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Tapirestyling

Spiderman all the fucks I giveBrevissimo post di servizio per comunicarvi che il lento restyling del blog continua, e questa volta ha toccato – come avevo preannunciato – le pagine del menu orizzontale su I Consigli del Lunedì e Gli Autopubblicati. Le liste di link ad ogni singolo articolo delle due rispettive categorie mettevano tristezza, e soprattutto nel caso dei Consigli stava diventando così lunga e tutta uguale da essere quasi innavigabile.
Dopo una settimana di smanettamenti saltuari col codice html, Siobhàn e io siamo riusciti finalmente ad avere ragione della legnosità dei layout preimpostati di WordPress, e a produrre una tabella che mostra copertina e titolo (entrambi cliccabili) di ogni Consiglio o Autopubblicato. Lo stimolo visivo delle copertine rende entrambe le pagine sicuramente più gradevoli da visitare, e di sicuro rende più facile distinguere una voce dall’altra. Questo, tra l’altro, non fa che rafforzare la mia convinzione (come se fosse solo mia…) che la copertina rimane un elemento di scelta molto importante anche nell’editoria digitale, anche se il libro diventa impalpabile; anzi, forse la qualità della copertina sarà pure più importante che non nei canali tradizionali, mancando molti altri elementi critici dell’advertising da libreria (come l’esposizione sullo scaffale, sulle isole promozionali, eccetera).

E visto che le pagine dei Consigli e degli Autopubblicati mi avevano soddisfatto, ne ho approfittato per creare finalmente, sullo stesso modello, anche la pagina delle Bonus Track. Si tratta di articoloni di pari dignità (e spesso pari dimensioni, ahimé) dei Consigli – mi sembrava brutto che finissero nell’oblio.
I link dovrebbero essere tutti a posto, ma avendo praticamente dovuto rifarli per tutta la sessantina abbondante di articoli delle tre pagine è possibile che abbia combinato qualche casino qui e là. Non stupitevi quindi se alcuni non funzionano o vi mandano alla pagina sbagliata – basta che me lo facciate sapere.
Seguiranno articoli più corposi nei prossimi giorni. Giuro.

Volpe con arcobaleno

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Il sondaggio lungo un anno

Philip K. DickJoe Fernwright è solo, al sicuro nel bunker. Ma tutti i suoi compagni sono là fuori, in balia di una creatura ancestrale emersa dagli abissi. E’ mezz’ora che non ha loro notizie. Il suo unico contatto col mondo esterno è la sua radio portatile. Disperato, decide di accendere la radio per sentire se ci sono notizie. E:

“Impotente?” disse la radio. “Incapace di raggiungere l’orgasmo? Hardovax trasformerà il vostro disappunto in gioia”. Quindi un’altra voce, quella di un uomo avvilito. “Diamine, Sally, non so cosa mi è successo. So che ti sei accorta che ultimamente sono del tutto floscio. Diamine, se ne sono accorti tutti.” Quindi una voce femminile: “Henry, tutto ciò di cui hai bisogno è una semplice pillola chiamata Hardovax. E in pochi giorni sarai un vero uomo.” “Hardovax?” le fece eco Henry. “Diamine, forse dovrei provarla.” E di nuovo la voce dell’annunciatore: “Nel più vicino drugstore, o puoi scrivere direttamente a…”.
A quel punto Joe spense la radio. Ora capisco cosa intendeva Willis.

A volte mi piace ricordarmi perché mi piace Philip K. Dick. E’ in brani come questi che Dick riluce, anche in romanzi malriusciti e obiettivamente bruttarelli come Galactic Pot-Healer (Guaritore galattico), da cui il brano è tratto. Proprio quest’anno, sempre in quella discutibile operazione di riesumazione sistematica di cui mi sono già lamentato in questo post, Galactic Pot-Healer è stato riportato alla luce in italiano da Fanucci. Sfogliandolo, mi sono tornati in mente gli anni in cui leggevo Dick, e della letteratura fantascientifica sapevo ancora molto poco. E mi è tornato in mente un sondaggio che avevo aperto quasi un anno fa.

Galactic Pot-Healer

Un restauratore di vasellame viene contattato da una divinità aliena a forma di enorme blob-cetaceo perché lo aiuti a riesumare dalle profondità dell’oceano del lontano Pianeta del Contadino una cattedrale gotica. WTF? Ah, giusto: è una storia di Dick.

Lo scorso Ottobre vi domandavo se voleste o meno una recensione di uno dei più celebri romanzi di Dick, The Man in the High Castle (in italiano, L’uomo nell’alto castello o La svastica sul sole). Per i ritardatari, il dilemma che ponevo era questo: si tratta di un romanzo molto interessante, ma abbastanza famoso anche in Italia. Fanucci lo tiene fisso in libreria. Ha senso parlarne in un blog votato prima di tutto ai libri poco (o non abbastanza) conosciuti?
Se ho lasciato aperto il sondaggio tutti questi mesi, è stato più per distrazione che per calcolo; finché non avessi raggiunto una decisione in merito, pensavo, tenerlo aperto non poteva fare male. Ormai però direi che il dado è tratto – non si sono aggiunti molti voti negli ultimi mesi, per cui i risultati possono dirsi definitivi. Pertanto ho chiuso il sondaggio; vediamo quali sono stati i risultati.

Il sondaggio chiedeva: volete un articolo su The Man in the High Castle? Basandomi sugli umori raccolti fra i frequentatori del blog in merito a Dick, avevo fornito tre opzioni:
– Sì, dai!
– Dick va bene, ma l’articolo lo vorrei su un altro dei suoi romanzi.
– Dick ha rotto il cazzo.
Ora, su un totale di 133 voti, ecco come si sono distribuite le risposte dei miei amati lettori:
– Il 48,12% dei votanti (64 voti) vuole la recensione.
– Il 41,35% dei votanti (55 voti) pensa che Dick abbia rotto il cazzo.
– Il 10,53% dei votanti (14 voti) non ha problemi con Dick, ma ce li ha con il romanzo in questione.
Da un punto di vista prettamente quantitativo, avrebbe quindi vinto il partito di quelli che vogliono un articolo sulla nostra ucronia nazista preferita. Ci sono però da fare un paio di considerazioni. In primo luogo, lo scarto è molto piccolo: solo 9 voti di differenza. Abbastanza perché non si possa formare un governo (ah! ah! ah!). In secondo luogo, se sommiamo i voti di chi non vuole recensioni su Dick e di chi le vorrebbe su un altro romanzo (cioè, per farla breve, le due posizioni contrarie a una recensione a High Castle), raggiungiamo il 51,88% dei votanti (69 voti). Quindi il partito “Sì, dai!” si troverebbe in realtà in minoranza.
C’è però anche un altro modo di guardare la questione. Possiamo anche dire che 64 + 14 = 78 votanti vorrebbero un articolo su un romanzo di Dick, contro i 55 che non la vogliono, e si tratta di una percentuale anche maggiore rispetto alla precedente (il 58,65%).

Nazi Abbey Road

…E SE FOSSE ANDATA COSI’?

Consideriamo anche i commenti. Solo 10 persone si sono espresse in merito, di cui 7 nei commenti all’articolo e 3 nei commenti inseribili nel programmino del sondaggio. Di questa decina di commentatori:
– 6 sono contrari o disinteressati a una recensione a High Castle (Siobhàn, Coscienza, Dunseny, mauro, reno, Piperita Patty) mentre 4 sono interessati (Giovanni, william crea, Amnell e Dago).
– 2 sono contrari in generale a recensioni su Dick (Coscienza e reno), uno è scettico ma non del tutto contrario (Dunseny), una non si esprime in merito (Siobhàn), mentre gli altri 6 sono interessati. Di passaggio, segnalo ad Amnell – benché con mesi di ritardo – che un Consiglio dedicato a The Three Stigmata of Palmer Eldritch, a cui lei era interessata, l’ho già pubblicato un anno e mezzo fa! Lo puoi trovare qui.
Bisogna anche dire che i commenti sono una frazione minima del totale dei voti sull’argomento.

Il risultato finale, considerando sia voti che commenti, è una situazione di quasi pareggio. Prevale un leggero scetticismo verso un articolo sull’ucronia nazista, ma c’è anche una certa voglia di Dick (questa in inglese suonerebbe malissimo). Pertanto, dopo attente riflessioni, sono giunto alla seguente soluzione – una soluzione di cui, per inciso, sono molto orgoglioso: UN NUOVO SONDAGGIO!!!11!!!!! Dio santo, sono troppo un genio. Potremmo chiamare questo nuovo sondaggio: quale Dick preferisci? (senonché anche questa in inglese…). Proporrò tre diversi romanzi dickiani tra cui scegliere. Tre romanzi che ai tempi mi sono molto piaciuti  – figurano tutti e tre nella mia classifica – ma che ho letto in italiano e non mi dispiacerebbe rileggere in inglese. Tre romanzi molto diversi tra loro, ma tutti strani. Oltre a The Man in the High Castle, che rimane uno dei tre candidati, abbiamo l’allucinato viaggio negli inferi di Flow My Tears, the Policeman Said e il messianico VALIS. In Flow My Tears assisteremo al conflitto che si scatena tra Jason Taverner, ex star televisiva diventata msteriosamente una non persona costretta a nascondersi, e Felix Buckman, il cinico commissario che gli dà la caccia; mentre in VALIS, parteciperemo alle folli ricerche esistenziali di un alter-ego di Philip Dick, convinto di ricevere messaggi da una divinità aliena e costretto a barcamenarsi tra ambigui film di fantascienza e cultisti fanatici. In altre parole: High Castle è sociale, Flow My Tears è psicologico-individuale, VALIS è metafisico. Dovendo scegliere, quale vi stuzzica di più?

Tre romanzi di Dick

You Decide.

Il sondaggio questa volta sarà una cosa molto più piccolo. Niente programmini per votare: mi interessano solo i commenti. Ditemi quale vi interessa di più e (possibilmente) perché; dare motivazioni da più peso al proprio voto. Potete anche approfittarne per ribadire il concetto che Dick se ne deve andare affanculo.
Anche i tempi saranno stringati: mi piacerebbe chiudere il sondaggio entro un mese. A quel punto deciderò cosa fare. Se riceverò troppe poche risposte recepirò il messaggio e la cosa finirà lì. Sono curioso di scoprire come andrà a finire!

Vi lascio con una perla di saggezza del buon Phil, un altro piccolo episodio di Galactic Pot-Healer:

 Getting to his feet he crossed the waiting room to the Padre booth; seated inside he put a dime into the slot and dialed at random. The marker came to rest at Zen.
“Tell me your torments,” the Padre said, in an elderly voice marked with compassion. And slowly; it spoke as if there were no rush, no pressure. All was timeless.
Joe said, “I haven’t worked for seven months and now I’ve got a job that takes me out of the Sol System entirely, and I’m afraid. What if I can’t do it? What if after so long I’ve lost my skill?”
The Padre’s weightless voice floated reassuringly back to him. “You have worked and not worked. Not working is the hardest work of all.”
That’s what I get for dialing Zen, Joe said to himself. Before the Padre could intone further he switched to Puritan Ethic.
“Without work,” the Padre said, in a somewhat more forceful voice, “a man is nothing. He ceases to exist.”
Rapidly, Joe dialed Roman Catholic.
“God and God’s love will accept you,” the Padre said in a faraway gentle voice. “You are safe in His arms. He will never—”
Joe dialed Allah.
Kill your foe,” the Padre said.
“I have no foe,” Joe said. “Except for my own weariness and fear of failure.”
“Those are enemies,” the Padre said, “which you must overcome in a
jihad; you must show yourself to be a man, and a man, a true man, is a fighter who fights back.” The Padre’s voice was stern.
Joe dialed Judaism.
“A bowl of Martian fatworm soup—” the Padre began soothingly, but then Joe’s money wore out; the Padre closed down, inert and dead—or anyhow dormant.
Fatworm soup, Joe reflected. The most nourishing food known. Maybe that’s the best advice of all, he thought. I’ll head for the spaceport’s restaurant.

Alzatosi, attraversò la sala d’aspetto, dirigendosi alla cabina del Padre; si sedette all’interno, infilò dieci centesimi nella fessura e scelse a caso. L’indicatore si fermò sullo Zen.
«Dimmi i tuoi tormenti,» chiese il Padre con una voce attempata e venata di compassione. Parlava lentamente, come se non ci fosse alcuna urgenza, alcuna pressione. Tutto era fuori dal tempo.
«Sono sette mesi che non lavoro e adesso ho ricevuto un incarico che mi porterà lontano dal Sistema Solare. Ho paura. Che succederà se non sarò in grado di svolgere il lavoro? Se dopo tanto tempo avessi perso le mie capacità?»
La voce fievole del Padre accarezzò l’aria rispondendo con tono rassicurante. «Tu hai lavorato e non hai lavorato. Non lavorare è il lavoro più duro che esista!»
Ecco cosa si ottiene scegliendo lo Zen, si disse Joe. Prima che il Padre proseguisse, digitò Etica Puritana.
«Senza lavoro,» riprese il Padre con una voce in qualche modo più aggressiva, «l’uomo è una nullità. Egli cessa di esistere.»
Rapido, Joe cambiò: Cattolicesimo.
«Dio e il Suo amore ti accoglieranno,» disse una voce gentile e remota. «Nelle Sue braccia sarai salvo. Lui non ti-»
Joe passò ad Allah.
«Uccidi il tuo nemico,» sentenziò il Padre.
«Ma io non ho nemici! Solo la mia stanchezza, la noia, la paura di fallire.»
«Anche quelli sono avversari,» proseguì il Padre, «che dovrai superare in una jihad; devi dimostrare a te stesso di essere un uomo; e un uomo, un vero uomo, è un combattente che risponde colpo su colpo.» La voce del Padre era severa.
Joe selezionò il Giudaismo.
«Una ciotola di zuppa di bruconi Marziani-» iniziò pacato il Padre, ma il denaro di Joe finì. Il Padre si interruppe, restò inerte, morto- o, in ogni caso, inattivo.
Zuppa di bruconi, rifletté Joe. Il cibo più nutriente finora conosciuto. Forse questo è il consiglio migliore. Andrò al ristorante dello spazioporto.

Meditate, gente. Meditate.

Brucone marziano

Il cibo più nutriente finora conosciuto.

Cento! Cento! Cento!

Cento! OK il prezzo è giustoE’ trascorso un anno e mezzo, e Tapirullanza ha raggiunto il post numero 100. Non è quello di oggi; questo a dire il vero è il post numero 102.
Al cento, invece, Tapirullanza c’è arrivato con tranquillità, con un articolo dedicato ad una delle rubriche ‘storiche’ del blog – la Bonus Track su A Parliament of Crows di Alan M. Clark. Se mi fossi accorto prima che stavo per pubblicare il centesimo articolo, forse avrei pensato a qualcosa di più roboante; invece l’ho scoperto solo dopo aver pigiato su Pubblica. Ma anche così non è andata male, dai.

Articolo n.100

To’…!

Mi stavo chiedendo come celebrare il traguardo. La prima idea, che mi ronzava nella testa già da un po’, era di procurarmi delle nuove mascotte per il blog. Le ho inserite, ma non ho avuto cuore di rimpiazzare quelle vecchie, i fidi San Bernardino e Campbell; per cui le trovate in fondo alle due colonne laterali. Non sono sicuro che sia la posizione migliore per farle rifulgere come meriterebbero, ma farò un po’ di esperimenti.
Poi, la sera stessa del giorno in cui avevo pubblicato il Consiglio su The Egg Man, vado a vedere la mia bacheca. Erano quattro o cinque giorni che non la aprivo. Ed ecco cosa ci ho trovato.

Spam

Capisci che la tua popolarità sta aumentando quando il filtro antispam comincia a surriscaldarsi. Certo, di sicuro non è niente in confronto a quello che macinavano blog come Gamberi Fantasy o quello di Zweilawyer nei periodi d’oro; ma considerato il tempo che ci dedico, e il fatto di essermi inserito in una nicchia che scoraggia spam e flame, è un risultato notevole.
E poi, alcuni di questi bot dello spam sono davvero preziosi – poche righe e ti stampano sulla faccia sorrisi che durano per ore. Per cui, questo articolo è dedicato a loro. I migliori bot della mia vita.

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Mi piace leggere tapirullanza.wordpress.com e concepire questo sito ha alcune cose veramente utili su di essa!

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Bell’articolo, ma concordo con chi dice… si spera sempre che alla fine vada tutto per il meglio!

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Questo e’ il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realta’ vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si e’ parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

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Nulla contro l’articolo, ma non sono d’accordo con un paio di punti a qualche extenct. Probabilmente sono una minoranza però, lol. Grazie per la condivisione sul tapirullanza.wordpress.com.

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Concludo con una nota. Visto che mi divertivo a segnarmi le chiavi di ricerca più divertenti – e fino a che anche Siobhàn ha gettato la spugna, c’era sempre qualcuno ad aggiornarle sull’home page – qualche genio ha pensato di approfittarne per farmi scrivere roba pianificata a tavolino. Mi riferisco all’autore di questi:

  • tapirullanza duca omosessuale
  • tapirullanza duca frocio
  • tapirullanza duca bastardo
  • tapirullanza duca stronzo gay

Ecco: non sono scemo. Quindi non farlo più.
Please.
Don’t.
LOL.

Conigli su giostra

E visto che siamo in argomento ducale… o_O

A presto!

Arranging the Blocks

Blocco di TetrisIn questi giorni avrei dovuto pubblicare più di un articolo, e naturalmente non ce l’ho fatta. Che dire? La vita, si sa, è come il Tetris, e quando la musichetta accelera non c’è altro da fare che muoversi più in fretta per far incastrare tutti i blocchi. E diciamo che in certi giorni il blog è ingombrante da gestire come i quadratoni 2×2.
I russi, del resto, a sistemare i blocchi ormai sono abituati:


Ringrazio il buon Gimmelli per questa roba strana.

Ma che importa? Anche quest’anno è giunto il Primo Maggio! Puntuale come – uhm, come il mese di Maggio.
E mentre vado a sventolare come un mongolo bandiere scritte in una lingua che non capisco, vi lascio con qualche importante promessa per l’avvenire. Ecco gli articoli a cui sto lavorando in parallelo e che usciranno a partire dalla prossima settimana (avrebbero già dovuto cominciare durante questa, ma tant’è):

– Tre Consigli del Lunedì; nella fattispecie un’ucronia filosofica dalle tinte fantasy, un cyberpunk insolito e un horror puzzolente di cui già da tempo avevo promesso di parlare.
– Un articolo di Saggistica psicologica stramegablliximo con cui mi piacerebbe aprire un nuovo filone nel blog.
– Una Bonus Track diaristico-settecentesca, e forse una seconda Bonus Track di ambientazione ottocentesca (ma scritto ai giorni nostri). E no, non è una roba steampunk.

Più a lungo termine, invece, un articolo sull’ingegneria spaziale e un altro di argomento crociato. E forse uno su Marinetti (sì, quello lì). In più, visto che alcune persone me lo chiedono, potrei scrivere qualche intervento dedicato appositamente alla Literary Fiction, e a libri Literary che mi sono piaciuti nonostante la loro anti-immersività (ne avrei in mente due o tre…). E c’è sempre quel sondaggio sul romanzo di Dick, dall’esito un po’ incerto.
Ma di queste cose avremo modo di parlare ancora; era solo per farvi venire un po’ di curiosità. Buon Primo Maggio! ^-^

Communism it's a party

Il suicidio di Charles Freck

Charles Freck - A Scanner DarklyQualche sera fa ero da solo, e mi sono riguardato un bel film di Linklater tratto dal mio romanzo preferito. Una scena, in particolare, è deliziosa. Lo era già nel libro; Linklater l’ha migliorata. Attraverso un artificio scenico (una radio che si risintonizza), il regista ha avuto l’idea di accompagnare la scena con le parole del libro utilizzando una voce fuori campo.
Pare che, nell’edizione originale, la voce fosse proprio quella di Philip K. Dick, recuperata dalla registrazione di un reading del romanzo. Linklater ha sfrondato il brano originale, un po’ ridondante, ma non ha aggunto niente. C’è una buona dose di raccontato in questo pezzo del libro, ed è quasi tutto raccontato nella scena del film, ma chissenefrega – è bello lo stesso!

Con questa scena vi auguro Buon Natale^^
Durante queste due settimane di vacanze avrò più tempo, e credo riuscirò a pubblicare un po’ di articoli. Sto continuando a lavorare ai post che vi avevo promesso, tra Saggistica, Bonus, Autopubblicati e, naturalmente, Consigli del Lunedì – per cui abbiate fede. Ho anche avuto un’altra bella idea per un libro che al 50% non scriverò mai, magari vi racconto anche quella.
E se non avete mai visto A Scanner Darkly, fatelo. Ci sono pure un sacco di pezzi dei Radiohead! Ora scusatemi, ma visto che sono di buon umore vado a leggermi il nuovo racconto di Gamberetta, che non l’ho ancora fatto. Yay!