Archivi del mese: aprile 2014

Bonus Track: Black Easter / The Day After Judgement

Black EasterAutore: James Blish
Titolo italiano: Pasqua nera
Genere: Horror / Apocalyptic Fantasy
Tipo: Romanzo

Anno: 1968
Nazione: USA
Lingua: Inglese
Pagine: 176

Difficoltà in inglese: **

 

Autore: James BlishThe Days After Judgement
Titolo italiano: L’apocalisse e dopo
Genere: Horror / Post-Apocalyptic Fantasy
Tipo: Romanzo

Anno: 1971
Nazione: USA
Lingua: Inglese
Pagine: 172

Difficoltà in inglese: ***

“I have never seen [a novel] which dealt with what real sorcery actually had to be like if it existed, although all the grimoires are explicit about the matter. Whatever other merits this book may have, it neither romanticizes magic nor treats it as a game.”

Theron Ware è uno degli ultimi grandi maghi neri della nostra epoca. Isolato dal mondo nel suo palazzo di Positano, si mantiene vendendo le sue capacità a facoltosi clienti. Ma capisce subito che qualcosa di nuovo è nell’aria quando alla sua porta si presenta Mr. Baines, mercante d’armi in giacca e cravatta, con la richiesta di far uccidere con discrezione il Governatore della California. Baines lo sta solo mettendo alla prova: vuole capire quali siano i reali poteri di Ware prima di metterlo a parte del suo vero, ambiziosissimo progetto.
Ma il loro incontro non è passato inosservato. Dalle pendici di Monte Albano, dove vive in ritiro perenne l’ultimo ordine monastico di maghi bianchi, Padre Domenico si prepara, col beneplacito dei suoi confratelli, a partire alla volta di Positano. Il Patto sancito nella notte dei tempi tra maghi bianchi e neri proibisce ai monaci di interferire in alcun modo con i rituali, ma Padre Domenico intende assistere con i propri occhi all’evocazione. I presagi dicono infatti che è dalla nascita di Theron Ware che gli Inferi attendono il suo incontro con Baines, e che la sciagura che si sta preparando è tale che non se n’è mai vista una uguale nella storia del mondo…

Il Consiglio di settimana scorsa era dedicato a un’apocalisse del tutto possibile e a una speculazione fantascientifica su ciò che avrebbe potuto realisticamente succedere dopo. Con i due brevi romanzi di Blish, invece, entriamo in pieno territorio Fantasy. Cosa succederebbe, se la magia nera contenuta nei grimori medievali fosse reale, e se davvero un mago bene addestrato potesse evocare demoni e legarli a sé con un contratto? E se trasportassimo quest’arte occulta nel moderno mondo degli affari? Nelle mie letture sono sempre alla ricerca di modi nuovi di interpretare la “magia” e i sistemi magici, e la concezione prettamente malvagia e demoniaca che troviamo in questi due libri, unita all’ambientazione moderna, è una variante insolita nel panorama della narrativa Fantasy contemporanea.
Le due opere di Blish sono, di fatto, un unico romanzo in due parti, e andrebbero lette di fila. Black Easter ci racconta cosa succede quando un potente uomo d’affari dall’ambizione smodata incontra l’ultimo grande mago nero della nostra epoca. The Day After Judgement inizia nel momento esatto in cui il primo finisce, e si concentra sulle conseguenze delle azioni compiute dai protagonisti nel primo libro.1 In seguito i due romanzi sono stati anche raccolti, in lingua inglese, nell’omnibus The Devil’s Day.

Mago nero Yugioh

Il mago nero dei romanzi di Blish potrebbe non corrispondere.

Uno sguardo approfondito
C’è qualcosa di affascinante nell’architettura narrativa chiamata crogiolo: un numero limitato di personaggi si trovano, più o meno per costrizione, a vivere a stretto contatto in un ambiente chiuso. Questa situazione di ‘contatto obbligato’ crea tutta una rete di rapporti e microconflitti tra i personaggi, col doppio scopo di approfondire ciascuno di essi e mantenere un continuo livello di tensione. È questo il modo in cui è strutturato Black Easter, in cui il limitato cast di personaggi converge verso il palazzo di Positano dove i rituali oscuri dovranno essere celebrati.
E mentre il romanzo procede, con un crescente lento ma costante, verso lo svelamento finale del piano perverso che Baines vuole mettere in atto con l’aiuto delle arti oscure di Ware, l’attenzione del lettore è impegnata dal fitto interplay dei personaggi e dalle loro sottotrame. Abbiamo per esempio il conflitto interiore di Padre Domenico, combattuto tra la necessità di rispettare il Patto e non intervenire – se lo rompesse, i monaci dell’ordine non sarebbero più protetti dagli attacchi dei demoni – e l’odio per la propria impotenza, oltre al suo domandarsi perché Dio permetta tutto questo (insomma, il solito problema del male cristiano); o quello del Dr. Hess, lo scienziato al servizio di Baines da questi chiamato per studiare le tecniche di Ware, ma che è un ateo e uno scettico, e non può risolversi a credere che le arti oscure siano reali; o quello di Jack Ginsberg, il segretario di Baines, uomo gelido e riservato ma debole, che vive per ottenere la stima del suo capo e degli altri, e che sarebbe disposto ad apprendere la magia di Ware per soddisfare le sue passioni private, non importa quale sia il prezzo. E infine, il conflitto dello stesso Theron Ware, tra il suo amore per la conoscenza, il suo desiderio di spingere sempre oltre l’audacia dei suoi rituali, e il terrore che portando a termine il disegno di Baines farà qualcosa di irreparabile per il genere umano.2

Il fascino di tutti questi livelli di conflitto è amplificato dalla totale ambiguità morale dell’ambientazione. Non ci sono personaggi davvero positivi, nei due romanzi di Blish, ciascuno è mosso dalle sue ambizioni personali o dal basso ventre; anche i monaci di Monte Albano, che dovrebbero incarnare i ‘buoni’, sono un tipo molto particolare di buoni, considerando che sono costretti a una quasi totale inazione. La stessa magia, in quanto legata ai demoni della tradizione cristiana, è intrinsecamente intrisa di crudeltà e piccole meschinità, è disgustosa nei rituali ed essenzialmente votata a fare del male.
Altra scelta interessante, nei due libri non c’è un vero protagonista. La storia è raccontata in terza persona, con tipico pov-a-cazzo che passa da un personaggio all’altro di capitolo in capitolo, senza preferenze particolari per l’uno o per l’altro, non di rado scivolando nell’onnisciente. Benché si possa dire che Theron Ware e Baines siano i motori della storia e quindi i personaggi principali, il segretario Jack Ginsberg appare sotto i riflettori per almeno altrettanto tempo. Inoltre il punto di vista scende raramente nella testa dei personaggi, assumendo per lo più il ruolo della telecamera neutra. Sta quindi al lettore scegliere in quali punti di vista identificarsi maggiormente, a chi dare ragione, per chi parteggiare.

Clavicula Salomonis

Pentacolo maggiore della Clavicula Salomonis. Diffidate dalle imitazioni.

Il principale motivo di interesse dei romanzi di Blish è però il modo in cui viene rappresentata la magia. Da una parte, abbiamo un’interpretazione fedele della metodologia dei grimori (che Blish deve aver studiato nel dettaglio, dall’Ars Magna di Raimondo Lullo alla Clavicula Salomonis): le gerarchie di marchesi e principi e presidenti dell’Inferno, le procedure estenuanti e senza un’apparente logica da seguire alla lettera, invocazioni di decine di nomi demoniaci (rigorosamente in maiuscolo) come SATAN MEKRATRIG o LUCIFUGE ROFOCALE, l’obbligo di fare certe cose in certi giorni e a certe ore rivolti verso certi punti cardinali, i sacrifici, gli oggetti rituali da forgiare e incantare personalmente. E i demoni appaiono fin troppo reali e pericolosi: un singolo passo falso durante un rituale di evocazione, e la creatura evocata potrebbe dilaniarci e divorarci vivi.
Al tempo stesso, è bello vedere una simile ritualità calata ai tempi nostri, in mezzo a uomini d’affari e scienziati scettici. L’arte di Theron Ware è un corpo di discipline oggettivo, che chiunque con la giusta dedizione e i nervi saldi potrebbe apprendere, e che potrebbe persino essere paragonata al metodo scientifico (benché parta da premesse opposte). Uno dei passaggi più interessanti di Black Easter è proprio quando Ware mostra il suo ‘laboratorio’ al Dr. Hess, e si lancia in una discussione su affinità e divergenze tra la magia nera e l’approccio scientifico.

Purtroppo, il fascino dell’opera scema quando il conflitto assume proporzioni cosmiche, e si passa dai piccoli e meschini drammi umani ai massimi sistemi della religione cristiana. Il problema principale dei romanzi di Blish – come già avevo mostrato in questo articolo dedicato, tra gli altri, a A Case of Conscience – è sempre stata la costruzione della trama, che si perde a metà strada e non riesce a costruire un finale solido.
Anche Black Easter e The Day After Judgement non fanno eccezione: in entrambi i casi, il climax narrativo culmina in un finale certamente epico, ma tronco, e si ha la sensazione che Blish non sapesse più cosa dire. L’ambizioso affresco morale si risolve in una tesi abbastanza generica e cinica sulla natura umana, sulla sua ambizione e sui suoi bassi istinti. L’epilogo miltoniano di The Day After Judgement potrà forse regalare un orgasmo agli amanti dell’epica cristologica rinascimentale, ma è poco soddisfacente per la maggior parte di noi lettori di narrativa di genere.

James Blish

“Blah, blah, ho letto Milton, non sono mica uno di quegli scrittori di fantascienza ‘gnoranti che leggete di solito”

A questo senso di incompiutezza si aggiunge la generale sciatteria stilistica tipica della narrativa fantastica di quegli anni. Anche se all’occorrenza Blish sa come far muovere e gesticolare i suoi personaggi per trasmettere le loro emozioni, troppo spesso si abbandona per pigrizia a raccontare il loro stato d’animo. L’abuso del tell diventa particolarmente opprimente negli infodump, che Blish utilizza di continuo e in modo goffissimo per spiegarci la sua ambientazione e i suoi personaggi, a volte andando avanti per righe e righe. Ecco ad esempio come, all’inizio del primissimo capitolo, l’autore ci introduce a Monte Albano e ai suoi monaci:

Demons were not welcome visitors on Monte Albano, where the magic practiced was mostly of the kind called Transcendental, aimed at pursuit of a more perfect mystical union with God and His two revelations, the Scriptures and the World. But occasionally, Ceremonial magic – an applied rather than a pure art, seeking certain immediate advantages – was practiced also, and in the course of that the White Monks sometimes called down a demiurge, and, even more rarely, raised up one of the Fallen.

Unito alla gestione sbarellata del pov, il risultato è terribile. Data la brevità dei due romanzi, Blish avrebbe certamente potuto spendere qualche capitolo in più per presentare il suo mondo in modo più immersivo e naturale.

Come romanzi, Black Easter e The Day After Judgement sono un parziale fallimento. La storia parte forte e cresce bene; i personaggi sono suggestivi, l’atmosfera affascinante e atipica; ma tutto questo build-up non porta da nessuna parte e il lettore finisce col sentirsi tradito. Di conseguenza, non mi sentirei di consigliare tout-court quest’opera in due parti.
L’opera di Blish merita tuttavia di essere ricordata per almeno due ragioni:
1. Per aver ripreso i canoni della magia evocativa medievale e averla trasportata ai giorni nostri. Questo stesso connubio sarà ripreso con risultati più felici dalla serie di JRPG Shin Megami Tensei, a cui dedicherò un articolo a breve.
2. Per l’atmosfera cupa, di sovrannaturalità e morte, che ha saputo ricucire attorno al concetto di “magia”. Nel Fantasy contemporaneo, la magia è ormai diventata perlopiù qualcosa di mondano, abituale, piacevole; nei romanzi di Blish torna ad essere – come un tempo doveva essere percepita da chi ci credeva – come qualcosa di terribile, che può ucciderti per un istante di distrazione o dannarti l’anima per l’eternità, qualcosa di alieno, qualcosa con cui è meglio non avere a che fare perché “i mortali non sono nati per servirsene”.
L’aspirante scrittore di fantasy dovrebbe fare tesoro di queste ispirazioni quando progetterà il suo personalissimo sistema magico.

Decarabia

Il demone Decarabia secondo Shin Megami Tensei. Awwww ma che carino!

Dove si trovano
In lingua originale, Black Easter si può scaricare sia su Library Genesis che su BookFinder in formato pdf, mentre The Day After Judgement si trova solamente su BookFinder in formato .rar.

Qualche estratto
Volendo evitare spoiler troppo in là nella storia, entrambi i brani che seguono sono presi da Black Easter. Il primo estratto è tratto dal primo incontro fra Mr. Baines e Theron Ware, e stabilisce le basi della magia nera e del loro rapporto d’affari; il secondo è invece preso da una delle sedute di evocazione, quando il gruppo tenta di evocare il demone MARCHOSIAS perché provochi la morte di un innocente.

1.
The magician said, “No, I can’t help you to persuade a woman. Should you want her raped, I can arrange that. If you want to rape her yourself, I can arrange that, too, with more difficulty-possibly more than you’d have to exert on your own hook. But I can’t supply you with any philters or formulae. My specialty is crimes of violence. Chiefly, murder.”
Baines shot a sidelong glance at his special assistant, Jack Ginsberg, who as usual wore no expression whatsoever and had not a crease out of true. It was nice to be able to trust someone. Baines said, “You’re very frank. “
“I try to leave as little mystery as possible,” Theron Ware – Baines knew that was indeed his real name – said promptly. “From the client’s point of view; black magic is a body of technique, like engineering. The more he knows about it, the easier I find it makes coming to an agreement.”
“No trade secrets? Arcane lore, and so on?”
“Some-mostly the products of my own research, and very few of them of any real importance to you. The main scholium of magic is ‘arcane’ only because most people don’t know what books to read or where to find them. Given those books-and sometimes, somebody to translate them for you-you could learn almost everything important that I know in a year. To make something of the material, of course, you’d have to have the talent, since magic is also an art. With books and the gift, you could become a magician-either you are or you aren’t, there are no bad magicians, any more than there is such a thing as a bad mathematician-in about twenty years. If it didn’t kill you first, of course, in some equivalent of a laboratory accident. It takes that long, give or take a few years, to develop the skills involved. I don’t mean to say you wouldn’t find it formidable, but the age of secrecy is past. And really the old codes were rather simpleminded, much easier to read than, say, musical notation. If they weren’t, well, computers could break them in a hurry.”
Most of these generalities were familiar stuff to Baines, as Ware doubtless knew. Baines suspected the magician of offering them in order to allow time for himself to be studied by the client. […]
“Of course, it’s also faster if my clients are equally frank with me.”
“I should think you’d know all about me by now,” Baines said.
“Oh, Dun and Bradstreet,” Ware said, “newspaper morgues, and of course the grapevine – I have all that, naturally. But I’ll still need to ask some questions.”
“Why not read my mind?”
“Because it’s more work than it’s worth. I mean your excellent mind no disrespect, Mr. Baines. But one thing you must understand is that magic is hard work. I don’t use it out of laziness, I am not a lazy man, but by the same token I do take the easier ways of getting what I want if easier ways are available.”
“You’ve lost me.”
“An example, then. All magic – I repeat, all magic, with no exceptions whatsoever-depends upon the control of demons. By demons I mean specifically fallen angels. No lesser class can do a thing for you. Now, I know one such whose earthly form includes a long tongue. You may find the notion comic.”
“Not exactly.”
“Let that pass for now. In any event, this is also a great prince and president, whose apparition would cost me three days of work and two weeks of subsequent exhaustion. Shall I call him up to lick stamps for me?”
“I see the point.”

Marchosias

Una delle tante raffigurazioni di Marchosias, marchese infernale, secondo l’Ars Goetia.

2.
 Ware reappeared, carrying a sword. He entered the circle, closed it with the point of the sword, and proceeded to the central square, where he lay the sword across the toes of his white shoes; then he drew the wand from his belt and unwrapped it, laying the red silk cloth across his shoulders.
“From now on,” he said, in a normal, even voice, “no one is to move.” From somewhere inside his vestments he produced a small crucible, which he set at his feet before the recumbent sword. Small blue flames promptly began to rise from the bowl, and Ware cast incense into it.
He said: “Holocaust. Holocaust. Holocaust.” The flames in the brazier rose slightly.
“We are to call upon MARCHOSIAS, a great marquis of the Descending Hierarchy,” Ware said in the same conversational voice. “Before he fell, he belonged to the Order of Dominations among the angels, and thinks to return to the Seven Thrones after twelve hundred years. His virtue is that he gives true answers. Stand fast, all.”
With a sudden motion, Ware thrust the end of his rod into the surging flames of the brazier. At once the air of the hall rang with a long, frightful chain of woeful howls. Above the bestial clamor, Ware shouted:
“I adjure thee, great MARCHOSIAS, as the agent of the Emperor LUCIFER, and of his beloved son LUCIFUGE ROFOCALE, by the power of the pact I have with thee, and by the Names ADONAY, ELIOM, JEHOVAM, TAGLA, MATHON, ALMOUZIN, ARIOS, PITHONA, AGOTS, SYLPHAE, TABOTS, SALAMANDRAE, GNOMUS, TERRAE, COELIS, GODENS, AQUA, and by the whole hierarchy of superior intelligences who shall constrain thee against thy will, venite, venite, submiritillor MARCHOSIAS!”
The noise rose higher, and a green steam began to come off the brazier. It smelt like someone was burning hart’s horn and fish gall. But there was no other answer. His face white and cruel, Ware rasped over the tumult:
“I adjure thee, MARCHOSIAS, by the pact, and by the Names, appear instanter” He plunged the rod a second time into the flames. The room screamed; but still there was no apparition.
“Now I adjure thee, LUCIFUGE ROFOCALE, whom I command, as the agent of the Lord and Emperor of Lords, send me thy messenger MARCHOSIAS, forcing him to forsake his hiding place, wheresoever it may be, and warning thee–” The rod went back in the fire. Instantly, the palazzo rocked as though the earth had moved under it.
“Stand fast” Ware said hoarsely. Something Else said.
HUSH, I AM HERE. WHAT DOEST THOU SEEK OF ME? WHY DOEST THOU DISTURB MY REPOSE? LET MY FATHER REST, AND HOLD THY ROD.

Tabella riassuntiva

La magia dei grimori medievali trasportata ai giorni nostri! Scrittura sciatta e gestione approssimativa del pov.
Personaggi complessi e in conflitto tra loro. Finali inconcludenti.
Buona gestione del crescendo verso il climax finale.


(1) Inizialmente Blish aveva concepito solo il primo libro, ma il finale aperto il discreto successo di Black Easter spinse gli editori a commissionargli la continuazione. The Day After Judgement fu pubblicato tre anni dopo il primo libro.Torna su


(2) Questa struttura a ‘crogiolo’ purtroppo si rompe in The Day After Judgement, che infatti non riesce ad essere affascinante e tensivo quanto il primo libro. I personaggi sopravvissuti si separano, e ognuno (assieme alle new entries del secondo romanzo) persegue la propria quest personale per conto proprio.Torna su

Abituarsi a Calibre e Sigil: Guida alla personalizzazione degli e-book

CalibreGli e-book sono fighi, ma possono dare delle belle grattate di capo. Se si ha la fortuna di avere a che fare con editori in gamba, che ti mettono a disposizione il libro in diversi formati ed editati bene, tutto ok, lo si può buttare direttamente sull’e-reader. Ma se ci si affida a case editrici che impaginano e-book a minchia o ci si rivolge ai circuiti pirata – dove non puoi stare troppo a far lo schizzinoso – il libro che ci si ritrova tra le mani può andare dall’irritante all’illeggibile.
Calibre e Sigil sono i due programmi fondamentali per costruire il proprio e-book su misura pur partendo da un file di merda. Era da tempo che volevo pubblicare una mini-guida essenziale all’uso di entrambi, e finalmente grazie a Siobhàn ciò è stato possibile. L’articolo che segue è stato scritto al 90% da lei. Non si tratta di una guida passo passo ma di una panoramica sulle funzionalità principali dei due programmi e come utilizzarle; sono programmi troppo vasti – Calibre soprattutto – per scrivere nei particolari tutto quel che ci si può fare. In futuro, potremo pensare di espandere questo o quell’argomento ed entrare più nel dettaglio, a seconda delle richieste.

1. Calibre: la conversione degli e-book
Ognuno di noi ha almeno un amico smanettone. Conosco una persona (non io, giuro! È un’amica di mia cugina. Che poi è morta) che una volta ha chiesto al suo amico smanettone di installarle Photoshop 3 anche sul computer nuovo, perché ogni tanto le piaceva usarlo per ritagliare le immagini o ritoccare le foto delle vacanze. Lui le ha installato la versione CS5 Professional in inglese, con tutte le barre degli strumenti talmente ultramoderne, che non riusciva più nemmeno a trovare il pennello. La mia prima impressione di Calibre è stata un po’ così: caos puro.
Quando qualcuno compra un e-reader, tra le prime cose di cui ha bisogno, oltre a degli ebook, c’è anche un programma per convertirli da un formato all’altro. E visto che Calibre è il programma in grado di gestire il maggior numero di formati diversi in circolazione (oltre ad avere funzionalità aggiuntive come la rimozione dei DRM), di solito gli viene consigliato quello. Io stessa ho iniziato con Calibre. E fin da subito ho provato un grande fastidio nei suoi confronti.

Libreria di Calibre

Cosa sono tutte ‘ste opzioni, io volevo un programma che mi convertisse gli ebook!

Calibre è un programma gratuito e open source per la conversione e la gestione degli ebook; se non lo conoscete potete scaricarlo qui. Ha una sua libreria, in cui conserva tutti i libri che avete convertito, in tutti i formati. Se si collega l’e-reader al computer può comunicare direttamente con esso, visualizzando gli ebook che contiene, o mandandogli quelli appena convertiti.
Ma data la vastità delle opzioni e la caoticità dell’interfaccia, possono passare settimane prima che vi accorgiate delle sue reali potenzialità. O anche solo a farlo funzionare decentemente. Diamo quindi un’occhiata alle sue funzioni principali, dall’acquisizione dell’e-book al micro-management della vostra libreria.

1-1. Importazione in Calibre e rimozione (eventuale) del DRM
Poniamo caso che avete appena acquistato un e-book da Amazon e l’avete scaricato sul vostro Kindle for PC (o Kindle for Mac se usate un Mac). Una volta scaricati, i file appariranno nella cartella in cui vengono archiviati tutti i file del Kindle – su Windows 7, ad esempio, si trova in Documenti/My Kindle Content. Potrebbe essere un po’ ostico trovare il libro che volete, perché i file hanno come nome una stringa di lettere e numeri apparentemente senza senso, ma se li mettete in ordine per ultima modifica il libro che cercate dovrebbe essere il file AZW o AZW3 più recente. Apritelo con Calibre per importarlo automaticamente.
Ora, il libro in questione potrebbe avere un DRM. Se non sapete di cosa stia parlando, la sigla significa Digital Rights Management e indica dei programmi di protezione che di fatto – semplificando – impediscono la modifica e la duplicazione dell’e-book. I DRM sono una seccatura, e la prima cosa che vorrete fare quando ne beccherete uno sarà di levarlo subito. In questa pagina il Duca spiegava come togliere i DRM dagli ebook. Questo tutorial ormai ha quasi quattro anni, ed è un po’ complesso da eseguire; già nei primi commenti si proponevano sistemi più semplici per farlo, e i plugin di Calibre sono quello che ho trovato più comodi. Uno dei vantaggi dell’open source infatti è che gli utenti possono creare delle estensioni di un programma per aumentarne le funzioni, ed è proprio quanto viene fatto con Calibre. Questi plugin si possono scaricare qui, e qui invece si trovano le istruzioni (in inglese, accontentatevi, sono facili) su come installarli.

Consiglio per i niubbi: quando scaricate fil da siti del genere state attenti che questa casellina NON sia barrata, o vi si impesta il browser.

Una volta installati basta aprire un file con Calibre e, se tutto funziona come si deve, il plugin lo pulirà direttamente da tutti i DRM. Non dovrete fare nient’altro.
Con il tempo i DRM vengono modificati per resistere ai pirati, ma anche gli strumenti contro i DRM vengono man mano aggiornati per aggirare le nuove protezioni. Se un plugin non vi funziona controllate di aver installato l’ultima versione disponibile in giro – quella che è linkata risale all’ottobre 2013.

1-2. Conversione in altri formati
Ora che il file è dentro Calibre ed è stato ‘ripulito’ di eventuali DRM, potrete convertirlo in tutti i formati che volete. Ma è proprio questa parte gestionale a ricordarmi dell’amico smanettone: se si vuole convertire un ebook da un formato a un altro, bisogna seguire tutta una serie di passaggi obbligati che moltiplicheranno il numero di file in circolazione. Riprendendo l’esempio iniziale, diciamo che abbiamo un AZW o AZW3 (il comune formato dei file Kindle) e di volerlo convertire in ePub. I passaggi sono i seguenti:
– Quando si apre il file con Calibre e il programma importa il file nella sua libreria, di fatto lo copia da un’altra parte (numero di file per lo stesso libro: 2).
– Poi si converte il file nel formato desiderato con l’omonima funzione nel menu orizzontale, Convert Books (numero di file per lo stesso libro: 3). La conversione stessa non è proprio immediata, ci sono un sacco di opzioni che non si capisce bene cosa facciano. Io uso solo Metadati, Visualizzazione e Imposta pagina.

La funzione Metadati è importante, perché nell’e-reader il vostro ebook verrà classificato in base a quelli e non in base al nome del file che leggete nel computer. Assicuratevi quindi che almeno titolo e autore siano corretti, e se non c’è una copertina magari aggiungetela.

Dettaglio della conversione di un file. Se si salta questo passaggio si rischia che i caratteri non si ridimensionino come si deve.

Screenshot della funzione Visualizzazione, questa finestra serve per decidere le dimensioni dei caratteri.

La funzione Visualizzazione permette di impostare le varie dimensioni di carattere che si vedranno nell’ebook; se non li impostate, non potrete ingrandire i caratteri una volta aperto il file nell’ereader. Per impostare i valori standard cliccate sulla bacchetta magica e poi nel riquadro “usare valori predefiniti”.
Infine conviene anche personalizzare il formato di input e di output con la funzione Imposta Pagina: ci sono vari modelli di e-reader disponibili, basta scegliere il vostro nella finestra in alto e quello di origine in quella in basso.

Dopo aver convertito il file, per poterlo utilizzare bisogna poi cercarlo nella libreria di Calibre (nel mio computer, per esempio, si trova nei Documenti).
Oppure lo si può esportare da Calibre, che quindi farà un’altra copia del libro in entrambi i formati, creando una cartella per l’autore che contiene tutti i formati che possiede, e la copertina (numero di file per lo stesso libro: 5). Oppure si può esportarlo direttamente nell’e-reader, se è collegato (numero di file per lo stesso libro: 4).
Certo, non costa poi molta fatica cancellare tutti i file in più, ma un programma non invasivo non mi costringerebbe a fare tutte queste copie fin dall’inizio.

Screenshot04 Metadati

Per questo una volta usavo questo programma per convertire gli ebook

1-3. Gestione degli e-book
Cosa succede se invece si accetta che Calibre gestisca tutti i libri? Succede che se si vuole ritrovare un libro nel ciarpame bisogna modificare i metadati di quasi tutti i libri che si possiedono. Alcuni libri infatti hanno i tag messi a caso, alcuni hanno l’autore con il cognome prima del nome (e quindi verranno classificati separatamente da quelli con il nome prima del cognome); alcuni hanno già delle valutazioni (in stelline) nei metadati, valutazioni con cui ovviamente non concordi; quelli peggiori sono quelli piratati male, che non hanno nei metadati nemmeno titolo e autore.
Io per anni sono stata incostante: a volte ho messo i libri su Calibre, a volte li ho catalogati in cartelle divise per genere letterario, altre ancora li ho messi sull’e-reader, cancellandoli dal computer. Vi lascio immaginare com’era facile trovarne uno quando mi serviva.

Però ho deciso di diventare una persona meglio. Mi sono messa d’impegno e ho messo in ordine tutti i metadati dei libri che avevo dentro Calibre, sull’e-reader e sul computer.
Alla fine ci ho messo solo qualche ora (che avrei dovuto usare per scrivere questo articolo, ma la strada per la personameglità è davvero molto lunga e perigliosa!). Ho anche scoperto che il mio e-reader Sony creava delle collezioni in base ai tag messi nei metadati del libro. Ordinando i metadati dei libri su Calibre mi sono trovata con dei libri ordinati anche nell’e-reader, chi l’avrebbe mai detto!

Ecco tutto ordinato come si deve. Ci ho messo soli mille anni.

Ecco tutto ordinato come si deve. Ci ho messo solo mille anni.

Oltre al fatto che se ti decidi a usarlo per mettere in ordine i libri funziona davvero, Calibre sa fare tante altre cose. Alcune funzionalità sono state implementate solo di recente, altre sono sempre state lì, ma non ho mai saputo di poterle usare…

2. Sigil e Calibre: Editing di ePub e AZW3
Sigil è il fratellino di Calibre. E’ un editor che lavora esclusivamente su ePub, e permette di modificarne il codice per dargli l’impaginazione che si preferisce. Come Calibre, è gratis e opensource; si può scaricare qui.
Tradizionalmente, si convertiva l’e-book originale in ePub con Calibre e quindi lo si apriva con Sigil per editarlo. Dalla versione 1.15 (rilasciata a Dicembre 2013), tuttavia, è presente in Calibre un editor simile a quello di Sigil, che rende di fatto il secondo programma superfluo. Inoltre, se Sigil si occupava solo del formato ePub, Calibre lavora sia con ePub che con AZW3, il formato Kindle.
Entrambi i programmi permettono di modificare direttamente il file, anche nelle parti più da smanettoni come la TOC (Table Of Contents, l’indice dell’ebook) e il css. Sia gli ePub che gli AZW3 sono praticamente dei file html un po’ complessi: se si conoscono i codici html e css, anche solo a grandi linee, con questi editor si possono modificare gli ebook in grande dettaglio.

Sigil, comunque, ha per il momento ancora un paio di vantaggi su Calibre.
Anche se non si conoscono html e css, con Sigil si può interagire direttamente con l’anteprima del testo, e usare gli strumenti dell’editor per modificare buona parte dell’ebook andando ‘a occhio’. L’editor di Calibre, invece, al momento permette solo modifiche al codice, non fa toccare direttamente l’anteprima. Obbiettivamente è un difetto, spero che in futuro implementino anche quest’opzione.
Sigil inoltre non è un programma invasivo come Calibre, edita i file ePub senza creare duplicati o copie: apri, modifichi, salvi, chiudi. Mi piace molto il modo pulito in cui funziona, una volta usavo solo questo programma come editor degli ePub. Anche perché era l’unico.

Paragone-Calibre-Sigil

Screenshot di Sigil, sopra, e dell’editor di Calibre, sotto.

Questo invece è come funziona l'editor di Calibre con lo stesso libro, ma in formato AZW3, per il Kindle. È luuungo, ma a parte questo non noto differenze.

Questo invece è come funziona l’editor di Calibre con lo stesso libro, ma in formato AZW3, per il Kindle. Oltre al fatto che è luuuuuungo, non noto particolari differenze.

Purtroppo questo febbraio nel blog del programmatore di Sigil è apparsa la notizia che il programma non verrà più aggiornato. Non sto dicendo che Sigil sia improvvisamente morto – per ora funziona ancora bene – ma che è destinato a rimanere indietro, mentre la comunità dietro Calibre continuerà a migliorare il servizio negli anni a venire. Stando così le cose, probabilmente in futuro mi abituerò a usare Calibre anche per questo.
Questo post fa parte della categoria “Risorse”, e come tale sarà inserito nell’omonimo menu sulla destra, così che all’occorrenza possiate trovarlo subito.

Tabella riassuntiva: Calibre

Calibre fa un sacco di cose! Ma non è molto intuitivo da usare.
Permette di catalogare gli ebook secondo molti criteri. Se non si sta attenti crea un sacco di doppioni.
Ha dei plugin per togliere i DRM.
Ha un editor diretto per i file epub.
Ha un editor diretto per i file AZW3.