E adesso, cosa leggerà il Tapiro?

TapiroulantMi trovo, in questo periodo, ad aver scaricato un bel po’ di roba da leggere, ma di non sapere da cosa cominciare. Per cui ho pensato di coinvolgere i lettori del blog in un simpatico giuoco: cosa volete che legga?
Più volte mi è capitato che mi chiedeste un parere su qualcosa che non avevo letto. Questa è la vostra occasione per convincermi a leggere qualcosa che a voi è piaciuto e sul quale volete conoscere la mia opinione; o qualcosa che non sapete se valga la pena leggere, e volete che sia io a fare la prova; o qualcosa che non avvicinereste mai neanche con un bastone ma che cionondimeno vi tormenta nei vostri sogni; eccetera. Ho aperto un sondaggio (il box è nella colonna destra, sotto il bel faccino del Colonnello Campbell) inserendo cinque categorie o sottogeneri del fantastico che mi stuzzicano al momento – Cyberpunk, New Weird, Sword & Sorcery, New Wave, Sci-fi contemporanea – più un generico “Altro”. Se tra i libri di queste categorie leggerò qualcosa di mio particolare gradimento, potrebbero scapparci articoli e, perché no, Consigli del Lunedì.
Il sondaggio ha valore consultivo, nel senso che sono curioso di sapere la vostra opinione e i vostri gusti, ma poi faccio quello che mi pare. Inoltre, i pareri motivati hanno un potere persuasivo svariate volte maggiori di un semplice numero statistico: perciò, se volete convincermi, accompagnate sempre il vostro voto con un commento! Infine, potete scegliere una sola categoria: non vale dire “ti consiglierei il cyberpunk ma anche il new weird non è male, e non tralasciamo la buona vecchia sword & sorcery”.

Qui di seguito, ecco un breve commento a ciascuna delle cinque categorie. Ogni sezione è accompagnata da un elenco di autori che ho particolarmente voglia di leggere. Ricordatevi, se non conoscete bene i sottogeneri o i suoi autori, di seguire i link e informarvi un attimo prima di votare.

Ragazza con piovra

Tra le cinque, non ho inserito la categoria "Hentai tentacolare". D'altronde non ho bisogno dei vostri voti per andare a guardarmeli.

Cyberpunk.
Mi è stato chiesto spesso se avessi mai letto del cyberpunk e cosa ne pensassi di questo o quell’altro romanzo. Beh, ecco la vostra occasione di convincermi; in questa categoria ho inserito tanto autori del cyberpunk prima maniera (cupo e distopico) tanto quello più light degli ultimi anni (da alcuni chiamato post-cyberpunk).
Tra gli autori che mi incuriosiscono:
William Gibson: la trilogia dello Sprawl (Neuromancer, Count Zero, Mona Lisa Overdrive) e la trilogia del Ponte (Virtual Light, Idoru, All Tomorrow’s Parties).
Bruce Sterling: Schismatrix, Islands in the Net, Heavy Weather.
Neal Stephenson: Snow Crash, The Diamond Age. Di Stephenson a dire il vero mi incuriosiscono anche i lavori non legati al Cyberpunk, come Cryptonomicon e il Baroque Cycle.

New Weird.
A parte la Bizarro Fiction, il New Weird mi sembra oggi il filone più vitale del Fantasy. Se non ho capito male, l’ambizione del New Weird è creare mondi estremamente fantasiosi e curati, ma al contempo estremamente coerenti.
Tra gli autori che mi incuriosiscono:
Jeff VanderMeer: City of Saints & Madmen, Veniss Underground, Finch (quest’ultimo recensito qui da Gamberetta, che ha una moderata adorazione per il panzone olandese).
China Mieville: la trilogia di Bas-Lag (Perdido Street Station, The Scar, The Iron Council), The City & The City, Embassytown.
Mary Gentle: Rats and Gargoyles, Ash: A Secret History. In realtà non ho capito se la Gentle sia New Weird o meno, ma VanderMeer la mette in lista, e nel dubbio mettiamocela anche noi!
Felix Gilman: Thunderer, The Half-Made World (quest’ultimo recensito da Gamberetta in questo articolo).

New Wave.
Con “fantascienza New Wave” si intende una serie di opere sci-fi uscite negli anni ’60 e ’70 che si distinguevano per una maggior cura stilistica (fino a deteriori eccessi da Literary Fiction) e una maggiore attenzione a delineare psicologia dei personaggi e intreccio 1.
La New Wave è probabilmente la categoria in assoluto più rappresentata su questo blog, con scrittori come Dick, la LeGuin, Spinrad, Moorcock, Ballard, di cui ho parlato e tornerò a parlare ancora. Ma questo periodo ha prodotto tonnellate di narrativa di qualità, e ci sono ancora un sacco di autori che non ho esplorato e che mi piacerebbe assaggiare. Tra gli autori che mi incuriosiscono:
Samuel R. DelanyBabel-17, The Einstein Intersection, Nova, Dhalgren.
Thomas M. Disch: The Genocides, Camp Concentration, 334, On Wings of Songs, The Priest: A Gothic Romance.
Robert Silverberg: The World Inside, The Book of Skulls, Dying Inside, The Stochastic Man, Shadrach in the Furnace.
Frederik Pohl: The Space Merchants (con Cyril M. Kornbluth), Man Plus, Jem, Gateway.
Theodore Sturgeon: The Dreaming Jewels, More Than Human, The Cosmic Rape.
Christopher Priest: The Inverted World, The Space Machine (al quale accenna il Duca in questo articolo), The Affirmation, The Prestige.
E ancora, la famosissima antologia Dangerous Visions curata da Harlan Ellison, che un po’ mi vergogno di non avere ancora letto.

Harlan Ellison

Harlan Ellison dopo aver scoperto che non ho letto Dangerous Visions.

Sword & Sorcery.
Con Sword&Sorcery si intende un sottogenere del Fantasy che recupera l’ambientazione magica e pre-tecnologica dell’High Fantasy ma rinuncia ai pipponi epici in favore di trame più avventurose e scanzonate. In genere, ma non sempre, la Sword&Sorcery ha preso la forma di racconti o di storie a puntate autoconclusive. E’ il genere più simile a un moderno serial televisivo che abbia mai avvicinato. Sono ben conscio che il 90% del sottogenere (per fare una stima gentile) sia spazzatura, ma come ci insegna Alberello, anche a frugare in una discarica qualche tesoro lo si trova.
Tra gli autori che mi incuriosiscono:
Fritz Leiber: The Books of Lankhmar, che raccolgono le avventure di Fafhrd e del Gray Mouser.
Jack Vance: la trilogia di Lyonesse. Sempre di Vance, ho già letto la tetralogia Tales of the Dying Earth, di cui parlerò in futuro.
Poul Anderson: The Broken Sword, Three Hearts & Three Lions. In realtà di Anderson mi stuzzica un sacco anche la fantascienza (High Crusade, Tau Zero, Orion Shall Rise), ma quella la leggerò di sicuro qualunque cosa diciate!
Gene Wolfe: la tetralogia The Book of the New Sun, celebrata come capolavoro dagli scrittori più diversi (da Thomas Disch a Michael Swanwick).

Sci-fi contemporanea.
Nell’ultimo decennio e mezzo, sembra che la fantascienza abbia vissuto una nuova rinascita, soprattutto – ma non solo – nel campo dell’Hard SF e della Space Opera. Gli argomenti spaziano tra un rinnovato interesse per la conquista del Sistema Solare e dello spazio profondo, alle intelligenze artificiali, alla Rete e alle sue comunità, alle singolarità tecnologiche, al declino statunitense. Tra gli autori che mi incuriosiscono di più:
Greg Egan: Permutation City e la raccolta Oceanic.
Charles StrossSingularity Sky, Accelerando, Glasshouse, Halting State.
Ted Chiang: la raccolta Stories of Your Life and Others, il romanzo The Lifecycle of Software Objects (sì, sembra il titolo di un saggio ma è un romanzo!).
Paolo BacigalupiThe Windup Girl (di cui ha parlato anche Giobblin, in questo breve articolo), la raccolta Pump Six and Other Stories.
Cory Doctorow: Down and Out in the Magic Kingdom, Someone Comes to Town, Someone Leaves Town, o la raccolta A Place so Foreign and Eight More. Molti di voi forse lo conosceranno per il saggio Content e per il romanzo YA Little Brother, libri di cui Gamberetta ha parlato rispettivamente qui e qui.

E se avete altri sottogeneri che vi stimolano più di questi, votate “Altro” e parlatemene nei commenti^^
Nell’attesa di qualche risultato utile, torno ai miei Swanwick e Vance e ai miei saggi storici.

Discarica

Alberello va in vacanza.

(1) Faccio una precisazione. Generi e sottogeneri della narrativa sono, già di per sé, concetti un po’ fluide; le categorie “cronologiche” (come New Wave o Golden Age), poi, sono particolarmente imprecise, e bisogna prenderle con le pinze. E’ facile trovare opere che, pur essendo state scritte prima, sono pienamente New Wave (es. A Canticle for Leibowitz, del 1959), ed altre che, scritte in pieno periodo New Wave, in realtà sono più vicine allo spirito del periodo precedente (es. Ringworld, del 1970, o Rendezvous with Rama, del 1972).Torna su

113 risposte a “E adesso, cosa leggerà il Tapiro?

  1. Così a primo impatto non mi dispiacerebbe qualche recensione sulla sci-fi contemporanea, di cui non sapevo nulla… d’altra parte è noto, noi italiani siamo al di sopra di simili fantasie per bambini -.-

    Nell’ambito cyberpunk avevo molto apprezzato snow crash di Stephenson, ma mi sento di sconsigliarti Bruce sterling, che almeno nelle traduzioni che ho letto ha uno stile pesante, barocco ed eccessivo.

  2. Il Cyberpunk mi ha sempre intrigato, e il poco New Weird che ho letto mi è piaciuto molto, ma devo dire che tra questi elencati il genere che più mi incuriosisce è la Sci-fi contemporanea. Insomma, la Sci-Fi degli anni d’oro e la New Wave sono fikissime, ma ci sono spesso elementi ‘anacronistici’ che mi rompono la sospensione dell’incredulità. Mi piacerebbe leggere Sci-Fi dell’era post-internet, ecco. E poi The Windup Girl sembrava interessante, se non lo leggi tu lo faccio comunque io. Quando trovo il tempo ^^”

  3. Voto New Weird. Anzi, vado nello specifico: vorrei tanto che recensissi qualcosa di VanderMeer. Mi fido molto delle tue recensioni e del tuo parere (più di quello di Gamberetta, che mi sembra troppo oltranzista :D) e, prima di buttarmi a leggere roba “strana” in inglese vorrei raccogliere qualche altro parere. E quindi dico VanderMeer perchè Mièville c’è in italiano, la Gentle pure (soprattutto Rats & Gargoyles, che leggerò a breve) e The Half-Made World di Gilman lo leggerò comunque perchè mi interessa troppo l’ambientazione! 😀

    Quindi sacrificati per me, ti prego, e leggi Finch! 😀 (in realtà anche City of Saints and Madmen mi intriga)

  4. Nell’ambito cyberpunk avevo molto apprezzato snow crash di Stephenson, ma mi sento di sconsigliarti Bruce sterling, che almeno nelle traduzioni che ho letto ha uno stile pesante, barocco ed eccessivo.

    Mh, anch’io avevo sentito dire cose poco gentili sullo stile di Sterling. In ogni caso, Gibson avrebbe la precedenza sugli altri.

    Mi piacerebbe leggere Sci-Fi dell’era post-internet, ecco.

    Halting State potrebbe fare al caso tuo, a giudicare dalla sinossi su Wikipedia… (cybercromini commessi in un mmorpg!)

    The Windup Girl sembrava interessante, se non lo leggi tu lo faccio comunque io. Quando trovo il tempo ^^”

    Per il momento, Windup Girl te lo cedo volentieri!

    Anzi, vado nello specifico: vorrei tanto che recensissi qualcosa di VanderMeer

    Di VanderMeer avevo provato a leggere Veniss Undeground, ma lo stile barocco e intellettualoide delle prime pagine mi aveva tolto tutta la poesia. Comunque ce l’ho ancora nel reader per quando mi dovesse tornare la voglia.
    Se dovessi riprovare con VanderMeer, opterei per City of Saints & Madmen. E se mi piacesse, magari passare a Finch o di nuovo a Veniss

  5. Io voto per il Mein Kampf

  6. Sci-fi contemporanea – in particolare Hard Sci-fi (che non è la fantascienza porno, come pensava una mia amica). La space opera in stile Star Wars non è altro che fantasy travestito in cui la scienza c’entra poco o nulla, e pertanto non mi interessa.

  7. Io voto per il Mein Kampf

    Com’è che non vedo nessun voto sotto “Altro” allora?
    O l’hai etichettato sotto New Weird? x°D

    La space opera in stile Star Wars non è altro che fantasy travestito in cui la scienza c’entra poco o nulla, e pertanto non mi interessa.

    Stai facendo confusione. Il fantasy avventuroso spennellato di pseudo-fantascienza in stile Star Wars non è space opera, è Sword & Planet (ossia uno Sword & Sorcery “camuffato”). Una space opera può essere anche sword & planet, ma le due cose non si implicano necessariamente.
    Per fare un esempio: il Ciclo della Fondazione di Asimov è una Space Opera, ma è anche Hard SF, e non è per niente uno Sword & Planet. Altro esempio: Vacuum Flowers di Swanwick, space opera cyberpunk, non Sword & Planet.

    Hard Sci-fi (che non è la fantascienza porno, come pensava una mia amica)

    Occristo.

  8. Wow, il seguito di Haling State si intitola Rule 34! Ora non posso non leggerlo, è la mia regola dell’internet preferita. In effetti è proprio la mia regola preferita.

  9. Cos’è che contraddistingue la space opera, allora?

    Originariamente, in effetti, era un termine denigratorio, ma oggi con “space opera” si intende una storia in cui l’esplorazione dello spazio svolge un ruolo preponderante. Romanzi sulla colonizzazione dell’intero Sistema Solare o anche oltre, romanzi su vasti imperi galattici, romanzi di viaggi attraverso le galassie: tutta questa roba è space opera. Poi, l’argomento può essere trattato in modo scientificamente fondato (es. 2001: Odissea nello spazio) in modo semi-serio (Ringworld) o in modo completamente minchione (Star Wars).

    Wow, il seguito di Haling State si intitola Rule 34! Ora non posso non leggerlo, è la mia regola dell’internet preferita. In effetti è proprio la mia regola preferita.

    ^-^

  10. Allora, già votato per il Cyberpunk, perché si abbestia!!!!

    Egoisticamente, mi pento di aver bruciato il voto, perché il cyberpunk mi intrippa pesante, ma lo conosco già (quindi dei consigli non sento particolare bisogno)…. Tuttavia, mi sacrifico per i ggiovani incolti che non venerano Gibson (bestie !!!), e voto di conseguenza

    P.S. in subordine, vada per lo sword & SorcerY: l’idea di farti trangugiare per noi poveri mortali senza tessera PCI l’ennesimo “mondo fantasy # 3,14 mi solletica non poco 😛 xD 😀

    P.P.S. Letto (già letto) Felix Gilman e il suo Half Made World, seguono impressioni che cercherò di rendere meno spoilerose di sempre.
    1. Ambientazione: meh, nsomma. Grandi premesse, ma realizzazione meidinciaina che più cippa non si può, soprattutto per le cose più weirdose. Insomma, il grande classico, idee faiche +1+1+1 trp blxime !!1!!1!!!1, ma che si perdono spesso per strada;
    2. protagonisti: dissento amabilmente dall’analisi della cefalopode; ho amato l’Agent of The Gun (identificazione +1.000), mentre per il burocrate passavo dall’apatia all’indifferenza… Come dite? la protagonista era la donna? Ma va o-0, davvero? Non men’ero accorto xD
    3. Scritura: inglese plain simple. L’ho divorato senza troppo problemi e senza necessità di googletionare ogni due per tre. Siccome però è scritto nella lingua d’albione, non mi azzardo a dire altro, se non: a me, me piasce XD

    Se c’è altro che volete sapere, chiedete

  11. Voto Vandermeer, giusto per curiosità. Mièville è bello, ma terribilmente prolisso. Voto poi per la New Wave sci-fi, specie per Silverberg (The Book of Skulls e Shadrach nella Fornace sono due dei miei libri preferiti in assoluto).

  12. in subordine, vada per lo sword & SorcerY: l’idea di farti trangugiare per noi poveri mortali senza tessera PCI l’ennesimo “mondo fantasy # 3,14 mi solletica non poco

    Ti dovresti vergognare.
    Comunque sono (piacevolmente) stupito, pensavo che tra voi ci fossero molti più fan della Sword & Sorcery becera (magari sul tipo di Conan il Barbaro…).

    Mièville è bello, ma terribilmente prolisso

    Infatti se dovessi decidermi a leggero, probabilmente comincerò da The City & The City invece di quel mattone di Perdido.

    Voto poi per la New Wave sci-fi, specie per Silverberg (The Book of Skulls e Shadrach nella Fornace sono due dei miei libri preferiti in assoluto).

    Mmh, di Silverberg aveva parlato bene anche il Duca, soprattutto a proposito di The Book of Skulls

  13. Voto anch’io, visto che tu sei il mio lettore per procura. Non fate quella faccia, mi interessa sapere di cosa parlano certi generi di nicchia ma non ho voglia di leggerli in prima persona e per questo faccio un uso scellerato dei consigli del Tapiro: perché no?
    Voto Sci-fi contemporanea, mi incuriosiscono le intelligenze artificiali e le ipotesi futuristiche dopo internet

  14. Pedrito shit station mi ha annoiato abbestia, mooolto di più di Assault Faeries, per dire. Weirdità per il gusto di, razze alternative che sembrano partorite dai creatori di forgotten realms imbottiti di LSD e torta pasqualina scaduta da una settimana, protagonista insulso…
    Però boh, magari torno a darci una letta, visto che dalla sett prossima avrò parecchio più tempo libero

    Sullo Sword & Sorcery: credo che se superi la fase cicciottenne brufoloso e privo di contatti con l’altra metà del cielo, malato di D&D e che si lava occasionalmente, lo sword & sorcery perda parecchio del suo fascino. Non foss’altro che è la stessa minestra (di dado) riscaldata oltre ogni limite di sopportazione.

    @ Giobbin: ti ho onorato di un commento, ma temo che il Tuo filtro antispam l’abbia inesorabilmente falciato

  15. edit al commento precedente: onde evitare polemiche, preciso che A.F. non mi ha annoiato, mi ha profondamente deluso, ma sostanzialmente per gli stessi motivi di P.S.S., ovvero: ottime intuizioni, che però non sono state adeguatamente sviluppate.

  16. credo che se superi la fase cicciottenne brufoloso e privo di contatti con l’altra metà del cielo, malato di D&D e che si lava occasionalmente, lo sword & sorcery perda parecchio del suo fascino

    In realtà le Tales of the Dying Earth si sono rivelate carine, per quanto un po’ ingenue a tratti. Jack Vance è comunque tutta un’altra categoria rispetto a Dragonlance o R.A. Salvatore.

    preciso che A.F. non mi ha annoiato, mi ha profondamente deluso, ma sostanzialmente per gli stessi motivi di P.S.S., ovvero: ottime intuizioni, che però non sono state adeguatamente sviluppate.

    C’è da dire una cosa: Assault Fairies è incompiuto. Molti elementi non sono stati sviluppati perché Gamberetta deve ancora scrivere il seguito (sperando che nel frattempo non abbia trovato hobby migliori).

  17. La New Weird non mi ispira… ho provato a leggere Perdido e l’ho trovato noiosissimo. L’ho mollato dopo 150-200 pagine.
    Come dice giustamente Anacroma, sono solo razze strane messe nel calderone per far dire al lettore “Ohhhh…”. Pensa che in 200 pagine non c’era l’ombra di conflitto (nemmeno il più piccolo e insignificante) e non è successo praticamente niente.
    SPOILER
    Nemmeno la parte del “sesso interrazziale” è sfruttato bene… ma invece.

    Per quanto riguarda il Cyberpunk, giusto qualche giorno fa ho abbandonato Neuromante.
    Mi sembrava scritto bene, scorreva che era una bellezza. Un solido POV (per quanto mi ricordo) ma era insipido.
    A parte l’uso eccessivo di parolone “fighe” come “tute in policarburi” o qualcosa del genere (che praticamente ce ne è una ogni pagina), il Sense of Wonder viene completamente ammazzato dalla non-descrizione della Matrice e dal fatto che oggi noi abbiamo Internet e sappiamo come funziona realmente.
    Da qualche parte avevi detto di un romanzo Sci-fi “un libro invecchiato male”.
    Beh, ecco… anche questo è invecchiato male, visto che le idee sono state, da un certo punto di vista, superate.

    Ho votato invece per la Sci-fi contemporanea.
    Tempo fa lessi il primo libro di Hyperion… credo rientri nel genere.
    Ne rimasi deluso. Ma forse ero un bimbominkia abituato a cretinate in stile Paolini.
    Alcuni racconti mi piacquero molto (quello del prete cristiano e dell’androide li ho trovati veramente belli) altri invece li ho odiati (il poeta) ma nel complesso ho dato un giudizio negativo perché… hemm… ero un bimbominkia.
    SIccome vorrei riprenderlo in mano, che ne diresti di dirmi che ne pensi?
    Sono sicuro che ora griderei al capolavoro… chissà che non sia vero.

  18. A me Perdido è piaciuto molto. Ammetto che lo stile sia una mazzata nelle ovaie, e che soprattutto l’inizio sia molto lento, ma ad un certo punto la storia ingrana. Anche la città, le razze e i personaggi, che all’inizio sono appiattiti dall’eccessivo infodump, quando cominciano ad agire diventano un po’ più rotondi. Ma ci mette qualche centinaio di pagine, quindi se uno si stufa prima è del tutto scusabile ^^”’

  19. Sci-fi contemporanea!
    La saggistica scientifica sulla singolarità informatica prossima ventura (così dicono i futurologi) è quanto di più visionario abbia mai letto. Ed è saggistica! Non oso pensare fino a dove si possa essere spinta la fantasia degli autori di narrativa.
    Superintelligenze con attività cognitiva un milione di volte più veloce della nostra, capaci di processare quantità illimitate di dati; possibilità di plasmare il mondo a nostro piacimento attraverso nebbie autoreplicanti di nanoparticelle; colonizzazione dell’intero universo in unità di tempo sempre minori, una volta sfondata la velocità della luce!
    Wooooooooo!!
    😀

  20. Ops, scusate per il grassetto..

  21. @Guardiano: Tra Perdido Street Station e Neuromante, figa quanto sei deprimente…^^’ Ma sono due romanzi che proverò comunque a leggere in prima persona.

    Tempo fa lessi il primo libro di Hyperion… credo rientri nel genere.
    […]
    SIccome vorrei riprenderlo in mano, che ne diresti di dirmi che ne pensi?

    Non ho mai letto Simmons, quindi interpreterò la tua richiesta come: “Se mai la categoria ‘Sci-fi contemporanea’ dovesse vincere il sondaggio, e tu decidessi di assecondare il risultato dello stesso, e tra i vari autori decidessi di leggere proprio Simmons, mi dirai, poi, cosa ne pensi di Hyperion?”. In tal caso, la risposta è sì ^_^

    @Marv:

    Ops, scusate per il grassetto…

    Ho corretto l’errore, vai tranquillo.
    E comunque sì, capisco il tuo sense of wonder. La singolarità nanotecnologica, in particolare, è un’idea inquietante.

    • Neuromante viene ritenuto il libro che ha definito il genere cyberpunk (anche se è stato probabilmente Dick ad inventarlo), ma purtroppo soffre del tipico problema di certi sciocchi film americani (vedi: Hackers, Codice Swordfish) che cercano di illustrare il cyberspazio in modo “grafico” per renderlo più interessante alle persone che non sanno niente di computer e di hacking – per cui le persone “entrano” nei computer e si muovono in ambienti tridimensionali per svolgere mansioni che potrebbero fare tranquillamente con uno schermo e una tastiera ottenendo più o meno gli stessi risultati.
      A titolo personale, l’ho trovato infarcito di descrizioni confuse che mi hanno più volte lasciato perplesso circa le azioni dei personaggi e il loro ambiente circostante. Ho provato a leggerlo una volta in italiano più di dieci anni fa, poi l’ho ripreso in mano quest’estate in inglese, ma sono dovuto ritornare alla versione italiana perché anche conoscendo le parole non ci capivo una mazza – e spesso neanche con la traduzione la situazione migliorava…
      La storia in sé però non è malvagia – anche se il mio giudizio vale fino a un certo punto, dato che l’ho interrotto a metà causa inizio università e Libertà di Franzen – che non è da radical chic! D:<

  22. hummmm… no, hai interpretato con troppa gentilezza.

    Il mio era “o lo leggi e mi dici che ne pensi, o ti picchio”

    ^_^

  23. OMG parli di libri di SciFi e cyberpunk, citi Dick e… OMG..non riesco a dirlo… non hai ancora…..non hai…le..tto Gibson. E non hai ancora letto per lo meno Neuromancer… la bizzarro fiction e le fatine devono fare evidentemente un gran male 😛
    A parte ciò (comunque vergognati) hai una lista molto lunga di libri da leggere, buon divertimento!

  24. Duns: se mi dici che ti è piaciuto Neuromante me la prendo a male… solo a me non mi sono piaciuti lui e la sua matrice del cavolo?

  25. La Sword&Sorcery, ma anche la Heroic Fantasy, è stata la ragione del mio rifiuto iniziale del genere Fantasy. Anche le versioni più accettabili, i Moorcock o i Leiber, che ho letto, non mi hanno mai soddisfatto molto. Per cui il mio consiglio personale è di lasciar perdere (ma Gene Wolfe per me non è affatto Sword&Sorcery, può essere magari New Wave, ma io lo porrei come caso a parte. Leggilo che ne vale veramente la pena).
    La definizione che ne hai dato della New Wave a mio parere è troppo estensiva, finendo per comprendere praticamente tutto quello che è stato scritto in quegli anni. Non credo sia corretto, anche se l’influenza della New Wave è stata forte e si è tradotta in una nuova visione della fantascienza, più moderna, più attenta agli aspetti sociali ed emotivi, ma pur sempre fantascienza. La vera New Wave era un poco più limitata nei suoi obiettivi. Ma non è importante. Se trascuriamo il termine, si parla di un periodo veramente eccellente per la fantascienza, e ci sarebbero da aggiungere molti altri nomi, ma non mi sembra il caso, visto l’obiettivo che ti poni.
    Sul Cyberpunk so benissimo di avere opinioni non conformi alla maggioranza, ma a me Gibson non piace affatto proprio nei suoi romanzi più cyberpunk, e un poco di più in quelli che se ne distaccano abbastanza, come L’accademia dei Sogni. Mi piace invece molto di più Sterling, specialmente per La Matrice Spezzata, Isole nella Rete e Artificial Kid. Ma Stephenson li sovrasta entrambi con Snow Crash. Io ti consiglierei di leggere, piuttosto che The Baroque Cycle, che è eccellente, ma è un fantasy scientifico-storico-economico piuttosto complesso, Anathem, un fantasy filosofico-scientifico veramente unico. The Diamond Age lo sto leggendo ora, e lo commenterò per il mio consiglio del mese del prossimo marzo.
    Il New Weird è una mia grande passione, ma non sopporto VanderMeer, mentre stravedo per Mieville, con tutti i suoi difetti. Una fantasia come la sua è dote veramente rara. Ma non hai per caso dimenticato la stella polare Erikson e il suo impero di Malazan? Trascurarlo sarebbe un grandissimo errore, ma il leggerlo comporta un impegno veramente forte.
    Sulla fantascienza moderna hai ragione che c’è un predominio di Hard SF e Space Opera, direi per fortuna. Ma la visione del mondo che vi è rappresentata è molto diversa da quella della Hard SF precedente, e il fatto che in Italia, a parte Urania, non se ne abbia traccia è un indizio forte dell’indirizzo della nostra “cultura” in generale, A parte i nomi che hai citato, io credo che Alaystar Reynolds e Peter F. Hamilton meritino sicuramente attenzione, nel bene e nel male. Ma hai dimenticato Vernon Vinge, e questo non te lo perdono…
    🙂
    Ora posso anche dire per cosa ho votato, dopo tutto questo sproloquio:
    New Weird, perchè mi piacerebbe scoprire autori che non conosco, per cui ti inviterei ad evitare quelli che hai citato 😛

  26. Neuromante viene ritenuto il libro che ha definito il genere cyberpunk (anche se è stato probabilmente Dick ad inventarlo)

    Neuromante è stato il romanzo che Sterling ha deciso fosse l’iniziatore del Cyberpunk, perchè chi ha definito e teorizzato questo genere è stato Sterling. Come sempre, è difficile stabilire un inizio definito di un genere così poco omogeneo…
    Sicuramente però mi sento sicuro nell’affermare che Dick non ha inventato un caxxo, se non una fantascienza irrazionale e confusionaria, allucinata e incomprensibile. Per fare diventare Dick un “fenomeno” c’è stato bisogno di “interpretarlo”, cioè di qualcuno che spiegasse cosa Dick voleva dire, perchè all’origine nessuno lo aveva capito…
    😉
    PS si capisce che non ritengo Dick un grande autore? Oltretutto scrive da schifo…

  27. @Pyros:

    Neuromante viene ritenuto il libro che ha definito il genere cyberpunk (anche se è stato probabilmente Dick ad inventarlo)…

    In realtà, secondo lo stesso Dick, il primo romanzo cyberpunk sarebbe Dr. Adder di K.W. Jeter (sì, quello che ha coniato il termine ‘steampunks’ e ha scritto Morlock Nights e Infernal Devices). Dr. Adder è stato pubblicato nel 1984, poco dopo Neuromante, ma secondo Dick Jeter aveva terminato il romanzo una decina d’anni prima – solo che non era mai riuscito a trovare un editore.

    …ma purtroppo soffre del tipico problema di certi sciocchi film americani (vedi: Hackers, Codice Swordfish) che cercano di illustrare il cyberspazio in modo “grafico” per renderlo più interessante alle persone che non sanno niente di computer e di hacking

    Lo so. Rappresentare Internet, e gli ambienti virtuali in generale, è sempre stato un disastro per la fiction (specie se d’azione).

    @Dunfrey:

    OMG parli di libri di SciFi e cyberpunk, citi Dick e… OMG..non riesco a dirlo… non hai ancora…..non hai…le..tto Gibson.

    Cheppalle, lo leggerò solo perché la smettiate di dirmelo… ù.ù

    @Mikecas:

    si parla di un periodo veramente eccellente per la fantascienza, e ci sarebbero da aggiungere molti altri nomi, ma non mi sembra il caso, visto l’obiettivo che ti poni

    Lo so che ce ne sono molti altri; quelli erano i nomi che avevo voglia di leggere al momento ^-^

    The Diamond Age lo sto leggendo ora, e lo commenterò per il mio consiglio del mese del prossimo marzo.

    Tienimi aggiornato.

    Ma non hai per caso dimenticato la stella polare Erikson e il suo impero di Malazan?

    In effetti l’avevo dimenticato… ma non rientra nella Sword & Sorcery o al limite nell’High Fantasy? Lo dico in completa ignoranza, non avendo mai letto Erikson…

    si capisce che non ritengo Dick un grande autore? Oltretutto scrive da schifo…

    Sì, si capisce^^”
    Comunque non scrive sempre da schifo. I romanzi che ha scritto “con calma” (The Man in the High Castle, Do Androids Dream of Electric Sheep?, Flow my Tears, A Scanner Darkly, The Transmigration of Timothy Archer) sono scritti piuttosto bene.

  28. Tapiro, i romanzi di guerra e quelli storici ti fanno schifo?

  29. Leggi Patrick Rothfuss: “The Kingkiller Chronicles”. : )

  30. Tapiro, i romanzi di guerra e quelli storici ti fanno schifo?

    Affatto. Se ben ricorderai, ti avevo anche chiesto un elenco di romanzi di guerra degni di questo nome.
    Comunque ultimamente ho più voglia di fantastico. E poi, si possono sempre coniugare le due cose, per esempio con il buon vecchio Heinlein…
    Quanto agli storici: mi piacciono (per esempio, ho letto due volte Il nome della rosa), ma è difficile di trovarne di decenti. 4 su 5 sono degli pseudo thriller storici di infima qualità.

  31. x tapiro quanto tempo hai?
    perchè chrypthonomicon + il baroque cyrcle sono spettacolari ( ti servirebbe una buona biografia di newton nel mezzo e capiresti chi cazzo sono certi personaggi ) ma di tempo ce ne vuole .
    io di gibson ti consiglio l’antologia la notte che bruciammo chrome ( è un urania lo dovestri poter pescare) . neuromante è bello ma lo lessi tempo fà, ho trovato debole l’ultimo gibson del ponte e aidoru .
    Per il fantasy vance è un must la trilogia di lyonesse è anche corta per i termini moderni , anche leiber è ottimo , al contrario dei fantasy d’oggi quella fantasy non era inflazionata dai pov secondari di qualsiasi sottopersonaggio .
    Zelazny? Amber lo hai letto?
    ah per il fantasy Tad williams è consigliato il ciclo delle spade ^_^
    a morte il new weird mai sopportato il ciclo degli scarafaggi , l’ultima sf non l’ ho letta.

  32. Non so cosa intendete veramente con “romanzi di guerra”. Se intendete dei romanzi “realistici” di guerre più o meno vere, ne ho un certo numero, ma non li ho ancora letti (Sharp ad esempio).
    Ci sono però un gran numero di romanzi di Fantascienza militare di ottimo livello, quasi mai tradotti in Italia. Cito a memoria la serie di Honor Harrington di Weber, una rivisitazione delle guerre napoleoniche in chiave fantascientifica che poi inevitabilmente acquista vita propria, o il Belisarius di Flint (6 romanzi che mi hanno molto divertito). E sono solo quelli che mi ricordo in questo momento.

  33. Se ben ricorderai, ti avevo anche chiesto un elenco di romanzi di guerra degni di questo nome.

    Azz. Eh, questi sono gli effetti dei pugni, a lungo andare.

  34. Come pazzo si fanno i quote??

  35. Come pazzo si fanno i quote??

    col copia/incolla, ad esempio…

  36. Sharpe è carino ed è fantasy 😛 , gli inglesi sono il bene , i francesi sono il male , mi sono visto persino la serie tv con boromir ehm ned stark.
    Belisarius vs gli alieni è carino ? La trama non mi diceva nulla di buono ma ci daro’ un ‘occhiata quando ho finito l’ultimo miles della bujold .
    Baccio

  37. @baccio:

    chrypthonomicon + il baroque cyrcle sono spettacolari ( ti servirebbe una buona biografia di newton nel mezzo e capiresti chi cazzo sono certi personaggi ) ma di tempo ce ne vuole

    Lo so, dovrei prendermi un anno sabbatico per quelli…

    Zelazny? Amber lo hai letto?

    Uhm, no. Di che parla?

    @Dago:

    Eh, questi sono gli effetti dei pugni, a lungo andare.

    Non voglio sapere come sarai a quarant’anni.

    Come pazzo si fanno i quote??

    Col tag “blockquote”. Tocca scriverlo a mano; non siamo così tecnologici come da Zwei.

    @mikecas:

    Ci sono però un gran numero di romanzi di Fantascienza militare di ottimo livello, quasi mai tradotti in Italia.

    Il Ciclo dell’Invasione di Harry Turtledove?

  38. Il Ciclo dell’Invasione di Turtledove non mi è piaciuto molto. Il suo ciclo della Legione Perduta, insieme ai romanzi di Eddings, è stato quello che mi ha riconciliato col fantasy, e anche i successivi cicli di Videssos mi sono piaciuti. Ma poi Turtledove è diventato logorroico, ripetitivo e scontato. Sul tema dell’invasione aliena molto meglio The War Against the Chtorr di Gerrold (anche se l’ultimo volume è lì che mi aspetta da anni).
    Mi riferivo invece ad autori come Weber, Flint, Drake, Stirling e anche Pournelle, che non hanno sicuramente scritto capolavori, ma romanzi di evasione e spesso decisamente piacevoli. Bisogna però apprezzare l’aspetto militare, perchè altrimenti è meglio lasciar stare. Alcune cose sono, a mio parere, di buon livello, come la serie di Honor Harrington di Weber e la serie The Prince di Pournelle e Stirling. Sempre gusti personali, in ogni caso.

  39. Decisamente sono per la Sci-fi contemporanea. Probabilmente per una differenza di etá consistente tra me e il Tapiro, tutto il resto l’ho giá letto (a parte il new weird che non mi interessa \o/).
    Comunque approfitto per farti i complimenti per il Blog diventato prepotentemente uno dei miei preferiti.

    Ciao a tutti

  40. per la fantascienza militare vi state dimenticando del raffinatissimo autore chiamato john Ringo ^^ Mi hanno detto che il suo inglese è assai semplice, forse un’opportunità gliela possiamo concedere.

    “…ma purtroppo soffre del tipico problema di certi sciocchi film americani (vedi: Hackers, Codice Swordfish) che cercano di illustrare il cyberspazio in modo “grafico” per renderlo più interessante alle persone che non sanno niente di computer e di hacking”

    leggendo gibson occorre tener conto che quando scrisse neuromante non possedeva un computer 😛 Aveva visto un gruppo di ragazzi giocarci e venirne completamente assorbiti.. quindi paradossalmente l’dea di realtà virtuale venne da uno scrittore che mai aveva avuto accesso a internet

  41. Sono ben conscio che il 90% del sottogenere (per fare una stima gentile) sia spazzatura, ma come ci insegna Alberello, anche a frugare in una discarica qualche tesoro lo si trova.

    Yo. La gente butta via un sacco di cose interessanti.

    Spesso le idee alla base di alcuni romanzi sono buone od originali, ma vengono rovinate dalla forma in cui vengono esposte o da finali imposti da esterni.

    Così come gli oggetti della discarica sono buoni, solo va dato loro nuova forma. Riciclare è bene, se il risultato è utile. Il mio sogno è di riuscire a scrivere un romanzo “Arlecchino”.

    http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/carnlegcostumearl/carnlegcostumearl.htm

  42. Io adoro gli autori della New Wave, e in particolare condivido l’entusiasmo di chi ha citato Zelazny. Il ciclo di Amber però lo sconsiglierei come primo approccio all’autore, per quel poco che ho letto l’ho trovato infarcito dei difetti classici del suo stile. Consiglierei piuttosto di iniziare con uno dei suoi romanzii più tradizionali, come This Immortal e Roadmarks.
    Nel sondaggio comunque ho votato cyberpunk perché è un genere che mi piace, ma ammetto di conoscere poco. In particolare, mi piacerebbe tanto sapere se esistano autori davvero meritevoli, al di là dei tre soliti noti citati dal Tapiro.

  43. Il Ciclo dell’Invasione di Turtledove non mi è piaciuto molto.

    Bene: così evito proprio di leggerlo ^-^

    Io adoro gli autori della New Wave […] Nel sondaggio comunque ho votato cyberpunk perché è un genere che mi piace, ma ammetto di conoscere poco

    La New Wave piace a (quasi) tutti, ma non la vota mai nessuno.
    Be’, in barba ai risultati, mi sa che adesso vado a tirarmi giù Dangerous Visions… ogni volta che guardo la faccia cattiva di Ellison mi si stringe il cuore.

    Riguardo a Zelazny: conosco di nome, ma non mi dice molto al momento. So che aveva scritto un romanzo a quattro mani con Dick, che però non ho letto (ho un’allergia – non del tutto ingustificata – verso i romanzi scritti a quattro mani).
    More info?

    Il mio sogno è di riuscire a scrivere un romanzo “Arlecchino”.

    Be’, con tutti i pezzi che ho disseminato in questi quattro mesi di attività del blog, potresti già farlo…

  44. Zelazny è stato uno dei primi autori di fantascienza a poter essere definito un vero scrittore, perchè per lui la cura della forma è altrettanto importante del contenuto della storia, che aveva invece dominato fino (ma anche oltre) gli anni sessanta (Willamson scriveva molto meglio dei suoi coetanei, ma la differenza con i nuovi autori è molto grande). La prosa di Zelazny è estremamente evocativa, e il “suono” della frase pesa quanto il suo significato. La sua specialità, se così posso chiamarla, è la rivisitazione dei miti classici in forma fantascientifica.
    Concordo con Talesdreamer di lasciare da parte per il momento il ciclo di Ambra, di cui ho però letto, senza tanta soddisfazione, solo la prima serie, ma mi è bastato per non andare oltre. Dei romanzi di Zelazny che ho letto (ne ho letti molti, ma non tutti) mi sento assolutamente di consigliare per una prima lettura This Immortal (Io, Nomikos l’immortale) e Lord of Light (credo Il Signore della Luce, ma questo ce l’ho in originale).
    This Immortal mi ha lasciato un’impressione fortissima, tanto che in previsione del naturale deterioramento della prima edizione, ho anche acquistato la versione più robusta della Cosmo Oro. E’ l’allungamento a romanzo di un racconto (… and Call Me Conrad) che aveva vinto l’Hugo e che è un vero gioiello, ma nell’estensione credo ci abbia ancora guadagnato.
    Dato che una cosa è aver letto questi romanzi all’epoca della loro apparizione, con tutta la rottura di vecchi schemi che hanno rappresentato, ed un’altra è leggerli ora, quando certi aspetti possono apparire datati e c’è ormai l’abitudine a volumoni giganti, che permettono analisi dettagliate dei personaggi, cura dei dettagli etcetera che i volumetti agili dell’epoca non potevano permettere, ti consiglio di iniziare da questi due e vedere l’impressione che ti fanno. Ricordati però che sono sempre romanzetti di fantascienza… 😉

  45. E’ possibile che in futuro tu decida di occuparti anche di graphic novels e di cinema/televisione (come avevi fatto in Follaia), o intendi dedicare questo blog strettamente alla letteratura?

  46. Allora io spezzo una lancia per la decalogia di amber di zelazny .Ci sono piu’ idee in un libro di Zelazny che in 10 di qualsiasi autore di adesso.
    I libri sono corti si leggo molto bene . i primi 5 libri di ambra andrebbero letti , poi ci sarebbe da leggere Vance , poi dipende dai gusti .
    Del cyberpunk andrebbe letto le antologie mirroshades e la notte che brucciammo chrome e neuromante il resto lo puoi archiviare, anche sterling l’ho trovato debole.
    Il problema del cyberpunk è che un atto di rottura con la fantascienza dell’ epoca ma adesso fà un po’ ridere, per il ciclo del ponte :
    mentre leggevo Retromania di simon reynolds c’era una citazione di gibson : ” i giovani abitano una sorta di adesso digitale infinito , uno stato di atemporalità determinato dalla nostra sempre più efficiente protesi mnemotica colletiva” ( book expo 2010)” in cui si difendeva dal fatto che non scriveva storie future..
    Baccio

  47. Dei romanzi di Zelazny che ho letto (ne ho letti molti, ma non tutti) mi sento assolutamente di consigliare per una prima lettura This Immortal (Io, Nomikos l’immortale) e Lord of Light (credo Il Signore della Luce, ma questo ce l’ho in originale).

    OK, segnati.

    Allora io spezzo una lancia per la decalogia di amber di zelazny

    Porcozzio tu sei fuori.
    Io una decalogia non la leggerò mai.

    mentre leggevo Retromania di simon reynolds c’era una citazione di gibson : ” i giovani abitano una sorta di adesso digitale infinito , uno stato di atemporalità determinato dalla nostra sempre più efficiente protesi mnemotica colletiva”

    Come non dire un cazzo infiocchettandolo con tante belle parole.
    Mi sta passando tutta la poesia.

    E’ possibile che in futuro tu decida di occuparti anche di graphic novels e di cinema/televisione (come avevi fatto in Follaia), o intendi dedicare questo blog strettamente alla letteratura?

    In futuro potrei anche farlo, ma non è nei piani immediati.
    Raramente leggo graphic novels, e quanto ai film, perlopiù guardo le cose che passano al cinema (più le segnalazioni di alcuni blogger di fiducia). Insomma, ho poco materiale.

  48. Baccio, non esageriamo…

    Allora io spezzo una lancia per la decalogia di amber di zelazny .Ci sono piu’ idee in un libro di Zelazny che in 10 di qualsiasi autore di adesso.

    Zelazny non è propriamente famoso per le sue “idee”, anche se sicuramente le sue storie sono solide e ben costruite, ma ci sono decine di autori prima, insieme e dopo di lui con “idee” molto migliori. Solo che lui le ha sapure esporre e sviluppare in modo particolarmente gradevole. Ma non nel ciclo di Ambra, che tra l’altro non è fantascienza ma fantasy. Posso ben immaginare che in questa sua ultima opera ci abbia messo molta passione, almeno all’inizio, ma il risultato, secondo me, è ben lontano dall’essere soddisfacente. Zelazny va letto nei suoi romanzi, e sono non pochi, in cui realmente la qualità narrativa si accompagna bene con una sostanza di buon livello, anche se non proprio eccellente.
    Sulla fantascienza moderna e le sue “idee” la tua opinione mi lascia perplesso. E’ vero che esiste molto poco tradotto in italiano, ma non proprio niente, e la sola “idea” della singolarietà tecnologica di Vinge (sì, l’idea è di Vinge, ci ha scritto anche dei saggi… ho detto Vinge… non lo conosce nessuno? 😛 ) e ripresa poi in modo massiccio da Stross, basta a “seppellire” ogni “idea” di Zelazny, per quanto i suoi romanzi mi piacciano. Ma stiamo parlando di “idee” in fantascienza o no?.
    In ogni caso la nuova space opara inglese è di alto se non altissimo livello, ma va trovata nelle edizioni originali, per non dover dipendere dalle paturnie di Urania e del suo curatore. Poi ci sono gli australiani e anche qualche americano che sanno scrivere bei romanzi, pieni di “idee”…
    Non dirmi che ti sono sfuggiti o addirittura che non ti piacciono…
    😉

  49. Il Guardiano: “Duns: se mi dici che ti è piaciuto Neuromante me la prendo a male”

    non è il libro che tengo sul comodino, ma a me è piaciuto. perdonami.
    Se non ci riesci sappi che preferisco duellare con un coltello per mano contro un avversario disarmato (abbondare con la segatura per terra se possibile), le spadone sono per i microdotati. 😉

    Tapiro:”Cheppalle, lo leggerò solo perché la smettiate di dirmelo… ù.ù”

    allora l’unico consiglio che mi permetto di darti è di non leggerlo. Leggi solo quello che ti ispira.

    mikeas: “Honor Harrington di Weber, una rivisitazione delle guerre napoleoniche in chiave fantascientifica”

    Lo devo iniziare a leggere da tempo. Ad essere precisi è una rivisitazione della serie (che adoro) Horatio Hornblower di Cecil Forrester sulle guerre napoleoniche.

    salùt!

  50. Salve Tapiro, era da un po’ che ti osservavo il blog O_O
    Per parte mia, anziché un genere ti consiglio due libri (cinque, in realtà), di tipo diverso. Ovverosia, Ash di Mary Gentle e Fate/Zero di Urobochi. “Ash” te lo straconsiglio, Fate in realtà non ho idea se ti possa piacere o meno ed è pure una serie di 4, anche se nessuno supera le 200 pagg in ebook. L’autore è lo stesso di Madoka -che se non ricordo male ti era piaciuto, giusto?-, i due grossi problemi sono se ti digusta l’idea dei nostri -occidentali- eroi stravolti, anche senza motivo e se, sapendo cos’è, non vuoi nemmeno sentir parlare di Fate/stay night (e ti capirei, in tutta onestà), perché Zero è il prequel della visual novel.
    Tecnicamente non l’ho trovato scritto bene- ci sono degli infodump assolutamente a cazzo-, ma è probabile che la traduzione amatoriale ci abbia messo del suo e comunque psg e storia risollevano la tecnica.
    Solo un avviso, nel caso dovessi iniziarlo: lascia perdere la credibilità delle armature, fidati. Ti faresti il sangue cattivo per niente, non è colpa di Uro ma di quei due pirla della Type Moon.

    Ecco, my 2 cents

    Ps: ciao Dunseny! Quanto tempo!

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