.

Esempi: The Warlord of the Air (Micheal Moorcock); The Anubis Gates (Tim Powers); Infernal Devices (K. W. Jeter); Homunculus (James Blaylock); The Difference Engine (William Gibson ( Bruce Sterling); Perdido Street Station (China Miéville)

Consigliati su Tapirullanza:
#26: The Difference Engine
Gli Autopubblicati #07: Soldati a vapore

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Sword & Sorcery / Sword & Planet
Con Sword&Sorcery si intende un sottogenere del Fantasy che recupera l’ambientazione magica e pre-tecnologica dell’High Fantasy ma rinuncia ai pipponi epici in favore di trame più avventurose e scanzonate. In genere, ma non sempre, la Sword&Sorcery prende la forma di racconti seriali, o di storie a puntate autoconclusive, o di romanzi picareschi.
Lo Sword&Planet ha identica struttura e topoi dello Sword&Sorcery, ma un’ambientazione presa in prestito dalla space opera: astronavi, stazioni spaziali, pianeti esotici e via dicendo. Il livello di plausibilità scientifica è comunque identico a quello dello Sword&Sorcery, cioè nullo.

Esempi: Le storie di Conan the Barbarian (Robert Howard); Tales of the Dying Earth (Jack Vance); Elric of Melniboné (Micheal Moorcock); The Books of Lankhmar (Fritz Leiber).

Consigliati su Tapirullanza:
#15: Tales of the Dying Earth

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Ucronia
Cosa sarebbe successo se Alessandro Magno non fosse morto di malattia? E se Hitler fosse morto in un incidente d’auto? E se gli aztechi avessero invaso l’Europa prima che gli spagnoli invadessero le Americhe? Nelle ucronie si dipinge un futuro diverso da quello realmente verificatosi, semplicemente modificando l’andamento di qualche evento storico decisivo e immaginando quali sarebbero le conseguenze. Un’ucronia può avere come non avere elementi fantastici.
Fatto curioso, la maggior parte degli autori di ucronie hanno un fetish per la Seconda Guerra Mondiale.

Esempi: The Man in the High Castle (Philip K. Dick); The Iron Dream (Norman Spinrad); The Warlord of the Air (Micheal Moorcock); Ciclo dell’Invasione (Harry Turtledove); Fatherland (Robert Harris); The Plot Against America (Philip Roth).

Consigliati su Tapirullanza:
#10: Jack Faust
#07: The Iron Dream
#26: The Difference Engine
#33: The Years of Rice and Salt
Gli Autopubblicati #01: Ucronie Impure
Bonus Track: Il fascio sulle stelle
Bonus Track: Pavane, o Come non scrivere un’ucronia
Bonus Track: Lest Darkness Fall

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