Mondi alternativi cercasi

PianetaC’è il pianeta Mesklin di Mission of Gravity, schiacciato in una forma ovale dalla sua stessa accelerazione centrifuga, la cui attrazione di gravità varia dai 3G dell’equatore ai 700G dei due poli. C’è il pianeta Gethen di The Left Hand of Darkness, dove il gelo è eterno e la specie umanoide dominante è costituita da ermafroditi che assumono uno dei due sessi soltanto per il breve periodo dell’accoppiamento. C’è la stella di neutroni di Dragon’s Egg, che ha sviluppato una particolare forma di vita dal ciclo vitale e dall’evoluzione rapidissima, e c’è Rocheworld, un sistema di due pianeti talmente ravvicinati che condividono la stessa atmosfera e si deformano l’un l’altro in una forma ovoidale. C’è il pianeta Lagash di Nightfall, in cui il giorno è eterno perché il suo cielo è illuminato da sei soli, e che precipiterà nel terrore il giorno in cui un eclissi gli farà conoscere l’oscurità. C’è il mondo acquatico di The Blue World, dove l’assenza pressoché totale di metalli pesanti ha costretto i transfughi terrestri a reinventare la loro tecnologia (ve ne parlerò nelle prossime settimane), e ci sono le comete bioingegnerizzate di Vacuum Flowers, trasformate in case e città attraverso la coltivazione di alberi di Dyson 1. C’è la Terra di West of Eden, che è il nostro pianeta ma è praticamente irriconoscibile, dato che in questa storia alternativa i lucertoloidi e non gli esseri umani sono diventati la specie dominante. E ci sono i mondi completamente artificiali come il Ringworld di Larry Niven o la gigantesca Sfera di Dyson di Orbitsville.
Ho sempre adorato le storie ambientate su mondi alternativi, per un mucchio di ragioni. Perché sono esotiche per definizione. Perché invecchiano meglio di molta altra sci-fi, come quelle ambientate quaranta o cinquant’anni nel futuro (un futuro rigorosamente pieno di macchine volanti ma privo di cellulare e con i computer che continuano ad andare a schede perforate – sigh, a volte è davvero difficile immergersi nell’immaginario fantascientifico degli anni ’50 – ’60). Perché pongono dei what if fikissimi: come sarebbe sulla vita su un pianeta dalla composizione chimica diversa dalla nostra, o con massa maggiore o minore, o più lontano o più vicino alla sua stella, o in un sistema solare diverso dal nostro o in una porzione differente della galassia? Perché ci mostrano quanto l’individuo sia plasmato (fisicamente, mentalmente, culturalmente) dall’ambiente in cui vive e debba adattarsi alle condizioni del suo habitat. In breve, perché sono esperimenti concettuali e di immaginazione.

Da ultimo, credo che questo tipo di fiction sia una delle più utili per l’aspirante scrittore di narrativa fantastica – sia di Sci-fi che di Fantasy. L’originalità, la fantasia, la profondità concettuale, sono tutte cose che si alimentano bombardandosi di stimoli, i più vari possibili 2. E cosa è più stimolante che leggere di possibili vite su mondi diversi (e a volte, radicalmente diversi) dal nostro? Quanto potrà arricchirsi il Mondo Medieval-Fantasy #452 se il nostro scrittore wanna-be scoprirà cosa succede aumentando o riducendo l’attrazione di gravità del proprio pianeta, o sottoponendolo a stagioni più lunghe, o sincronizzando rotazione e rivoluzione in modo tale che rivolga al proprio sole sempre la stessa faccia (tidal lock)?
Esempio stupido: immaginiamo un mondo povero di metalli, soprattutto in superficie. Su un simile pianeta, la tecnologia rimarrebbe necessariamente molto rudimentale… Quindi potrebbe essere condannato a rimanere un pianeta sottosviluppato. Oppure – oppure questo limite potrebbe essere da stimolo allo sviluppo di altri tipi di tecnologia, come un qualche tipo di “magia”… Ma che tipo di magia sarebbe? E che tipo di società nascerebbe?
O immaginiamo un mondo artificiale abbandonato dagli esseri umani e in decadenza, che ruota attorno a un sole morto o che si sta spegnendo, i cui unici abitanti – e protagonisti della storia – sono ormai i robot e le IA gestionali delle città (gli unici che potrebbero sopravvivere in un ambiente così freddo e ostile)… O un mondo in cui la specie dominante sono piante senzienti, che vivono una vita immobile nel punto in cui hanno messo radici ma che possono espandersi e riprodursi estendendo i propri rami o spargendo semi in cui è contenuta un’estensione del proprio cervello e del proprio apparato percettivo…

Dyson Eufloria

L’ex “Dyson”, poi ribattezzato “Eufloria”: un gioco in cui bisogna espandersi nel cosmo piantando e diffondendo alberi di Dyson. Devo giocarci.

Veniamo al dunque.
Mi era stato chiesto per quanto tempo avrei mantenuto il sondaggio ‘Cosa leggerà il Tapiro?’. Beh, lo tolgo adesso, solo per sostituirlo con una nuova richiesta: consigliatemi storie su pianeti esotici! Ho stabilito criteri molto ampi:
1. Scienza sì o scienza no? Non deve trattarsi necessariamente di romanzi Hard SF, anzi, non è nemmeno necessario che sia fantascienza in senso stretto. Alcuni degli esempi che ho fatto in testa all’articolo, come The Left Hand of Darkness della LeGuin, sono in realtà più vicini al Fantasy che non alla Sci-Fi, e tradizionalmente sono stati messi nella prima categoria solo per una questione di colore (nel caso della LeGuin, le astronavi e l’Ecumene interplanetaria sullo sfondo) e di prestigio. L’importante è che l’ambientazione dei romanzi che mi consiglierete non siano una violazione palese delle leggi della fisica così come le conosciamo: quindi, no ai mondi completamente sconclusionati di certa Bizarro Fiction o a quelli permeati di una magia chiaramente anti-scientifica. In altre parole cerco mondi che, almeno teoricamente, potrebbero davvero esistere da qualche parte là fuori.
2. Il concetto di “mondo”. Ho parlato soprattutto di pianeti, ma, come si evince dagli esempi in testa all’articolo, mi va bene qualsiasi setting che sia un mondo visitabile – dalla stella di neutroni di Dragon’s Egg alle comete terraformate di Vacuum Flowers. Sì anche ai pianeti artificiali; preferirei tenere fuori artefatti più piccoli come le astronavi plurigenerazionali (tipo quella di Incontro con Rama), ma se avete tra le mani una storia – per esempio – su un’astronave megafika potete provare a passarmela lo stesso.
3. Il ruolo del setting. Le caratteristiche del mondo esotico non dovrebbero stare semplicemente sullo sfondo ma dovrebbero avere un qualche ruolo nella storia. L’ideale sarebbe che la particolarità del setting (e le sue conseguenze sui personaggi) fossero il fulcro della storia, il tema centrale attorno a cui ruota tutto il romanzo. Ma va bene anche un libro in cui l’ambientazione ha un ruolo subordinato, purché tangibile.
4. Più “alieno” è, meglio è. A patto di non violare la prima clausola di plausibilità. Adolf in Wonderland di sicuro è weirdissimo, ma al prezzo di non avere senso logico.

Tutti i titoli che mi incuriosiranno e quelli che avranno più successo tra i miei lettori (non dubito che tempo mezza giornata si leverà un coro di Dune! Dune!) finiranno nella mia coda di lettura. Potrebbero inserirsi anche molto in alto. Di quelli che mi piaceranno è probabile che riparlerò, e quando un titolo mi piace molto, be’, ho l’obbligo morale di farci un Consiglio!
Quindi spammate titoli, miei cari ^-^

Captain Planet

Tipo, lui non va bene.

 (1) Cos’è un albero di Dyson? Per farla breve, dal blog Strait of Magellan:

Basically you plant a giant, genetically engineered tree inside the void pockets of a comet.
The tree processes the water and carbon dioxide ice and creates oxygen, which fills the voids. Habitat is created in the voids of the comet and in hollows in the tree itself. Possibly the tree would grow out of the comet and create a stable biome under its intertwined canopy. Animals, including humans, live off of the tree, and produce soil to further nourish it, establishing a stable biome.

Albero di Dyson

Fiko, no?

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(2) Preciso: purché superino una soglia minima di intelligenza. Devono ancora convincermi che una persona cresciuta a sci-fi, horror psicologico e romanzi storici possa trarre un qualsiasi beneficio dal leggere Twilight, per esempio. Anche se sicuramente sarebbe qualcosa di “nuovo” per lui.Torna su

65 risposte a “Mondi alternativi cercasi

  1. Dune! XD
    Possibilmente in lingua originale…

  2. Tempo fa avevo letto un romanzo (o era un lungo racconto?) che narrava di un equipaggio terrestre atterrato su un pianeta ricoperto da un’unica enorme foresta costituita da alberi giganteschi (tipo Avatar), abitata da due specie intelligenti che vivevano in simbiosi – una umanoide (che i protagonisti sospettavano discendesse dall’equipaggio di un’altra nave precipitata lì milioni di anni prima), l’altra… orsoide. Le due speci erano in grado di comunicare telepaticamente, e tra loro c’era un legame importante ed esclusivo quasi quanto quello esistente tra gli umani e i daimon di Queste Oscure Materie. E alla fine c’era un colpaccio di scena.
    Però non mi ricordo il titolo. 😦

  3. Ho spulciato la mia libreria cercando cose interessanti, ma ho realizzato di aver davvero pochi libri di questo tipo °°’ Ne ho solo due da consigliarti:
    – Il lungo meriggio della terra (Hothouse) di Brian Aldiss è ambientato in un futuro in cui la terra ha smesso di girare, il sole si sta spegnendo e gli esseri umani sono regrediti divendando grandi quanto lucertole. L’ambientazione è interessante, ma avendolo letto eoni fa non so dirti molto sulla qualità dello stile di Aldiss… A giudicare dalla roba sua letta più recentemente, temo sia abbastanza mediocre.
    – L’orda del vento (La Horde du Contrevent) di Alain Damasio è ambientato in un mondo in cui il vento non smette mai di soffiare.
    È po’pesante da leggere, perché l’autore segue la filosofia del “io scrivo Letteratura, e ciò mi da il permesso di infilare parole desuete e filosofia spicciola in ogni pagina”. In compenso, l’ambientazione è davvero bellissimissima: tutta la società è basata su un complesso rapporto di simbiosi col vento, principale fonte di energia, ma anche forza distruttrice che butta giù le abitazioni e le seppellisce sotto cumuli di detriti.
    Nel libro compare qualche fenomeno non totalmente scientifico, ma nel complesso non è molto fantasy, e di certo è un libro curioso. E poi è un romanzo corale con millemila personaggi, e a te queste cose piacciono, no? :3

  4. @Zuptepi:

    Possibilmente in lingua originale…

    Quando posso leggo sempre in lingua originale.

    @Giovanni:

    Però non mi ricordo il titolo.

    Ehm.

    @Tales: Avevo già sentito parlare di tutti e due; il secondo, forse, proprio da te. Proverò entrambi.

    E poi è un romanzo corale con millemila personaggi, e a te queste cose piacciono, no? :3

    Proprio così :3
    (in realtà l’ideale per me sarebbe non più di 4-5 pov)

  5. @Tales: Avevo già sentito parlare di tutti e due; il secondo, forse, proprio da te. Proverò entrambi.

    Devo averne parlato nel mio blog, sì.
    Comunque, non esiste una versione ebook de L’orda del vento, ma il cartaceo è reperibile con facilità. Fai attenzione, però: l’edizione più recente non ha, al contrario delle vecchie, il segnalibro con la lista di tutti i personaggi. Ti consiglio di copiarla da wikipedia prima di iniziare a leggere, perché il POV cambia ogni pochi paragrafi e senza lista è davvero difficile capirci qualcosa, almeno inizialmente.

  6. La Matrice Spezzata di Bruce Sterling
    (molto simile a vacuum flowers).

    Nel ciclo di Hyperion di Dan Simmons c’è una descrizione approfondita della vita su un Albero di Dyson e sui postumani.
    Mi pare sul finire del 4° e inizio del 5°

    Poi c’è Il Ciclo di Tschai di Vance (ne hanno fatto anche una versione a fumetti). Come sempre più sociologico/etnografico che hard scifi. Credo che rientri nella sezione 3 sul setting
    Ciao
    Reno

  7. -Nel ciclo di Hyperion di Dan Simmons c’è una descrizione approfondita della vita su un Albero di Dyson e sui postumani.
    Mi pare sul finire del 4° e inizio del 5°-

    errore mio intendevo tra il 3° e il 4°

  8. Il ciclo del Mondo del Fiume, di Philip Josè Farmer. poi ci sarebbe il mondo a “fette cronologiche” di “L’occhio del tempo” di Clarke e Baxter, che come idea andrebb pure ma è realizzato secondo me in maniera pessima. Flatlandia, di Edwin Abbott, ambienato in un mondo bidimensionale (ma non l’ho ancora letto, quindi non saprei). Il mondo disco di Terry Pratchett, ma lì lìambientazione non ha poi tutta questa rilevanza sulla trama. Il meraviglioso Bas-Lag di China Mieville nella trilogia iniziata con Perdido Street Station.
    Purtroppo di molti ho dimenticato il titolo.
    Poi se vuoi trovi un mucchio di suggerimenti qui:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Pianeti_immaginari

    Poi, potrei anche suggerirti il Mondo dell’Esilio, di, ehm… me stesso, ma devo ancora trovare qualcuno che me lo pubblichi! ;-p

    Il Moro

  9. Vedo che Hyperion e’ stato gia’ suggerito. personalmente ho trovato ancora piu’ immaginifica la serie successiva, i due tomazzi Ilium e Olympus, sempre di Simmons: qui la storia (piuttosto intricata e difficile da riassumere) parte da gli dei greci (o alieni che hanno le loro fattezze) che vivono sul monte olimpo di marte, e ricreando Troia e clonano achei e troiani per controllare che le cose siano davvero andate come scritto da Omero. Per essere sicuri prendono linguisti e letterati da varie epoche e li sguinzagliano invisibilil in mezzo alla guerra di Troia, a controllare che tutti i dettagli combacino col testo. Inoltre su Giove ci sono dei “robot” intelligenti appassionati di letteratura che hanno i loro problemi e sulla terra gli ultimi umani ingegnierizzati e dimentichi dei fasti del passato hanno una loro trama piuttosto contorta. Come per Hyperion, questa serie e’ piena di sense of wonder, almeno per me. Anche se lo stile di Simmons non e’ tra i miei preferiti.
    @giovanni. Mi ricorda molto Symbiotica, un racconto di Erik Frank Russell della serie su Jay Score, ma non del tutto. (lo trovi qui http://www.pdfdocspace.com/docs/48338/eric-frank-russel—symbiotica.html )

  10. @Talesdreamer: hai un blog?
    @Cuk: grazie della segnalazione, ma ho dato un’occhiata all’incipit e al finale e non si tratta di quello.

  11. @Tales:

    Ti consiglio di copiarla da wikipedia prima di iniziare a leggere, perché il POV cambia ogni pochi paragrafi e senza lista è davvero difficile capirci qualcosa, almeno inizialmente.

    Uhm. Questo non depone a suo favore.

    @Giovanni:

    Talesdreamer: hai un blog?

    Sì; ma dato che non lo aggiorna da un po’ e l’ha pure tolto dai suoi dati qui sui commenti, immagino che voglia lasciarselo alle spalle… (il che mi dispiace)

    @Reno e Cuk: Symmons salta fuori piuttosto spesso nei commenti che ricevo. Già il Guardiano aveva provato a rifilarmi Ilium, quindi magari ci dò un’occhiata. Invece se non ricordo male Tales non regge Hyperion.

    Nel ciclo di Hyperion di Dan Simmons c’è una descrizione approfondita della vita su un Albero di Dyson

    Questo depone a suo favore ^-^

    Poi c’è Il Ciclo di Tschai di Vance (ne hanno fatto anche una versione a fumetti). Come sempre più sociologico/etnografico che hard scifi.

    Di Vance ho letto parecchia roba di questo tipo, anche se non il Ciclo di Tschai. Come ho scritto nell’articolo, presto parlerò di uno dei suoi romanzi.

    @Il Moro:

    Il ciclo del Mondo del Fiume, di Philip Josè Farmer.

    To Your Scattered Bodies Go è un po’ che lo tengo d’occhio. Però viola le clausole che ho stabilito nel post: se non ho capito male è una sorta di “mondo dell’aldilà”, quindi non è un mondo che potrebbe esistere “da qualche parte là fuori”.
    Andando leggermente fuori tema, di Farmer mi stuzzica tantissimo anche Jesus on Mars

    Flatlandia, di Edwin Abbott, ambienato in un mondo bidimensionale (ma non l’ho ancora letto, quindi non saprei).

    Flatland è il libro con cui ho cominciato questo blog. Ma, di nuovo, viola la clausola di plausibilità: è un cazzo di universo bidimensionale! Non può esistere nel nostro, di universo! ._.

  12. Uhm. Questo non depone a suo favore.

    Fidati, la cosa ha un senso: il POV cambia spesso per darti l’impressione di essere immerso in questo gruppo di persone in marcia, e prima di ogni paragrafo c’è un simbolino che ti fa capire chi è il personaggio-POV. L’autore è piuttosto bravo a dare voci distinte ad ogni pg, indi dopo il casino delle prime pagine ci si abitua e l’effetto, imho, è molto piacevole. Bizzarro, ma piacevole.

    Sì; ma dato che non lo aggiorna da un po’ e l’ha pure tolto dai suoi dati qui sui commenti, immagino che voglia lasciarselo alle spalle… (il che mi dispiace)

    Nah, è solo che al momento non ho tempo/forza di scriverci alcunché, visto che mi sto preparando al fracco di esami che avrò a settembre. Non sapevo non ci fosse più nei miei dati, dev’essere wordpress che al solito scazza.

    Invece se non ricordo male Tales non regge Hyperion.

    Esatto, schifo Simmons dal profondo dell’anima ^__^
    Hyperion non l’ho letto, né intendo avvicinarmi ad esso: di Simmons ho letto un unico romanzo, The hollow man, ed è stata una delle letture più brutte e pesanti della mia vita. In generale, mi ha dato l’impressione che l’autore fosse una persona un po’esaltata che pensa di scrivere Letteratura, e infila citazioni classiche ovunque perché lo fanno sentire molto colto e intellettuale.
    Poi magari mi sbaglio e Hyperion mi piacerebbe pure, eh. Dico solo che a pelle il signor Simmons non mi ha ispirato simpatia.

  13. Prima che tu prenda in mano i libri di Simmons da me consigliati, ci tengo a fare una precisazione (avrei i sensi di colpa se tu perdessi tempo ^_^ ):
    Il primo volume, Ilium, è splendido: trama, personaggi, voci, dialoghi (i Movarec che discutono di Proust e Shakespeare mi hanno fatto venire voglia di leggere Shakespeare), un Achille sublime nella sua cretineria ecc.
    Magari se avesse deciso di concludere allungando di un altro centinaio di pagine (ed è già lungo così) si sarebbe potuto evitare il secondo volume, Olympos.
    Di Olympos non posso parlare bene come di Ilium.
    Se hai intenzione di leggerlo, sappi che mentre nel primo il POV è molto vicino ai personaggi – filtrando tutte le informazioni – e solo di rado si sposta per sconfinare nell’onniscenza, in Olympos è quasi sempre un POV che oscilla tra il “distaccato” e l’onniscienza.
    In Ilium non ricordo infodump (magari ero preso dalla storia, boh), in Olympos ce ne sono anche se non sono insopportabili As you know…
    Alcune cose non quadrano, altre sembrano messe lì giusto per, altre cose (le stesse cose!) non hanno le stesse conseguenze sugli altri personaggi (come se ci fosse stato un levelup di gruppo e avessero imparato nuove Spell che gli permettono di sopravvivere).
    E come non citare il più grande difetto? il – quasi – vissero felici e contenti. Perché in questo romanzo
    SPOILER
    i “nomi” muoiono a centinaia, i Personaggi non possono morire.
    Ah, già… a Simmons stanno sul cazzo gli islamici (è pieno di rimandi all’11 settembre e alle guerre religiose) e il comunismo (un personaggio principale cita addirittura Gramsci o qualcosa del genere definendo una stronzata il comunismo ^_^ ).

    Comunque, hai letto i Figli di Matusalemme?
    La seconda parte del racconto(?) diventa un viaggio interstellare alla ricerca di un mondo da colonizzare fino ad approdare su un paio di pianeti abbastanza curiosi (esseri “strani” e telepatici che possono avere tutto direttamente dalla natura stessa del pianeta o cose del genere).

  14. @Il guardiano: Ilium è autoconclusivo o è necessario leggere anche il seguito per avere una storia completa?

    • Diciamo che conosceresti il 60-70% della storia e avresti molte domande.
      Se leggi Olympos molte delle domande vengono chiarite, ad altre vengono date informazioni WTF (che si collegano sempre all’odio verso i musulmani) e altre informazioni sono fatte per allungare il brodo.
      Prova a leggerlo considerandolo auto conclusivo, se poi ti piace molto leggi il secondo altrimenti fai finta di niente.

      • La mia curiosità verso questa saga è cambiata da “vediamo questa ricostruzione della guerra di Toria su Marte” a “vediamo come cavolo ha fatto a mettere insieme musulmani, comunisti e mitologia greca”.

  15. Intervengo per dire che alla fine abbiamo comprato Eufloria. È uno strategico alla Age of Empires, ma con gli alberi di Dyson al posto degli avamposti e con dei graziosi semini al posto degli omini.
    Ha monopolizzato il mio tempo libero degli ultimi due giorni. È difficile e bello. E sorprendentemente violento. Molto violento *O*

  16. @Tales:

    Bizzarro, ma piacevole.

    Okay, gli darò il beneficio del dubbio °.°

    Nah, è solo che al momento non ho tempo/forza di scriverci alcunché, visto che mi sto preparando al fracco di esami che avrò a settembre.

    Che facoltà? (se posso essere indiscreto^^)

    di Simmons ho letto un unico romanzo, The hollow man, ed è stata una delle letture più brutte e pesanti della mia vita. In generale, mi ha dato l’impressione che l’autore fosse una persona un po’esaltata che pensa di scrivere Letteratura, e infila citazioni classiche ovunque perché lo fanno sentire molto colto e intellettuale.

    Ah, pensavo schifassi Simmons soprattutto per il suo far sembrare i teocon persone equilibrate e per la sua abitudine di infarcire di propaganda anti-comunista, anti-democratica, anti-islamica, anti-nonamericani tutte o quasi le sue storie ambientate nel vicino futuro.
    Ricordo di aver letto la recensione sconvolta su un suo romanzo in cui per colpa della presidenza Obama gli Stati Uniti diventavano terzo mondo – invasi e/o minacciati da islamici, giapponesi e messicani. L’Asse del Male, insomma ^_^

    Dopo aver dato un’occhiata alle dichiarazioni di Simmons, uno rivaluta positivamente Sarah Palin.

    Se leggi Olympos molte delle domande vengono chiarite, ad altre vengono date informazioni WTF (che si collegano sempre all’odio verso i musulmani) e altre informazioni sono fatte per allungare il brodo.

    …appunto ^-^”’

    @Guardiano:

    Prima che tu prenda in mano i libri di Simmons da me consigliati, ci tengo a fare una precisazione (avrei i sensi di colpa se tu perdessi tempo ^_^ )

    Grazie, terrò a mente.
    Ne approfitto per dire che anche L. Sprague DeCamp ai suoi tempi ha partorito un’idea vagamente simile. In The Glory That Was, ambientato in un futuro remoto l’Imperatore del mondo sequestra la Grecia, la isola dal resto del pianeta e la sfrutta per reinscenare l’Atene di Pericle e la Guerra del Peloponneso. LOL.
    Preciso che non l’ho letto.

    Comunque, hai letto i Figli di Matusalemme?

    Not yet. Magari verso fine anno o l’anno prossimo…

    @Siobhàn:

    Molto violento *O*

    Sì; se si considerano violente legioni di semini che sparano raggi laser contro gli alberelli del colore nemico.

  17. Sono l’imperatrice del malee!
    I miei semini abbatteranno i vostri alberi, contageranno la vostra terra e stupreranno tutti i vostri fiori! *O*

  18. E io che pensavo che Eufloria fosse un indie soporifero…
    Ci giocate sul PS Network?

  19. Intervengo per dire che alla fine abbiamo comprato Eufloria. È uno strategico alla Age of Empires, ma con gli alberi di Dyson al posto degli avamposti e con dei graziosi semini al posto degli omini.

    Sembra fichissimo. Lo stile grafico, poi, mi ricorda vagamente Flow.

    Che facoltà? (se posso essere indiscreto^^)

    Arte della Disoccupazione, ovvero la scuola internazionale di comics \ o /

    Dopo aver dato un’occhiata alle dichiarazioni di Simmons, uno rivaluta positivamente Sarah Palin.

    Grazie alle tue informazioni, il mio odio nei confronti di Dan Simmons è appena cresciuto in maniera esponenziale ^_^

    Ne approfitto per dire che anche L. Sprague DeCamp ai suoi tempi ha partorito un’idea vagamente simile. In The Glory That Was,

    Figata, questo devo leggerlo. DeCamp sa essere sempre così stilosamente surreale.

  20. Arte della Disoccupazione, ovvero la scuola internazionale di comics \ o /

    Forte, c’è una sede anche a Brescia. Che corso fai?

  21. @Giovanni:

    E io che pensavo che Eufloria fosse un indie soporifero…

    Lo stile e il ritmo del gioco dovrebbero essere rilassanti, ma in realtà dopo i primi livelli-tutorial la curva di difficoltà si impenna talmente che rischi di diventar nevrotico.

    Ci giocate sul PS Network?

    Be’, l’abbiamo scaricato dal PSN, ma viene salvato sull’hard disk della PS3.
    E comunque c’è anche per PC.

    @Tales:

    Sembra fichissimo.

    Senza esagerare. Tolto lo stile, le meccaniche sono abbastanza classiche. Non c’è nulla di nuovo a livello di gameplay – mi piace perché è carino da vedere e perché ha una certa elegante semplicità (ma è comunque difficile).
    Inoltre ha un livello buggato, praticamente impossibile da vincere senza magheggi. Sul forum di Steam avevano persino aperto una discussione animata su quel livello.

    Arte della Disoccupazione

    Noi due ci capiamo benissimo ^_^’

    @Barbi:

    Solaris, di Stanislaw Lem.

    Ottima idea.

  22. Della Le Guin ho letto secoli fa un racconto introduttivo a The Left Hand of Darkness (Coming of Age in Karhide) e mi era piaciuto tantissimo. Ora, non so se fosse il mio senso critico non completamente sviluppato (avevo sedici anni, mi pare) a farmi andare in brodo di giuggiole o cosa, ma l’ambientazione mi era sembrata molto ben fatta.
    Nightfall di Asimov e Silverberg (Notturno in italiano) non mi era dispiaciuto in generale, ma da quello che ricordo un particolare dell’ambientazione non mi aveva convinta fino in fondo.
    CADUTA SPOILER
    Ora, capisco che questi alieni non siano abituati al buio e che quindi, quando ogni duemila anni arriva questa eclissi, vadano tutti fuori di testa con buona pace della civiltà. Ma è possibile che dopo una decina di volte in cui questa storia si ripete non sia riuscito ad arrivare niente (o quasi) ai posteri? Dovevano dare fuoco tipo per l’undicesima (forse la tredicesima, non mi ricordo) volta a tutto prima che spuntasse fuori qualcuno che dicesse: “ragazzi, già che siamo qui a ricostruire tutto, che ne dite di preparare un po’ meglio la civiltà alla prossima eclissi?”.
    Ma forse sono io che sopravvaluto le capacità degli archeologi di trovare tracce di una decina di civiltà arrivate a uno stadio avanzato e poi scomparse nel nulla.
    FINE SPOILER

    Nonostante questo, la seconda parte un po’ pesante e non mi ricordo cos’altro (ho letto il libro secoli fa) c’è una cosa che ripaga in pieno il lettore: l’idea che con così tanta luce non si possano studiare le stelle.

    ALTRO SPOILER
    Mi era piaciuto tantissimo l’accenno all’astronomia di un pianeta che non può vedere il cielo, convinto quindi di essere solo nell’universo. Ricordo le speculazioni di questo astronomo prima dell’eclissi, che ipotizza l’esistenza di un altro sistema solare oltre il loro. E poi la parte in cui compaiono le stelle. Non ricordo esattamente come veniva raccontata la cosa, ma mi è rimasta impressa l’immagine di questi esseri che, per la prima volta in vita loro, si rendono conto di essere piccoli e in mezzo al nulla. E l’attimo in cui anche a me, lettrice, è mancato il fiato di fronte a quella consapevolezza rinnovata.
    FINE SPOILER

  23. Forte, c’è una sede anche a Brescia. Che corso fai?

    La sede di Brescia la conosco perché l’ha frequentata un altro ex utente di TPC, ovvero Flame. Il mondo è piccolo.
    Vado a fare il corso di fumetto in generale, comunque.

    Tornando in topic, per la gioia del Tapiro mi è venuto in mente un altro libro che potrebbe interessargli: si chiama Bios, di Robert Charles Wilson. Parla di un gruppo di scienziati che devono studiare un pianeta totalmente incompatibile con la vita umana, in cui ogni elemento chimico è velenoso. I protagonisti vivono in questo centro di ricerca ipersigillato, ma ovviamente le cose iniziano subito ad andare male.
    È un altro libro che ho letto eoni fa, e non ricordo bene se sia una schifezza. Il setting però è affascinante, e dalla wiki vedo che l’autore ha scritto tanta altra roba con premesse ugualmente interessanti. Ad esempio, c’è questo libro chiamato Spin in cui la terra viene avvolta da una membrana che rallenta lo scorrere del tempo… Ogni secondo sulla terra equivale a 3 anni all’esterno, e ciò significa che dopo qualche decennio di vita sulla terra, il sole là fuori esploderà e moriranno tutti *_* fiiigo.

  24. Concordo con quanto ha detto talesdreamer. I primi due sono comprensibili. Il terzo e il quarto sfociano nelle manie di grandezza e paragrafi inutili. Che ci sono anche nei primi due, ma erano sopportabili per via della trama. Tapiro vedi tu.
    Ha molti pov. Nel primo, 7/8 se non ricordo male.

    <>

  25. @Fos:

    Ora, non so se fosse il mio senso critico non completamente sviluppato (avevo sedici anni, mi pare) a farmi andare in brodo di giuggiole o cosa, ma l’ambientazione mi era sembrata molto ben fatta.

    Il racconto in questione non lo conosco, ma potrei anche crederti. La LeGuin è brava a inventare civiltà (specialmente civiltà rudimentali, quelle che piacciono tanto agli etnografi). Il suo problema – oltre al fatto di limitare molto la propria immaginazione, per una che scrive narrativa fantastica – è il modo di scrivere, spesso noioso, impersonale, poco immersivo.
    Su Nightfall, ti dirò quando l’avrò letto!

    @Tales:

    Tornando in topic, per la gioia del Tapiro mi è venuto in mente un altro libro che potrebbe interessargli: si chiama Bios, di Robert Charles Wilson.

    Il nome non mi era nuovo, per cui ho controllato: è lo stesso di Darwinia, un libro curioso che se non erro mi aveva consigliato Fos. Piperita ci aveva dato un’occhiata ma mi aveva detto che non le aveva fatto una buona impressione.
    Sia come sia, penso che nei prossimi mesi darò un’occhiata a questo Charles Wilson, con Spin o Darwinia o magari Bios.

  26. ti propongo un manga

    2001 nights
    http://www.mangareader.net/2001-nights

    una saga a episodi che narra la storia umana dal primo viaggio a velocità super luminare fino alla fine dell’epoca spaziale seicento anni dopo

    di mondi alternativi cene sono a bizzeffe, ecosistemi strani e pianeti dalle condizioni a dir poco estreme: pianeti senzienti, ecosistemi simbiotici, mondi giungla, mondi di antimateria, davvero un bel campionario

    insomma della shifi hard old school che dovrebbe essere proprio nelle tue corde

  27. To Your Scattered Bodies Go è un po’ che lo tengo d’occhio. Però viola le clausole che ho stabilito nel post: se non ho capito male è una sorta di “mondo dell’aldilà”

    Non proprio. Se non ricordo male (e senza spoilerare troppo) è un immenso pianeta creato ad hoc per farci rivivere contemporaneamente tutti gli esseri umani vissuti nel corso della storia. Si lascia solo credere che sia un inferno/paradiso/aldilà.

    E bentornato \^_^

  28. @iome:

    insomma della shifi hard old school che dovrebbe essere proprio nelle tue corde

    Grazie mille ^_^
    Ah, Hotel alla fine l’ho letto e non m’è piaciuto molto: bei disegni a parte, la trama è un po’ retorica e la scienza un po’ mongola. L’idea che una banca genetica gigantesca creata “come monumento dei peccati dell’umanità” venga accettata dai finanziatori in luogo di qualcosa di più utile è nonsense.

    @Dago:

    Non proprio. Se non ricordo male (e senza spoilerare troppo) è un immenso pianeta creato ad hoc per farci rivivere contemporaneamente tutti gli esseri umani vissuti nel corso della storia.

    °O°!!
    Dago che legge qualcosa di diverso da romanzi di guerra o storie di vita vissuta brutta e kattiva! OMG! Questa non me l’aspettavo.

    E bentornato \^_^

    Yo.

  29. si hotel non è un capolavoro, in qualche modo io ho aprezzato il tentativo di scrivere un’ avventura anomala

    2001 nights è meglio o almeno nel mucchio degli episodi azzeccati ci sono, a me è piaciuto molto il 2° e 3° capitolo che narra una missione per raggiungere il “decimo pianeta” prima che scoprissero i viaggi a curvatura, si fa un po’ di pipponi mistici (il protagonista è un astronauta prete del varticano), ma al tempo meli facevo pure io

    comunque se altri mondi volevi li ne hai una buona sequenza

  30. Ti segnalo Dying of the Light, primo romanzo di George R.R. Martin, ambientato su un pianeta errante nell’universo, che diviene abitabile per qualche anno quando si trova a passare vicino ad una stella gigante, e sul quale vengono costruite 14 grandi città, ciascuna con caratteristiche peculiari, per celebrare un gigantesca fiera interplanetaria.

    La vicenda è però ambientata quando ormai il pianeta si sta inesorabilmente allontanando dalla sua stella per tornare nello spazio profondo, e i suoi abitanti lo hanno quasi interamente abbandonato.

    L’ambientazione non è il tema centrale del libro, ma ha comunque grande importanza e viene descritta abbastanza dettagliatamente. La storia è ambientata in un futuro lontanissimo, e Martin non è di certo un fisico o uno scienziato, per cui come SF è ben poco Hard, comunque una lettura secondo me la merita. Si può trovare facilmente in lingua originale, e mi pare sia stato recentemente stampato (o ristampato, non saprei) in italiano, credo sulla scia del successo della serie tv Game of Thrones.

    P.S. Ne approfitto per ringraziarti, su tuo consiglio ho letto in breve successione e con grande piacere Childhood’s End, Rendevouz with Rama e 2001: a Space Odyssey, grazie! Ringworld e A Canticle for Leibowitz son già nel mio reader, prima o poi li leggero sicuramente.

  31. volevo proporre Stanislaw Lem, autore che amo moltissimo…ma l’hanno già messo. Volevo segnalare 2001 Nights…già fatto. Non sono così esperto da poter segnalare titoli che nessuno conosce, per cui mi limiterò a segnalare che:
    1.amo Lem.
    2.Eufloria si trova sul Mulo, volendo; è visivamente accattivante, quasi rilassante, ma il rischio “monopolizzazione tempo” è così elevato (livelli sempre più lunghi da completare) che dopo pochi giorni ho dovuto eliminarlo, preferendo occupare il mio scarso tempo libero con attività più produttive. Essendo un gioco su piante e fiori senzienti, era prefetto per “vegetare”.
    3. in generale, per quanto Hoshino sia superiore, buona parte dei manga che raccontano avventure spaziali sono di alta qualità. Penso a BLAME di Nihei, visivamente impressionante (ma traduzione orrerrima). Penso a PLANETES, a MOONLIGHT MILE, EDEN di Endo (bellissimo!). A quanto pare lo spazio è un’ottima metafora, uno sfondo perfetto su cui proiettare paure, speranze, forza e debolezze dell’essere umano.
    Saluti.

    http://storielacrimevoli.blogspot.it/
    http://www.anobii.com/evocuoco/books

    • Si cazzo! “Blame!” E il prequel “noise” sono molto belli. Altri lavori di Tsutomu Nihei mi sono piaciuti meno, ma quell’architetto pazzo mette giú sempre qualcosa di originale e wonder

      Consiglio di leggere le traduzioni amatoriali in inglese

  32. @Francesco:

    Ti segnalo Dying of the Light, primo romanzo di George R.R. Martin, ambientato su un pianeta errante nell’universo, che diviene abitabile per qualche anno quando si trova a passare vicino ad una stella gigante, e sul quale vengono costruite 14 grandi città, ciascuna con caratteristiche peculiari, per celebrare un gigantesca fiera interplanetaria.

    Il primo Martin mi ha sempre incuriosito, e anche Gamberetta ne diceva ogni bene. Terrò a mente il tuo consiglio, grazie!

    Ne approfitto per ringraziarti, su tuo consiglio ho letto in breve successione e con grande piacere Childhood’s End, Rendevouz with Rama e 2001: a Space Odyssey, grazie! Ringworld e A Canticle for Leibowitz son già nel mio reader, prima o poi li leggero sicuramente.

    Mi fa molto piacere: è esattamente il tipo di cose che danno un senso all’esistenza di questo blog. Né RingworldCanticle ti deluderanno (soprattutto il secondo)!

    @evocuoco:

    Eufloria è visivamente accattivante, quasi rilassante, ma il rischio “monopolizzazione tempo” è così elevato (livelli sempre più lunghi da completare) che dopo pochi giorni ho dovuto eliminarlo, preferendo occupare il mio scarso tempo libero con attività più produttive. Essendo un gioco su piante e fiori senzienti, era prefetto per “vegetare”.

    Per fortuna è breve: 25 livelli in tutto, di cui i primi 10 abbastanza semplici da finirli complessivamente in un’ora e mezza. Comunque sì, devo ammettere di averci buttato via quasi una giornata intera ==”

    A quanto pare lo spazio è un’ottima metafora, uno sfondo perfetto su cui proiettare paure, speranze, forza e debolezze dell’essere umano.

    E’ una delle ragioni per cui mi piace tanto, specialmente quando legato a concetti come la solitudine o l’alienazione.
    A questo proposito ti consiglio io un bel libro a tema: Tau Zero di Poul Anderson (altro candidato a diventare Consiglio nei prossimi mesi). Tra gli appassionati di hard sf è abbastanza famoso, ma in Italia credo sia del tutto scomparso. Se ti piace Solaris dovrebbe piacerti anche questo.

    • IOME:
      Nihei penso si sia rincitrullito….un passo in avanti era necessario dopo quattro serie passate a far palazzi infiniti, scale che affondano negli abissi e cyborg devastati…ma la sua deriva pupazzettistica mi ha fatto storcere il naso. Forse non ha più un talento grafico così forte da nascondere le sue pecche a livello di concetti. Eppure era così bravo!

      TAPI:
      grazie del consiglio, purtroppo la sci-fi si trova così poco in giro, c’è così poco interesse che a meno che non si frequenti siti dedicati è facile perdersi opere interessanti. Io poi sono stato sempre un lettore occasionale (nonostante la mia passione per lo spazio-metafora)…E leggevo Nathan Never, che tecnicamente si può chiamare fantascienza, ma in pratica on saprei dire se lo fosse veramente, nonostante robot, cyborg, astronavi, guerre spaziali etc etc…
      Eufloria: addio senza rimpianti. Già fatico a trovare il tempo di essere vivo…
      E grazie del consiglio, lo metterò nella mia coda di letture infinite.
      E a proposito: bel blog, lo seguo dall’inizio.

      http://storielacrimevoli.blogspot.it/
      http://www.anobii.com/evocuoco/books

  33. C’era un motivo per cui non mi venivano in mente titoli tranne stralci di Asimov: non ho praticamente nessun libro di questo genere sebbene l’idea mi piaccia. A questo punto aspetto tuoi consigli.

  34. @evocuoco
    Si nihei cerca di fare il simpatico quando non é capace. L’ultimo “sidonia no shiki” ha come sempre idee interessanti, uno stile grafico eccelso e mecha design unico. Solo che nell ultimo capitolo pubblicato non ha resistito a mettere i puppazzetti

  35. Qualcosa di Iain M. Banks, tipo “Pensa a Fleba”, “Volgi lo Sguardo al Vento” o “L’impero di Azad”. Spesso sono ambientati sugli orbitali (pianeti artificiali ad anello, stile Halo). Ma trattandosi di space opera c’è un po’ di tutto… “Matter” ad esempio è ambientato su un mondo-scudo, un pianeta artificiale su più “livelli” sotterranei abitati ognuno da un gran numero di specie differenti. E poi Banks scrive bene ed è spassoso.

    • Dato che sono un irrecuperabile bambino dislessico, continuo a consigliarti manga e fumetti, nausicaa di Hayao Miyazaki (il manga non l’anime) è un interessante shifi con derive fantasy. Memorabile l’ecosistema “alieno”della foresta tossica.

  36. @Giuseppe:

    Qualcosa di Iain M. Banks, tipo “Pensa a Fleba”, “Volgi lo Sguardo al Vento” o “L’impero di Azad”.

    Banks lo conosco, anche se non l’ho mai letto. La sua sembra space opera interessante, l’aggiungo volentieri.
    Gli orbitali che dici se non erro sono ispirati al Ringworld di Larry Niven.

    @iome:

    nausicaa di Hayao Miyazaki (il manga non l’anime) è un interessante shifi con derive fantasy. Memorabile l’ecosistema “alieno”della foresta tossica.

    La roba di Miyazaki non mi convince sempre, comunque darò un’occhiata, grazie.

  37. Al momento i “mondi paralleli” fantascientifici migliori sono tuttti sulla RAI. AD esempio tutti i giorni verso l’ora di pranzo fanno vedere due telefilm dialta fantascienza in cui un gruppo di persone comunicano con una scimmia (“Charlie”)o una foca (“Robbie”) che non solo li capiscono, marisolvono crimini, scoprono truffatori, sanno subito quando c’è qualcuno in pericolo, aiutano gli innamorati, intrattengono bambini ed ospiti e fanno il bello e cattivo tempo come e quando pare a loro.
    Per rendere ancora più accattivanti questi telefilm, la Rai ha avuto anche l’ottima idea di trasmettere le puntate delle serie mischiate, di modo che se uno oggi è morto domani è vivo, se uno è sposato domani è scapolo e via dicendo. Sono certo che si tratta di sagaci tecniche per rendere più interessante la continuity interna, che procede così per flashbacks & flashforwards.
    E dirò di più: i telefilm hanno grande successo tra anziani e bambini, a dimostrazione che la sci-fi è più viva che mai.
    Siamo davvero in ottime mani.

    http://storielacrimevoli.blogspot.it/

  38. Di Nihei ho letto il primo volume di Biomega e il primo di Blame!, ma il secondo ho fatto molta fatica a leggerlo perché i disegni sono così ricchi di linee e di dettagli che spesso non capisco cosa sto guardando – cosa sta succedendo, e in che ordine!

  39. oggi ti consiglio un film
    Kin Dza Dza

    è una shiencefiction un po light, ma ricca di fascino e umorismo, ma nonostante tutto il mondo descritto non è privo di logica.
    Il tutto ha un look vagamente steampunk, unto e bisunto.

    E poi è roba russa fatta sotto il regime comunista, come puoi farti sfuggire una chicca del genere?

    puoi vedere il film integrale su youtube in due parti

    Кин-дза-дза! 1 серия / Kin-dza-dza! film 1

    Кин-дза-дза! 2 серия / Kin-dza-dza! film 2

  40. @evocuoco:

    E dirò di più: i telefilm hanno grande successo tra anziani e bambini, a dimostrazione che la sci-fi è più viva che mai.
    Siamo davvero in ottime mani.

    ^-^

    Ogni volta che sento che un bell’anime che mi sono visto subbato è stato comprato da Rai4 mi metto le mani nei capelli: ho già capito che lo guarderanno in tre. Così è successo con Code Geass, ottimo anime (o almeno, la prima stagione… <..>) che qui non si è cagato quasi nessuno.

    @iome:

    E poi è roba russa fatta sotto il regime comunista, come puoi farti sfuggire una chicca del genere?

    La discriminante è stata questa ^_^

  41. Ogni volta che sento che un bell’anime che mi sono visto subbato è stato comprato da Rai4 mi metto le mani nei capelli: ho già capito che lo guarderanno in tre. Così è successo con Code Geass, ottimo anime (o almeno, la prima stagione… ) che qui non si è cagato quasi nessuno.

    Avanti, tapiro, non puoi cadermi così in basso ;_; Code Geass può definirsi, al massimo, un’ottima trashata. Al massimo.
    Imho, comunque, Rai4 ha sempre svolto un ottimo lavoro, sia in quanto a scelta dei titoli sia per quel che riguarda il doppiaggio. Che poi i loro anime se li caghino in quattro perché il 90% degli interessati si è già visto i fansub è un altro discorso.

  42. Avanti, tapiro, non puoi cadermi così in basso ;_; Code Geass può definirsi, al massimo, un’ottima trashata. Al massimo.

    Dunque, ti concedo che c’è molto trash in Code Geass – da quelle troiate di puntate scolastiche che sembrano non poter mancare in alcuna produzione nipponica ad alto profilo, ai mix di coincidenze, passando per il gusto per il melodrammone tipico degli anime.
    Ma i tempi narrativi sono quasi tutti giusti, il ritmo è alto, i personaggi principali sono quasi tutti interessanti e le loro storie vengono intrecciate bene (per esempio ho sviluppato un debole per Orange-kun ^-^). La gestione dell’intreccio politico è così così, ma nettamente superiore alla media (nella prima stagione; la seconda manda molto in vacca), e tutto l’anime è pervaso da quell’atmosfera di ambiguità morale, cinismo e doppiogiochismo che mi piace tanto.
    Si poteva fare di molto meglio; ma non ho problemi a dire che Code Geass è migliore, nel complesso, di altri anime ‘alternativi’ come Madoka Magika o Baccano! (che pure mi è piaciuto molto) che sono usciti negli ultimi anni.

    Imho, comunque, Rai4 ha sempre svolto un ottimo lavoro, sia in quanto a scelta dei titoli sia per quel che riguarda il doppiaggio. Che poi i loro anime se li caghino in quattro perché il 90% degli interessati si è già visto i fansub è un altro discorso.

    Ecco: se non me ne sono mai accorto probabilmente è perché faccio parte di quel 90% x°D

  43. alla fine ti sei letto qualcosa dei mondi alternativi? hai visto kin dza dza e sei traumatizzato?

  44. Submachine
    http://www.newgrounds.com/games/browse/tag/submachine
    una serie di avventure punta e clicca

    l’atmosfera mi piace un sacco, sai di qualcosa di simile in narrativa?

  45. alla fine ti sei letto qualcosa dei mondi alternativi? hai visto kin dza dza e sei traumatizzato?

    Purtroppo non ho avuto molto tempo queste ultime settimane (come avrai notato dai pochi articoli pubblicati in Settembre), e non ho visto niente di quel che mi hai passato u.u
    Magari riesco nel weekend.

  46. Visto che la richiesta di consigli rimane in home provo a darne uno. “Guerra Eterna”(“The forever war” in originale) di Haldeman. Storia di un soldato che si trova a partecipare a questa guerra fra terrestri ed alieni ed osserva l’intero conflitto per diversi secoli (i viaggi a velocità prossima alla luce lo sfasano rispetto al tempo della terra). Non risponde perfettamente alla richiesta: buona parte del libro è su pianeti alieni (es. l’addestramento avviene su un piccolo pianeta esterno a temperature prossime allo zero assoluto) non particolarmente bizzarri sebbene siano trattati bene (es. i rischi a camminare su pozze di elio o idrogeno liquido a gravità ridotta).
    Haldeman si è beccato un Hugo ed un Nebula per questo libro ed a me è piaciuto parecchio anche se con perplessità (il finale in particolare). Mi pare abbia un paio di seguiti che non ho letto(e di cui mi han parlato abbastanza male).

    Alla fine “il fiume della vita” di Farmer l’hai più letto?
    Di suo avevo letto Venere sulla conchiglia che non avevo apprezzato granché a differenza di questo che mi sento di consigliare. Non so come siano i seguiti che non ho ancora iniziato.

  47. Visto che la richiesta di consigli rimane in home provo a darne uno. “Guerra Eterna”(“The forever war” in originale) di Haldeman.

    Conosco Haldeman di fama, anche se alas non l’ho mai letto. Oltre a The Forever War, ho in lista il seguito Forever Peace (ha fatto la tripletta di awards pure quello, quindi dovrebbe essere una garanzia), la novella The Hemingway Hoax (su un ammiratore di Hemingway che tenta di creare un ‘falso’ hemingwayano) e Camouflage (romanzo sulle origini del genere umano, a là 2001: Odissea nello spazio).

    Alla fine “il fiume della vita” di Farmer l’hai più letto?

    Non ancora u.u
    Però ho visto che di recente la Fanucci ha ripubblicato in italiano tutta la saga di Riverworld, per gli interessati.

  48. Provo anch’io a darti un titolo: ti propongo “La difesa di Shora” (tit.or. “A door into ocean”) di Joan Slonczewski. E’ del 1988, non sara’ facile trovarlo, la mia copia e’ dell’Editrice Nord. Si tratta di un mondo senza terraferma, solo oceano, e popolato di sole donne. Non ti racconto nulla, ma se vuoi sapere cosa sono le “cliccomosche” e la “biancatrance”… 😉

  49. A proposito di mondi alternativi, penso che troverai questa trovata deliziosamente retard: http://trailers.apple.com/trailers/independent/upsidedown/
    Tralasciando la trama banalotta e la dinamica bizzarra di un mondo posto sopra un altro (che aspetto hanno questi “pianeti gemelli” visti dallo spazio?), l’idea mi sembra originale, e sono curioso di vedere il prodotto finito.

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