Mellick for Dummies

Carlton Mellick IIIAmo la Bizarro Fiction. Ne amo le premesse weird, la voglia di innovare, l’uscire dai soliti canovacci. Sono stati uno dei pochi, in Italia, a occuparsi di Bizarro, non solo come curiosità occasionale ma con continuità negli anni. Sono contento di aver sponsorizzato, nel mio piccolo, una corrente letteraria e un “modo di fare” narrativa che nel tempo ha prodotto un piccolo numero di autori in gamba.
Non potevo che essere felicissimo, quindi, quando il Duca ha cominciato a far tradurre in italiano le novelle di Carlton Mellick e a pubblicarle per Vaporteppa. Il Duca è una persona precisa, che ama il suo lavoro e che soprattutto non edulcorerebbe un’opera solo per renderla più marchettabile (a differenza di quell’editore che aveva trasformato Help! A Bear is Eating Me di Mykle Hansen nel triste “Missione in Alaska”) – non posso quindi pensare a una persona migliore di lui per far arrivare Mellick in Italia. Nel corso del 2014, ben quattro dei suoi libri sono stati pubblicati in italiano – Puttana da guerra, Il ninja morbosamente obeso, La vagina infestata, Kill Ball – e altri sembrano essere in cantiere.

Ma gli editori di Bizarro Central sfornano libri a un ritmo troppo elevato perché io possa stargli dietro con i miei Consigli e le mie Bonus Track. Da un paio d’anni a questa parte poi – come raccontavo in un mio vecchio articolo – Mellick ha deciso che per pagarsi il mutuo doveva accelerare i tempi e quindi ha adottato la politica di pubblicare un libro ogni quadrimestre (ogni Gennaio, Aprile, Luglio, Ottobre). Troppa roba! Ho quindi deciso deciso di sintetizzare le mie impressioni sull’opera di Mellick in un grande “articolo-catalogo” da consultazione. E quale momento migliore per pubblicarlo che il primo lunedì del 2015, come auspicio per un nuovo anno all’insegna del weird e del disagio?
Oltre a questo articolo, che pubblico nella sezione Risorse in modo tale da lasciargli maggiore visibilità, terrò una pagina parallela che sarà periodicamente aggiornata in modo da far posto alle nuove opere meritevoli di Mellick mano a mano che escono, e segnalare nuove uscite di traduzioni in italiano. Un lavoro in tutto e per tutto analogo, insomma, a quello de La Mia Classifica. Se invece volete sapere quello che penso degli altri autori di Bizarro Fiction, potete dare un’occhiata a questo mio vecchio articolo su cinque opere Bizarro, o farvi un giro nella sezione Bonus Tracks (dove ho parlato della Villaverde, di Mykle Hansen, Alan Clark e Patrick Wensink).

Panda Arcobaleno

Oggi come nel 2011: il mondo ha ancora bisogno di panda che vomitano arcobaleni.

Come funzionerà questo catalogo? Prenderò in considerazione le opere, tra quelle che ho letto, scritte tra il 2003 e il 2013 compreso – lasciando fuori per ora il 2014. Preciso “tra quelli che ho letto”, dato che non ho letto l’opera omnia di Mellick (chi può dire di averlo fatto?), ma soltanto una metà abbondante della sua produzione (28 opere su 45 al momento in cui scrivo – cazzo, hanno ampiamente superato i romanzi di King e tallonano da vicino quelli di Dick…). Inoltre, non troverete una rassegna completa delle opere che ho letto, ma solo una cernita delle più interessanti.
Uno dei meriti di Mellick è di saper spaziare, da un romanzo all’altro, nei generi e nelle ambientazioni più diverse – dal post-apocalittico alla commedia trash-romantica, dallo sperimentale lynchiano al camp horror di serie B, passando per l’urban fantasy. Ciononostante, i libri di Mellick possono tutti ricondursi a mio avviso a un numero limitato di categorie. Perciò, invece di fare una classifica o un elenco, ho pensato di presentarvi le sue opere suddivise in gruppi tematici: a voi decidere quale o quali categorie preferite, e quindi su che libri buttarvi.
Per ciascuna categoria, ho scelto i tre o quattro libri più rappresentativi tra quelli che ho letto, mettendoli poi in ordine in base a quanto li ho trovati interessanti. I miei commenti a ciascun libro saranno giocoforza sintetici, ma linkerò la recensione completa per tutte le opere a cui ho dedicato un articolo.

Nota: i ‘Mellick-starter’
Quando un autore ha prodotto tanta roba, succede spesso che i suoi fan, quando devono consigliare chi si avvicina per la prima volta all’autore, selezionino uno o più libri “da cui cominciare”. Questo è tanto più vero quando lo scrittore in questione scrive roba strana. Ci penserei due volte, prima di consigliare a un novizio di Bizarro Fiction di provare il racconto The Baby Jesus Butt-Plug, pieno com’è di gore e blasfemie (in senso buono) – anche se a volte quelli più assurdi sono anche i migliori.
Alcune opere, insomma, sono meglio di altre per “tastare il terreno” e capire se il lettore può essere interessato all’offerta. Segnalerò quindi con l’avviso ‘Mellick-starter’ i libri più adatti a chi non avesse mai letto Mellick in vita sua.

Mario Martinez

Mario Martinez: un altro artista che è entrato nello spirito giusto.

A. Storie surreali
Le storie di questo gruppo sono ambientate nel nostro mondo – o in una versione leggermente modificata – e hanno come protagonista una persona normale. Qualcosa di strano irrompe nella vita del protagonista, trascinandolo in una spirale di bizzarrie crescenti. Narrate generalmente in prima persona da persone che potremmo anche essere noi, sono molto immersive e inquietanti, e rispetto ad altri libri di Bizarro Fiction sono in genere più abbordabili. L’azione è scarsa, e quando c’è rimane nel territorio del verosimile – non ci sono gli eccessi pirotecnici da film di cui Mellick abbonda in altri libri. Come genere, sono catalogabili generalmente nell’Horror.

The Handsome Squirm Titolo: The Handsome Squirm
Tipo: Novella
Anno:
2012
Pagine:
 140 ca.

Mellick-starter: No
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

Cosa succederebbe, se ad andare al potere negli Stati Uniti fosse l’equivalente ammerigano del MOIGE? Se “proteggere i bambini” da qualsiasi possibile turbamento diventasse l’origine di tutte le leggi, e nel giro di pochissimo tempo l’aborto, il divorzio, avere figli fuori dal matrimonio o anche solo dire parolacce in pubblico diventasse illegale? E cosa succederebbe, se in questa società un povero cristo mettesse per errore incinta una donna aliena con il costume di divorare vivi i propri consorti?
The Handsome Squirm è la storia inquietante di un uomo normale che si trova solo contro tutti, in un mondo in cui il bene dei bambini e la preservazione della famiglia tradizionale sono così importanti che la vita del singolo non conta più niente. Del resto, cosa non saresti disposto a sacrificare per i tuoi figli?L’atmosfera del libro è un po’ troppo improbabile e sopra le righe perché il destino del protagonista faccia davvero paura, ma una sottile inquietudine attraversa tutta la storia e il ritmo si mantiene sempre altro. Forse un po’ troppo disgustoso e borderline per chi non si sia mai avvicinato al Bizarro.

The Haunted VaginaTitolo: The Haunted Vagina
Tipo: Novella
Anno:
2006
Pagine:
 120 ca.

Mellick-starter: Sì
Edizione italiana: La Vagina Infestata
Su Tapirullanza: I Consigli del Lunedì #04

Steve ha un problema. Ama alla follia Stacy, la sua sexy ragazza dai lineamenti asiatici, ma da quando ha scoperto che di notte dalla sua vagina escono sussurri e altri suoni inquietanti, non riesce più a fare sesso con lei. Stacy dice che la sua vagina è abitata da un fantasma, e che è sempre stato così – ma questo non lo tranquillizza. La situazione peggiora quando cose ben più strane cominciano a uscire dalla sua vagina, e nel momento peggiore! Steve sarà costretto a entrare di persona nella patata infestata per scoprire cosa diavolo sta succedendo, e proteggere così la sua Stacy.
Le premesse sono idiote quanto basta, ma in realtà The Haunted Vagina è molto di più: nello spazio di un centinaio di pagine, sa essere di volta in volta inquietante, demenziale, erotico, deprimente. E’ una storia di esplorazione di un mondo assurdo e apparentemente impossibile, ma in realtà è soprattutto una storia d’amore; una delle più strane che abbia mai letto, ma, devo dire, anche una delle più sincere, e delle più coinvolgenti. E grazie al fatto che l’assurdo si inserisce in una cornice di normalità, è un approccio dolce alla Bizarro Fiction. Assolutamente consigliato.

Village of the MermaidsTitolo: Village of the Mermaids
Tipo: Novella
Anno:
2013
Pagine:
 120 ca.

Mellick-starter: Sì
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

Pensate che gli animalisti di Greenpeace siete dei pazzi? Perché non avete ancora conosciuto quelli dell’ESS, l’Endangered Species Security! Nel mondo di Village of the Mermaids, le specie a rischio di estinzione contano più degli esseri umani, e ucciderne anche solo un esemplare può costare la condanna a morte. Questo anche se la specie in questione sono sirene mangiauomini. Vestiremo i panni del dottor Black, un uomo con una malattia terminale che sta trasformando il suo corpo in argilla, mentre compie la sua ultima missione prima di morire: visitare Siren Cove, remota isola di pescatori dove vivono alcuni degli ultimi esemplari di sirena, e scoprire perché hanno cominciato a comportarsi in modo strano.
Con il titolo insolitamente mite di Village of the Mermaids, Mellick ci presenta un horror rurale che richiama il celebre The Shadow over Innsmouth di Lovecraft. La sua consueta rivisitazione degli stereotipi di genere stavolta tocca le sirene, trasformate da fanciulle di fiaba in ferali e ottusi (ma bellissimi) mostri divoratori di uomini. L’assenza di un narratore in prima persona e l’ambientazione avvicinano questa novella ad altre categorie della narrativa mellickiana, ma lo sviluppo pacato della vicenda e l’assenza di scene d’azione pirotecniche lo avvicinano a Haunted Vagina e Handsome Squirm. Il finale è un po’ brusco (per essere ben sviluppata, a mio avviso la storia avrebbe richiesto il doppio delle pagine) e le sirene si vedono poco, ma nel complesso è una lettura interessante. La sua impostazione classica e l’assenza di scene ‘estreme’ lo rendono un ottimo primo approccio alla Bizarro.

B. Storie fantasy-horror drammatiche
Storie ambientate in universi alternativi, o su pianeti lontani, o in un futuro remoto e quasi irriconoscibile – ovunque sia, il Bizarro impregna queste ambientazioni da capo a piedi. Possiamo avere un unico protagonista che narra in prima persona (The Egg Man, Warrior Wolf Women) o pov multipli; ma in ogni caso, come per i protagonisti del gruppo precedente, si tratta di persone abbastanza “normali” – per gli standard della loro ambientazione – che si trovano invischiati in situazioni pericolose. L’azione c’è e può anche essere intensa, ma in genere è periferica al protagonista, che non ha poteri sovrumani.
Insomma, potremmo anche chiamare queste storie, “storie di sopravvivenza in mondi assurdi”. Il genere prevalente rimane l’Horror, spruzzato però di fantascienza o fantasy; le dimensioni sono spesso (ma non sempre) quelle del romanzo. La maggior parte dei miei libri preferiti di Mellick sono in questa categoria; ma la quantità elevata di bizzarre richiede un minimo sforzo di accettazione da parte del lettore.

The Egg ManTitolo: The Egg Man
Tipo: Novella
Anno: 2008
Pagine: 180 ca.

Mellick-starter: No
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: I Consigli del Lunedì #34

In un futuro distopico in cui le persone nascono come insettoni simili a mosche ed evolvono gradualmente in esseri umani schiavi delle corporazioni, Lincoln, un Odore, si mantiene come pittore e deve dimostrare all’azienda che lo possiede di essere in grado di produrre tele creative, o verrà gettato in mezzo alla strada, senza diritti e senza un soldo. E ora c’è una donna disgustosa e incinta, Luci, una Vista, che lo perseguita; e il suo ragazzo, che crede che Lincoln se la voglia portare a letto e ha giurato che lo ammazzerà; e una faida che si sta preparando nel suo palazzo tra gli uomini della OSM e quelli della MSM. E Lincoln sente di essere spacciato: non ha un briciolo di talento.
Questo è il mio romanzo preferito in tutta la produzione di Mellick. Rispetto al resto della sua produzione, in The Egg Man non c’è un briciolo della leggerezza e dell’umorismo grottesco tipiche mellickiane. La depressione, la crudeltà e il cinismo avvolgono ogni situazione, ogni personaggio e i rapporti tra di loro; e il protagonista stesso – ben lungi dall’essere semplicemente una vittima del sistema con cui empatizzare – riserverà qualche colpo di scena. Con la scusa che Lincoln è un individuo dall’olfatto iper-sviluppato, inoltre, Mellick ne approfitta per costruire una prosa affascinante in cui gli odori danno forma alle cose. Una storia vivida e che non può lasciare indifferenti; per molti però potrebbe risultare eccessivamente depressiva e sgradevole.

Quicksand HouseTitolo: Quicksand House
Tipo: Romanzo
Anno: 2013
Pagine: 220 ca.

Mellick-starter: Sì
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

In tutta la loro vita, Tick e Polly non sono mai usciti dalla nursery. Aspettano il giorno in cui saranno abbastanza grandi da incontrare i loro genitori. Non possono andare a cercarli da soli: la casa è troppo grande, e i corridoi fuori dalla nursery sono infestati di strani mostri che si muovono nelle ombre. La loro tata continua a ripetergli che, quando sarà il momento, i loro genitori verranno a prenderli. Perciò aspettano. Ma quando le macchine della nursery cominceranno a malfunzionare e la loro sopravvivenza sarà in pericolo, saranno costretti a trasgredire le regole – e avventurarsi nell’ignoto dell’immersa casa dei loro genitori.
Quicksand House è un romanzo atipico nella produzione di Mellick. Il ritmo pacato, il silenzio e l’ansia sottile che si respira nelle pagine, la tenerezza che spira dai pochi personaggi e dalla loro storia. Per dire, non c’è neanche una scena di sesso assurdo! Uno dei libri più intimi ed emotivamente coinvolgenti della produzione di Mellick, tranquillamente accostabile a diverse opere del New Weird.

Warrior Wolf Women of the WastelandTitolo: Warrior Wolf Women of the Wasteland
Tipo: Romanzo
Anno:
2009
Pagine:
 300 ca.

Mellick-starter: No
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: I Consigli del Lunedì #23

Cosa succederebbe se ad ogni orgasmo, una donna perdesse un poco della sua umanità per trasformarsi gradualmente in un licantropo? E’ quello che succede nel mondo post-apocalittico di Warrior Wolf Women of the Wasteland. Daniel Togg conduce una vita infelice a McDonaldland – l’ultimo bastione di civiltà in un mondo devastato – costretto a lavorare sedici ore al giorno e a mangiare cibo McDonald’s tutto il tempo. In questo mondo, per il terrore di trovarsi un lupo mannaro in casa, qualunque donna venga sorpresa a fare sesso o a masturbarsi senza aver ricevuto l’autorizzazione dal governo viene immediatamente esiliata aldilà dei confini di McDonaldland, e condannata così a finire in pasto ai licantropi là fuori. Ma a essere esiliati sono anche i mutanti, e le cose si mettono male per Togg, al quale sono appena spuntate due braccia in più…
Warrior Wolf Women of the Wasteland è la folle storia dell’esilio di un uomo nelle terre selvagge, delle spaventose creature che troverà la fuori, dell’infinita battaglia delle lupe mannare contro McDonaldland, e dell’impossibilità di un rapporto d’amore tra un uomo e una donna sotto il peso della maledizione della licantropia. Con questo romanzo, Mellick ha creato una delle sue ambientazioni più complesse e affascinanti, con conflitto a palate, personaggi memorabili e sviluppi imprevedibili. La parte finale non è all’altezza del precedente worldbuilding, ma nel complesso si tratta comunque di un romanzo molto bello (benché non adatto ai palati di tutti, con la sua abbondanza di splatter e idee disgustose). Se vi piace, date un’occhiata anche ai tre racconti di Barbarian Beast Bitches of the Badlands, che espandono l’ambientazione del romanzo; Mellick sta inoltre lavorando da un paio d’anni a un seguito, Pippi of the Apocalypse, anche se non è chiaro quando uscirà.

Tumor FruitTitolo: Tumor Fruit
Tipo: Romanzo
Anno:
2013
Pagine:
 290 ca.

Mellick-starter: No
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

Perché non prendiamo una storia di naufraghi sbattuti su un’isola misteriosa alla Lost, ma spostiamo il fulcro della trama dall’esplorazione dei misteri alla pura e semplice sopravvivenza? Detto fatto. Tumor Fruit non si svolge sulla Terra ma su un pianeta assurdo, dalle tinte rosa e una certa tendenza a essere tossico per l’uomo. Una navicella spaziale precipita, e solo in otto sopravvivono sulle coste bianche di un’isola in mezzo a un oceano corrosivo e inavvicinabile. Ora gli otto dovranno sopravvivere a un ambiente che chiaramente non è fatto per l’uomo, e che tenterà di ucciderli in ogni modo. Tocchi l’acqua e ti corrode fino a ucciderti. Mangi il cibo che cresce sull’isola e sarai sconquassato dalle malattie.
Mellick confeziona un romanzo corale d’avventura che ricorda vagamente Zombies and Shit, ma con un timbro narrativo più serio, tinte molto più fosche, una certa dose di misteri (con tanto di rivelazione sconcertante finale) e una maggiore attenzione all’analisi psicologica dei personaggi rispetto all’azione pura e semplice. Una storia violenta e delicata, tra le migliori di Mellick. Gli amanti di Lost dovrebbero apprezzare.

C. Storie fantasy-horror d’azione
Come le storie del gruppo precedente, anche queste sono ambientate in mondi assurdi che potrebbero essere una versione alternativa del nostro, o essere nel nostro futuro. Ma in questo caso, Mellick getta al vento ogni parvenza di credibilità. Queste storie si leggono come film d’azione folli, pieni di esplosioni, inseguimenti e colpi di scena, e spesso sono tributi espliciti a qualche pellicola o sottogenere cinematografico (Armadillo Fists è una tarantinata, Zombies and Shit è Battle Royale con gli zombie). Il che non significa che non ci si immedesimi nei protagonisti, anzi. Solo che questi protagonisti sono in genere individui eccezionali che fanno cose pirotecniche – e, spesso, muoiono orribilmente.
Proprio grazie a questi richiami al cinema di genere, i libri appartenenti a questa categoria sono spesso tra i più accessibili per chi si avvicini al Bizarro per la prima volta.

Zombies and ShitTitolo: Zombies and Shit
Tipo: Romanzo
Anno: 2010
Pagine: 310 ca.

Mellick-starter: Sì
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

L’apocalisse zombie incontra Battle Royale. In un mondo in cui i superstiti del genere umano hanno ricostruito la civiltà su isole artificiali al largo della costa, lasciando il continente in mano a orde di non-morti quasi indistruttibili, ogni anno il governo rapisce dagli slums una ventina di malcapitati per farli partecipare al più fiko dei reality. Un percorso attraverso le rovine di una vecchia metropoli, un elicottero sul punto d’arrivo, tre giorni di tempo per arrivarci. E un sacco di zombie! Ma l’elicottero è monoposto: solo uno dei contendenti potrà salvarsi, a costo di ammazzare gli altri con le sue stesse mani.
Questo è uno dei romanzi più divertenti e scorrevoli da leggere di Mellick. I personaggi sono quasi tutti spettacolari – ci sono nazisti, robot, punkettoni, super-guerrieri bioingegnerizzati, e l’immancabile scrittore disperato – l’intreccio è imprevedibile, il ritmo frenetico. Ma le risate e l’adrenalina sanno lasciare il posto, all’occorrenza, a momenti drammatici. Non sapere quali personaggi moriranno e quali sopravviveranno genera un’ansia inusuale nei confronti dei nostri preferiti: arriveranno sani e salvi fino al prossimo capitolo? Questo libro non si legge, si divora.

Armadillo FistsTitolo: Armadillo Fists
Tipo: Romanzo breve
Anno:
2012
Pagine:
 150 ca.

Mellick-starter: Sì
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

June Howard è la migliore pugile sulla piazza; nessuno è in grado di resisterle sul ring, e questo soprattutto grazie al fatto che si è fatta impiantare degli armadilli vivi al posto delle mani. Ma adesso è in fuga, perché l’organizzazione criminale per cui lavorava vuole farle la pelle. Il motivo? Una sciocchezza: ha inavvertitamente fatto fuori il loro capo! Con l’aiuto di Mr. Fast Awesome, il più veloce autista della città – benché non abbia né mani né piedi – June dovrà sfuggire ai membri dell’organizzazione; o ammazzarli uno dopo l’altro.
Armadillo Fists è un buffo incrocio tra Pulp Fiction e One Piece, e per la precisione quella saga di One Piece in cui i protagonisti devono combattere un’organizzazione di mentecatti che usano numeri al posto dei nomi. La storia salta continuamente tra più timeline parallele, caso unico nella narrativa di Mellick: da una parte assistiamo alla lotta tra June e l’organizzazione, dall’altra a una serie di flashback che ci mostreranno come June sia entrata nel mondo della boxe, com’è diventata quello che è, e perché abbia ucciso il capo. Data la semplicità della trama questi salti avanti e indietro non confondono più che tanto, ma in compenso danno un ritmo sostenuto alla vicenda. Una storia agrodolce, e piena d’azione pirotecnica a metà tra Tarantino e uno shonen – merita sicuramente di essere letta.

War SlutTitolo: War Slut
Tipo: Novella
Anno: 2006
Pagine: 110 ca.

Mellick-starter: Sì
Edizione italiana: Puttana da Guerra
Su Tapirullanza: No

In un futuro prossimo, tutti gli abitanti del mondo sono reclutati dall’esercito per partecipare all’ultima di tutte le guerre: la guerra contro i renitenti alla leva. Un pugno di soldati si trova isolato nell’Artico, dove parrebbe celarsi l’ultima roccaforte dei renitenti alla leva. Ma gli ufficiali sembrano entrati in uno stato catatonico, e i soldati si trovano senza una missione né ordini, mentre le provviste vanno esaurendosi. Cosa fare, come uscire dallo stallo?
War Slut parte come una storia surreale, per poi dare gradualmente spazio alle scene d’azione e all’introspezione psicologica. Il fascino della novella è dato dalla bizzaria della situazione di partenza – una guerra senza senso, l’attesa infinita di un evento imprecisato, stile Deserto dei Tartari – e da una piccola galassia di trovare geniali (come la puttana da guerra del titolo). Purtroppo le due metà della storia – la parte iniziale, e quella più di “azione” ambientata nella città di ghiaccio – non si integrano troppo tra loro, e ho l’impressione che Mellick abbia sottosfruttato le possibilità creative della premessa iniziale. Rimane comunque una lettura suggestiva.

D. Storie trash-demenziali
Con questo gruppo di storie entriamo nel territorio della parodia grottesca e della comicità nera. Non è facile tracciare un confine netto tra questa categoria e le due precedenti, ma mi sembra che tutte le storie di quest’ultima abbiano un elemento in comune: essere più divertenti (in un modo strano e spesso disgustoso) che drammatiche o tensive. Il che non significa che non possano esserci, a sorpresa, momenti da occhio lucido e lacrima che cola sulla guancia.
L’ispirazione sono anche in questo caso film o anime di serie B, reinterpretati in salsa Bizarro. I libri di questo gruppo sono quasi sempre novellas intorno al centinaio di pagine, letture ad alto ritmo da consumare nel giro di un pomeriggio.

ApeshitTitolo: Apeshit
Tipo: Novella
Anno: 2008
Pagine: 170 ca.

Mellick-starter: No
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

Si presenta come il tipico horror movie di serie b, con una comitiva di sei fikissimi studenti liceali che vanno a trascorrere in una casetta nei boschi un tranquillo week-end di paura. Orribili maniaci mutati e disumani li aspettano per fargli la festa. Ma più si va avanti nella novella, più la storia diventa grottesca, e gli stessi protagonisti prendono a comportarsi in modo strano, violando i cliché del genere. Fino a una serie di colpi di scena conclusivi che ribaltano il tavolo. No: questa non è proprio la classica storia horror.
Apeshit ricorda il cinema trash auto-parodico di Rodriguez, solo più Bizarro – e non tutte le scene fanno ridere. Una delle più belle rivisitazioni dello stereotipo horror della casa nel bosco, accanto al film prodotto da Joss Whedon Cabin in the Woods. Per stomaci forti.
E se Apeshit vi è piaciuto, date un’occhiata anche al seguito Clusterfuck, romanzo lunfo che riprende l’ambientazione della novella originale, ma calandola sottoterra e con protagonisti dei frat boy del college. Meno geniale del predecessore e più orientato al divertimento duro e puro, è un simpatico omaggio al sottogenere dello spelunking horror.

The Morbidly Obese NinjaTitolo: The Morbidly Obese Ninja
Tipo: Novella
Anno: 2011
Pagine: 100 ca.

Mellick-starter: Sì
Edizione italiana: Il Ninja Morbosamente Obeso
Su Tapirullanza: No

In un mondo in cui le grandi corporazioni assoldano ninja per custodire i propri prodotti e rubare quelli altrui, Basu, un ninja di 450 chili, deve proteggere un bambino-salvadanaio dalle grinfie di un’azienda avversaria. Ma se smette di mangiare maionese morirà di una morte atroce.
The Morbidly Obese Ninja è una novella scritta come se fosse la puntata di uno shonen alla Naruto, anche se con molta più intelligenza e originalità. Premessa, ambientazione e idee sono geniali, anche se poi lo sviluppo e la conclusione seguono i canoni classici della narrativa d’azione. Scontri all’arma bianca, inseguimenti ed esplosioni sono la linfa vitale di questa storia, ma l’atmosfera sopra le righe lo trasforma in una commedia dal ritmo indiavolato. Una delle opere di Mellick più accessibili a chi è a digiuno di Bizarro Fiction.

Sausagey SantaTitolo: Sausagey Santa
Tipo: Novella
Anno: 2007
Pagine: 130 ca.

Mellick-starter: Sì
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: Bonus Track Natalizia

Lo sapevate che Babbo Natale non era un vecchio bonario, ma un crudele tiranno con l’accento da pirata che odiava i bambini, e che li voleva tutti morti o in schiavitù, finché il buon Dio non decise di punirlo condannandolo a consegnare doni ai bambini per il resto dell’eternità? E sapete che ora Babbo Natale – a causa di un increscioso incidente – è fatto di salsicce legate insieme tra loro? E’ la vigilia di Natale a casa di Matthew Fry, e l’incontro con Sausagey Santa cambierà la sua vita per sempre…
Sausagey Santa è la versione mellickiana del classico tema “dobbiamo salvare il Natale”. Mellick innesta i suoi personaggi bizzarri e trovate creative su un impianto narrativo classico e abbastanza prevedibile, fatto di rapimenti, inseguimenti, combattimenti. Matt è un personaggio simpatico – con una moglie iperviolenta che sogna di diventare un Transformer malvagio, una figlia viziata con una disgustosa escrescenza sul lato della faccia, e un lavoro schifoso alla Nintendo – e il suo destino alla fine della vicenda è insolito per le storie di questo tipo. Una storia divertente e leggera, senza troppe pretese, da leggere sotto l’albero con in sottofondo l’album di Natale di Michael Bublé.

E. Storie sperimentali
Il Mellick ventenne aveva l’ambizione di diventare uno scrittore avanguardista. Il che vale a dire: libri in cui prima vengono le immagini grottesche, i contrasti assurdi, i dettagli vividi, e poi la trama. Le storie sperimentali di Mellick sono più una raccolta di scene e situazioni fuori di testa, alla David Lynch, che narrazioni con un inizio, un centro e una fine (anche se in alcuni di questi libri c’è almeno una parvenza di trama).
I libri di questo gruppo sono tutte brevi novellas, di genere Horror e/o Fantasy. Quasi tutti appartengono al ‘primo’ Mellick, prima che scrivesse The Haunted Vagina e War Slut e virasse verso storie più plot-driven. Ciononostante, ogni tanto gli capita ancora di scrivere storie sperimentali, come Ugly Heaven nel 2007 e The Tick People nel 2014.

Adolf in WonderlandTitolo: Adolf in Wonderland
Tipo: Novella
Anno: 2008
Pagine: 170 ca.

Mellick-starter: No
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

In un mondo alternativo in cui l’utopia nazista ha conquistato il mondo, un giovane ufficiale ariano delle SS con le parvenze di Adolf Hitler è mandato in missione in una terra sperduta, a trovare ed eliminare l’ultimo essere imperfetto sulla Terra. Ma il mondo nel quale sta entrando è quanto di più lontano dalla perfezione possa esistere, e lo precipiterà da un’assurdità all’altra.
Malgrado il plot promettente e un protagonista interessante, la trama è solo un pretesto per precipitare il lettore – attraverso gli occhi del suo malcapitato protagonista – in una spirale di situazioni e incontri grotteschi. Le idee carine non mancano, e questa versione dark di un paese delle meraviglie crea in effetti una certa atmosfera; ma il libro sembra composto di tanti episodi slegati più che di un tutt’uno coerente e non va a parare da nessuna parte; L’argomento della “perfezione” è un po’ il pretesto della storia ma non viene davvero approfondito. Adolf in Wonderland è un libro che va letto per il gusto dell’immaginario bizzarro – perché in tutto il resto delude.

Razor Wire Pubic HairTitolo: Razor Wire Pubic Hair
Tipo: Novella
Anno: 2003
Pagine: 80 ca.

Mellick-starter: No
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

Una delle primissime opere di Mellick, e di sicuro la sua più strana opera di Mellick che abbia mai letto. In un futuro post-apocalittico in cui l’intero genere maschile si è estinto, e gli esseri umani superstiti vivono in palazzi fatiscenti di città in rovina, vestiamo i panni di un dildo ermafrodita mutante dotato di autocoscienza. Il nostro protagonista è stato dato in “pasto” a Celsia, una donna vorace e completamente egocentrica, che se ne servirà per i suoi giochetti. Questo, finché l’appartamento in cui vive non sarà attaccato dai barbari stupratori delle wastelands, precipitando la vita del povero dildo nel caos più completo.
Nonostante la parvenza di trama, Razor Wire Pubic Hair è più che altro un susseguirsi di scene vivide e bizzarre, che colpiscono l’immaginazione e ogni tanto lo stomaco – un romanzo più affine alla Literary Fiction e al surrealismo che non alla narrativa di genere. Il risultato è molto lynchiano (chi ha mai visto Eraserhead può avere un’idea di cosa aspettarsi); le immagini evocate da Mellick sono estremamente vivide, materiche. Si visualizza senza difficoltà tutte le stranezze e le nefandezze che il povero dildo si trova a subire per opera di Celsia, e il contrasto tra la voracità di Celsia e la riluttanza del protagonista è resa molto bene. Non sono molte le storie in cui ci immedesimiamo in uno strumento sessuale vivente, e soprattutto viviamo il lato oscuro e grottesco dell’essere “vittime” di una completa ninfomane feticista. Unico.

Sea of the Patchwork CatsTitolo: Sea of the Patchwork Cats
Tipo: Novella
Anno: 2006
Pagine: 110 ca.

Mellick-starter: No
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

Un bel giorno, l’intero genere umano decide di suicidarsi senza alcun motivo. L’intero genere umano ad eccezione di Conrad, vecchio ubriacone, che rinviene dall’ultima sbornia per scoprire di essere l’unica persona rimasta sulla Terra. La sua quest per capire cosa sia successo e cosa debba fare ora della sua vita verrà ulteriormente complicata quando un’inondazione di origine sconosciuta si abbatte sul mondo. A bordo di una casa galleggiante, Conrad entrerà in un mondo onirico e surreale, fatto di ville al centro dell’oceano, donne mostruose dagli insaziabili appetiti, e ovviamente un sacco di gatti.
Per ammissione dello stesso Mellick, Sea of the Patchwork Cats è la prima (e unica, grazie al cielo) storia ispirata direttamente da un sogno. Pur avendo all’apparenza l’andamento della normale narrativa di trama, questa novella è in realtà un susseguirsi di scene bizzarre senza un vero nesso logico tra di loro. La premessa del suicidio di massa e dell’ultimo uomo rimasto sul pianeta è terribilmente affascinante, ma tutti gli avvenimenti successivi non hanno nessuna relazione con questo avvenimento. E’ vero, il libro è tempestato di immagini affascinanti e di scene che colpiscono come un quadro di Magritte e Dali; ma è anche vero che si arriva all’ultima pagina pensando: “Ma che minchia ho appena letto?”. Il materiale di partenza si sarebbe potuto sviluppare in direzioni molto più interessanti, invece Mellick ha deciso di lasciarlo allo stato di sogno, una pennellata di bizzarria liberamente interpretabile. Da leggere a proprio rischio e pericolo.

Ugly HeavenTitolo: Ugly Heaven
Tipo: Novella
Anno: 2007
Pagine: 90 ca.

Mellick-starter: No
Edizione italiana: No
Su Tapirullanza: No

Due uomini si risvegliano, dopo la morte, in Paradiso; ma l’aldilà è ormai diventato un luogo spaventoso, colmo di sofferenza e pericoli, e Dio sembra scomparso o morto. Tree e Salmon – completamente dimentichi di quella che era la loro identità e la loro vita sulla Terra – si incammineranno alla ricerca di un senso e di un luogo che possano chiamare casa. Lungo la strada incontreranno una compagna di viaggio e i resti di quello che era un tempo il Paradiso.
Ugly Heaven – storia che nasce come prima metà di un libro scritto a due mani con Jeffrey Thomas – è un’altra novella di esplorazione di un mondo assurdo. Il Paradiso di Mellick è pieno di idee interessanti – soprattutto quelli inerenti alla trasformazione dei corpi umani e dei nuovi sensi. Rispetto agli altri libri di questa sezione, inoltre, la vicenda ha meno la forma di una carrellata di immagini bizzarre e più quella di una storia compiuta. Il problema di Ugly Heaven è che sembra un’opera incompiuta – non solo non troverete risposta alle stranezze che pervadono il Paradiso, ma avrete proprio la sensazione che manchi il finale. O meglio, che Mellick si sia fermato a un terzo o a metà della storia. Una trama promettente, insomma, ma che delude – potreste volerci dare un’occhiata per trarne ispirazione per qualcosa di vostro, e nulla più.

E per finire: la mia classifica di Mellick!
Non poteva ovviamente mancare una conclusione prettamente personale. Ecco, in ordine, i miei dieci libri di Mellick preferiti. Inutile dire che questa classifica rispecchia unicamente i miei gusti, e prescinde dai criteri oggettivi che adotto di solito:

1. The Egg Man
2. Quicksand House
3. Zombies and Shit
4. Warrior Wolf Women of the Wastelands
5. Apeshit
6. Tumor Fruit
7. The Handsome Squirm
8. The Haunted Vagina
9. The Morbidly Obese Ninja
10. Razor Wide Pubic Hair

A ben quattro di questi dieci titoli ho già dedicato, nel corso di questi anni, un intero Consiglio – ma ovviamente non mi è stato possibile farlo per tutti. Se per caso sareste interessati a farmi approfondire uno di questi titoli (o anche un altro che non compare in questa lista, volendo) fatemi sapere.
Quanto ai miei programmi per il futuro: riprenderò da lunedì prossimo coi Consigli del Lunedì, sperando di riuscire a mantenere una scaletta un po’ più rigorosa (ah, beata ingenuità!). Buon 2015 gente!

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11 risposte a “Mellick for Dummies

  1. Mellick dovrebbe pagarti da bere! (ma non lo farà perché è tirchio)

  2. Curiosissimo di saperne di più su Quicksand House, le cui premesse mi hanno ricordato vagamente Silent Hill. E’ difficile da leggere in inglese? Si trova online? Si fa fatica a finirlo o fila liscio? Ci sono pezzi troppo gore?

  3. Le storie sperimentali mi attirano parecchio, noto ora che tutte le copertine raffigurano personaggi femminili o pseudo tali, interessante

  4. @Alb
    “Quicksand House” è il mio preferito, perfino sopra “Egg Man”. Come sempre l’inglese di CM3 è molto facile, non dovresti avere problemi.

    Se tutto va bene lo portiamo su Vaporteppa per maggio, è stato assegnato in traduzione alcuni mesi fa. 🙂

  5. @Alb:

    Curiosissimo di saperne di più su Quicksand House, le cui premesse mi hanno ricordato vagamente Silent Hill. E’ difficile da leggere in inglese? Si trova online? Si fa fatica a finirlo o fila liscio? Ci sono pezzi troppo gore?

    Come dice il Duca, lo stile di Mellick è molto semplice e accessibile anche con chi con l’inglese fa un po’ di fatica. In un vecchio articolo, lo consigliavo addirittura come uno scrittore da leggere in lingua originale per fare pratica e allenare il proprio inglese.
    Oltre ad avere un lessico semplice, è anche estremamente scorrevole. Inoltre, a differenza della maggior parte dei libri di Mellick, è piuttosto ‘delicato’; non succede niente di troppo violento né di disgustoso. Non lo paragonerei più di tanto a Silent Hill; l’opera forse più vicina per atmosfera è The Fifth Head of Cerberus di Gene Wolfe.

    Purtroppo non solo non si trova piratato, ma al momento non esiste proprio un’edizione digitale; si può solo acquistare in cartaceo.

    @Flegias:

    Le storie sperimentali mi attirano parecchio, noto ora che tutte le copertine raffigurano personaggi femminili o pseudo tali, interessante

    Questo perché Mellick è un pervertito, e Mironiuk (quello che gli fa le copertine) ancora di più ^-^

    @Duchino:

    Se tutto va bene lo portiamo su Vaporteppa per maggio, è stato assegnato in traduzione alcuni mesi fa.

    Urrà!

  6. Mi interessa molto anche Tumor Fruit. Questo si riesce a trovare online? E’ fantascientifico come piace a me.

  7. @Zethani:

    Mi accodo per dire che apprezzerei molto un Consiglio o una Bonus track su Quicksand. Mi intriga e ne vorrei sapere di più.

    Quicksand House è in effetti uno dei candidati per un futuro Consiglio!
    Probabilmente passeranno un po’ di mesi prima che faccia un altro articolo dedicato a un’opera di Mellick, visto che appena lo scorso Ottobre ne ho scritto uno su Apeshit e non vorrei saturare il blog. Ma sicuramente è in cantiere.

    Mi interessa molto anche Tumor Fruit. Questo si riesce a trovare online? E’ fantascientifico come piace a me.

    Stesso discorso che vale per Quicksand House.
    Con pochissime eccezioni (per esempio Clusterfuck), tutti i libri di Mellick scritti dal 2012 esistono esclusivamente in formato cartaceo. Questo deve avere scoraggiato i pirati, perché in giro non si trova niente di Mellick posteriore a Crab Town e Fantastic Orgy.

  8. Molto utile.
    Io avrò letto circa una decina di libri di Mellick e, pur essendocene alcuni che mi fanno storocere il naso (tipo il ninja obeso o war slut per me sono molto un meh), in media sono molto validi.

    Duca contiamo su Vaporteppa visto che ormai ho disimparato a leggere senza il kindle.

  9. Mellick è diventato uno dei miei scrittori preferiti dopo la prima sua opera che ho letto (Il Ninja Obeso) *-*! Con Zombie & Shit mi ha conquistata totalmente ^^!
    Anche a me interessa molto Quicksand House, ma qualsiasi articolo che vorrai fare su di lui, per me sarà benvenuto!
    Perché questo disgraziato non pubblica in e-book, maledizione a lui :///???

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