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Abbiamo fatto Gli Autopubblicati, ora bisogna fare Gli Italiani!

Pasta! HetaliaLa prima volta che mi venne in mente di riformare la sezione degli Autopubblicati fu un anno e mezzo fa, quando ebbi a che fare con la recensione di Ultimo Orizzonte di Valentina Coscia. A rigore, il libro della Coscia non era un autopubblicato: era edito, infatti, da una minuscola casa editrice digitale chiamata WePub. Per comodità, comunque, tirai dritto su questa magra distinzione e pubblicai l’articolo fra Gli Autopubblicati:

All’atto pratico, per il lettore, non fa molta differenza: si tratta di un romanzo digitale poco pubblicizzato di un autore abbastanza sconosciuto, che si può comprare ad un prezzo irrisorio (2,99 Euro).

La cosa generò una brevissima polemica con lo staff di WePub, ma non interessò i lettori di Tapirullanza, che avevano colto il punto: se il libro ha la stessa presentazione di un autopubblicato, un editing paragonabile a quello di un autopubblicato di buon livello, e un livello di promozione analogo (cioè: basso), allora la distinzione per il lettore sarà irrilevante. Still, avevo fatto qualcosa di non del tutto corretto.

La seconda volta fu quando, dopo lo SteamCamp 2013, meditai di dedicare un articolo a Mondo9, la raccolta di racconti steampunk fantasy di Dario Tonani edita da Delos. Se con il libro della Coscia c’era ancora qualche margine per cavillare, Mondo9 non poteva essere associato agli autopubblicati neanche per sbaglio. Bisognava infilarlo tra le Bonus Track, oppure – in previsione di altre entrate future – aprire una nuova sezione per i libri italiani editi dai Grandi Vecchi.
Al contempo, in quella fase stavo perdendo le speranze e l’interesse verso il mondo degli autopubblicati nostrani. La qualità miserrima dell’offerta (in termini sia di stile che di idee) e gli attacchi che avevo ricevuto ogniqualvolta parlavo in termini critici di una di queste opere mi avevano fatto passare la voglia di occuparmene ancora (1). Con l’eccezione di Soldati a Vapore (ma lì c’era lo zampino del Duca), l’ultima recensione di un autopubblicato propriamente detto – la triste antologia Deinos di Mr. Giobblin – risaliva a un anno prima, e non ne vedevo altre all’orizzonte. Insomma, avevo tanta voglia di mandare a morire Gli Autopubblicati e ristrutturare la sezione dedicandola a tutte le opere italiane meritevoli, indipendentemente dal metodo di pubblicazione.
Alla fine, però, decisi che il management di Delos mi stava davvero troppo sul cazzo e dell’articolo su Mondo9 non ne feci più niente. Non pubblicai più nulla ad argomento Autopubblicati, proprio come immaginavo; ma rimandai la decisione per un altro anno.

Autopubblicati

Mi guardo alle spalle, e mi accorgo che Gli Autopubblicati sembrano tanto una galleria del FAIL.

Fino ad ora.
Lunedì prossimo dedicherò un articolo a Caligo, l’ultima fatica di Angra – che abbiamo già incontrato su Tapirullanza con Marstenheim, proprio uno dei primi Autopubblicati – nonché primo romanzo italiano edito da Vaporteppa. E per l’occasione, “Gli Autopubblicati” diventa “Gli Italiani”.
Cosa cambierà, in sostanza? Non molto. Nella nuova sezione, rientreranno tutte le opere italiane uscite in anni recenti che riterrò meritevoli di essere segnalate. Anche autopubblicati, naturalmente, posto che riesca a trovarne di sufficientemente interessanti. Saranno escluse solamente opere italiane “classiche” o di nomi importanti della narrativa italiana, che rientreranno o nei Consigli o nelle Bonus Track – come era accaduto, per esempio, con Il fascio sulle stelle di Massimo Mongai. Non che veda molte possibilità in cui possa venirmi questo dubbio di catalogazione: nomi importanti, nella narrativa fantastica italiana, quasi non esistono.

Prevengo da subito un’obiezione che mi si potrebbe rivolgere. Perché far confluire Autopubblicati e opere italiane edite da case editrici, e non invece far ricadere queste ultime in Consigli e Bonus Track? Creare una sezione dedicata agli Italiani non è come dire che siamo una nazione di handicappati, da tenere separati rispetto al resto della narrativa? Be’, che siamo una nazione di handicappati è un dato di fatto; ma no, non sono queste le ragioni della mia scelta. Ecco le mie ragioni:
– Nella maggior parte dei casi, queste opere edite da piccole case editrici vivono una situazione molto più simile a quella degli autopubblicati che non dei titoloni dei Consigli e delle Bonus Track. Poco budget, poca pubblicizzazione, e quindi difficoltà a raggiungere un alto bacino di elettori. I titoli di Vaporteppa o di WePub dipendono dal passaparola tra lettori affezionati tanto quanto le opere che un indipendente come Girola si gestisce da solo.
– Oltre al fatto che queste opere hanno bisogno di essere pubblicizzate, io voglio pubblicizzarle. Se le inserissi, mettiamo caso, tra le Bonus Track – una sezione che si “muove” a velocità più che doppia rispetto a quella degli Autopubblicati – oltre a trovarsi in un bacino di titoli molto più ricco (e quindi a partire con meno visibilità) sparirebbero dalla home page nel giro di pochi mesi. Guardate invece il menu degli Ultimi Autopubblicati (ora sapientemente ribattezzato “Ultimi Italiani”): diamine, nel momento in cui scrivo l’entrata più vecchia è ancora di inizio 2012! Riunire questi titoli sotto una sezione chiamata “Gli Italiani” è quindi un modo per farli risaltare e ribadire: ragazzi, venite a vedere, non c’è solo la roba in lingua inglese di cui parlo sempre, ogni tanto qualcosa di decente pure noi lo tiriamo fuori dal cilindro!

Massimo d'Azeglio

“Pur troppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno Gl’Italiani”. Vai tra’ Massimo, ghe pensi mi.

Creare una sezione separata per le nuove uscite italiane, insomma, non è un modo per “ghettizzarle”. Non faccio trattamenti di favore ai nostri conterranei, non sono più morbido con la roba italiana – ben lo sanno gli autopubblicati di cui mi sono occupato, che non hanno mancato di farmi sapere che sono “troppo duro” e “criticone” e “acido” e che mi masturbo di gusto sulle mie stroncature. I metri di giudizio sono gli stessi, perché leggere Caligo di Angra mi costa lo stesso tempo e la stessa fatica che leggere Starship Troopers, quindi Caligo compete direttamente con Starship Troopers per guadagnarsi la mia attenzione. Ergo: non ha senso metterlo su un altro livello.
Il fatto di essere opere italiane non è un merito né un demerito – nel momento di analisi dell’opera è un elemento del tutto irrilevante, dato che conta solamente l’opera in sé. Solo, posso sperare in questo modo di mettere un po’ più in evidenza opere che mi sono piaciute e sperare di convincere qualcuno in più a provarle.

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(1) A conclusioni simili stanno arrivando più o meno tutti. A cominciare dal buon Zwei, che era partito lanciatissimo nel 2011 con la sua Z-List per poi abbandonare il progetto dopo pochi mesi di sconforto. Persino tra gli irriducibili si è ormai giunti all’accettazione di come stanno le cose, di fronte a un concorso fallito clamorosamente e all’osservazione dell’offerta media su Amazon.

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Cento! Cento! Cento!

Cento! OK il prezzo è giustoE’ trascorso un anno e mezzo, e Tapirullanza ha raggiunto il post numero 100. Non è quello di oggi; questo a dire il vero è il post numero 102.
Al cento, invece, Tapirullanza c’è arrivato con tranquillità, con un articolo dedicato ad una delle rubriche ‘storiche’ del blog – la Bonus Track su A Parliament of Crows di Alan M. Clark. Se mi fossi accorto prima che stavo per pubblicare il centesimo articolo, forse avrei pensato a qualcosa di più roboante; invece l’ho scoperto solo dopo aver pigiato su Pubblica. Ma anche così non è andata male, dai.

Articolo n.100

To’…!

Mi stavo chiedendo come celebrare il traguardo. La prima idea, che mi ronzava nella testa già da un po’, era di procurarmi delle nuove mascotte per il blog. Le ho inserite, ma non ho avuto cuore di rimpiazzare quelle vecchie, i fidi San Bernardino e Campbell; per cui le trovate in fondo alle due colonne laterali. Non sono sicuro che sia la posizione migliore per farle rifulgere come meriterebbero, ma farò un po’ di esperimenti.
Poi, la sera stessa del giorno in cui avevo pubblicato il Consiglio su The Egg Man, vado a vedere la mia bacheca. Erano quattro o cinque giorni che non la aprivo. Ed ecco cosa ci ho trovato.

Spam

Capisci che la tua popolarità sta aumentando quando il filtro antispam comincia a surriscaldarsi. Certo, di sicuro non è niente in confronto a quello che macinavano blog come Gamberi Fantasy o quello di Zweilawyer nei periodi d’oro; ma considerato il tempo che ci dedico, e il fatto di essermi inserito in una nicchia che scoraggia spam e flame, è un risultato notevole.
E poi, alcuni di questi bot dello spam sono davvero preziosi – poche righe e ti stampano sulla faccia sorrisi che durano per ore. Per cui, questo articolo è dedicato a loro. I migliori bot della mia vita.

What’s up i am kavin, its my first time to commenting anywhere, when i read this paragraph i thought i could also create comment due to this brilliant article.

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Mi piace leggere tapirullanza.wordpress.com e concepire questo sito ha alcune cose veramente utili su di essa!

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Bell’articolo, ma concordo con chi dice… si spera sempre che alla fine vada tutto per il meglio!

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Questo e’ il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realta’ vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si e’ parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

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Nulla contro l’articolo, ma non sono d’accordo con un paio di punti a qualche extenct. Probabilmente sono una minoranza però, lol. Grazie per la condivisione sul tapirullanza.wordpress.com.

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Concludo con una nota. Visto che mi divertivo a segnarmi le chiavi di ricerca più divertenti – e fino a che anche Siobhàn ha gettato la spugna, c’era sempre qualcuno ad aggiornarle sull’home page – qualche genio ha pensato di approfittarne per farmi scrivere roba pianificata a tavolino. Mi riferisco all’autore di questi:

  • tapirullanza duca omosessuale
  • tapirullanza duca frocio
  • tapirullanza duca bastardo
  • tapirullanza duca stronzo gay

Ecco: non sono scemo. Quindi non farlo più.
Please.
Don’t.
LOL.

Conigli su giostra

E visto che siamo in argomento ducale… o_O

A presto!

Arranging the Blocks

Blocco di TetrisIn questi giorni avrei dovuto pubblicare più di un articolo, e naturalmente non ce l’ho fatta. Che dire? La vita, si sa, è come il Tetris, e quando la musichetta accelera non c’è altro da fare che muoversi più in fretta per far incastrare tutti i blocchi. E diciamo che in certi giorni il blog è ingombrante da gestire come i quadratoni 2×2.
I russi, del resto, a sistemare i blocchi ormai sono abituati:


Ringrazio il buon Gimmelli per questa roba strana.

Ma che importa? Anche quest’anno è giunto il Primo Maggio! Puntuale come – uhm, come il mese di Maggio.
E mentre vado a sventolare come un mongolo bandiere scritte in una lingua che non capisco, vi lascio con qualche importante promessa per l’avvenire. Ecco gli articoli a cui sto lavorando in parallelo e che usciranno a partire dalla prossima settimana (avrebbero già dovuto cominciare durante questa, ma tant’è):

– Tre Consigli del Lunedì; nella fattispecie un’ucronia filosofica dalle tinte fantasy, un cyberpunk insolito e un horror puzzolente di cui già da tempo avevo promesso di parlare.
– Un articolo di Saggistica psicologica stramegablliximo con cui mi piacerebbe aprire un nuovo filone nel blog.
– Una Bonus Track diaristico-settecentesca, e forse una seconda Bonus Track di ambientazione ottocentesca (ma scritto ai giorni nostri). E no, non è una roba steampunk.

Più a lungo termine, invece, un articolo sull’ingegneria spaziale e un altro di argomento crociato. E forse uno su Marinetti (sì, quello lì). In più, visto che alcune persone me lo chiedono, potrei scrivere qualche intervento dedicato appositamente alla Literary Fiction, e a libri Literary che mi sono piaciuti nonostante la loro anti-immersività (ne avrei in mente due o tre…). E c’è sempre quel sondaggio sul romanzo di Dick, dall’esito un po’ incerto.
Ma di queste cose avremo modo di parlare ancora; era solo per farvi venire un po’ di curiosità. Buon Primo Maggio! ^-^

Communism it's a party

Un anno di Tapirullanza

The cake is a lieEsattamente 366 giorni or sono, Tapirullanza apriva i suoi battenti al mondo. Meglio sarebbe stato se questo compleanno fosse capitato in un periodo più vivace nella vita del blog, dato che – ahimé – non mi faccio sentire da quasi tre settimane; ma una fetta di torta me la taglio lo stesso.
Nel mio primo post, annunciavo di voler creare una vetrina in cui ospitare, una volta alla settimana, libri di narrativa fantastica degni di essere letti. Libri curiosi, strani, originali, magari anche molto imperfetti ma con un quid che era solo loro. Tempo di bilanci: ci sono riuscito? Sì? No?

Per cominciare, facciamoci una piccola indigestione di numeri. In un anno, Tapirullanza ha ampiamente superato le 100.000 visite – il che non è male. A dirla tutta, le visite avevano già superato le 70.000 tra Maggio e Giugno, nel periodo di picco (a quei tempi facevo +400 visite al giorno!); e se fossi riuscito a mantenere anche in questi ultimi mesi lo stesso ritmo di postaggio, probabilmente a quest’ora viaggerei anche sulle 120.000 – 130.000 visite totali.
Purtroppo la Realtà, questa roba tutta unta e appiccicosa, mi ha strappato ai miei passatempi e il mio tempo libero è andato giù per lo sciacquone. Avrei potuto fare come tanti altri, e mantenere una cadenza dignitosa con post più brevi, meno impegnativi, magari spezzati in più parti. Mi sono rifiutato. Come ho detto fin dalla nascita di Tapirullanza, per me questo blog è un museo, un archivio di informazioni sempre disponibili. Non sono interessato a post che ha senso leggere soltanto oggi o domani o tra una settimana; certo, qualche articolo minchione per spezzare ogni tanto ci sta, ma non devono diventare la norma. Ho sempre cercato di evitare di parlare di attualità; non è per fare il reazionario o perché non mi informi, ma ci sono tanti siti e blog là fuori che fanno questo lavoro meglio di me. Che senso avrebbe ripeterli?

Piramid Head

La mia reazione quando mi propongono di fare un blog più in linea con i “moderni tempi di lettura web”.

Il mio ideale invece era il blog del Duchino. Ancora a distanza di anni da quando sono stati scritti, la gente ancora va a cliccare su articoli come quello sulle performance dell’arco da guerra inglese, quello sui test di penetrazione delle armature, o come la breve introduzione allo Steampunk. Scrivendo quegli articoli, il Duca ha reso un servizio prima agli altri (a tutte quelle persone che avevano bisogno di informazioni dettagliate e non le trovavano), e poi a sé stesso. Non mi sto paragonando a lui. Non ho mai scritto articoli tecnici e dettagliati come i suoi, su nessun argomento. Ma diciamo che Baionette Librarie (accanto a Gamberi Fantasy) è un po’ il mio ideale regolativo, il modello da seguire: articoli solidi, completi (cioè non spezzettati in parti), che durino nel tempo. Che magari qualcuno, fra dieci anni, cerca su Google “The Haunted Vagina” – giustamente indeciso se comprare un libro con un titolo del genere – e capita sulla mia recensione, e si schiarisce un po’ le idee. Ecco: se succederà questo, Tapirullanza avrà raggiunto il suo scopo.
E a proposito di visite: da qui viene la nota più positiva di quest’anno di blogging. Diamo un’occhiata a chi sono i primi cinque referrer:

– Motori di ricerca: 36.661 visite
– Gamberi Fantasy: 2.614 visite
– Zweilawyer: 1.965 visite
– Baionette Librarie: 968 visite
– Facebook: 644 visite

Il dato parla da solo. Il grosso delle visite a Tapirullanza viene dai motori di ricerca; il che significa che – tralasciando i pazzi delle chiavi di ricerca weird e quelli, comunque numerosi, che digitano “Tapirullanza” – un sacco di gente arriva qui senza conoscermi e perché in cerca delle cose di cui io parlo. Questa è la soddisfazione più grande; significa che forse ho fatto il mio lavoro. E difatti, anche nei periodi più “bui” del blog – tipo il greve Ottobre appena trascorso, in cui ho pubblicato solo 3 magri articoli, o lo scorso Aprile – quando nessuno dei miei visitatori abituali si aspettava dell’attività, non sono pressoché mai sceso sotto le 200 visite al giorno.

Companion Cube 1.5

Vediamo inoltre quali siano stati gli articoli più visitati nel corso dell’anno, tralasciando ovviamente l’Home Page:

– Alternative a library.nu: 14.854 visite
– Gli Autopubblicati #05: Deinos: 1758 visite
– Chi sono: 1260 visite
– I Consigli del Lunedì #01: Flatland – A Romance of Many Dimensions: 1202 visite
– E adesso, cosa leggerà il Tapiro?: 1068 visite
– Un tour-de-force di Bizarro Fiction: 959 visite
– Cos’è Tapirullanza: 905 visite
– Consigli del Lunedì: 877 visite
– I Consigli del Lunedì #02: The Sirens of Titan: 772 visite
– Correre ignudi con la fiammea quadriga: 699 visite

Non li commenterò tutti adesso. Diciamo subito che spicca il primo, di cui sono particolarmente orgoglioso. E’ l’articolo oggettivamente più utile, dato che fornisce i link a due dei più grandi archivi gratuiti di libri digitali oggi esistenti – e a Library Genesis in particolare, che in questi ultimi mesi sta spakkando sempre di più – oltre che a consigli su come utilizzare un’altra ottima risorsa, ossia mIRC. Ho sempre cercato di curarlo e tenerlo aggiornato; alcuni mesi fa, per esempio, su segnalazione di un paio di utenti, avevo aggiornato i link ad entrambe le librerie dopo che quelli vecchi avevano cessato di funzionare. Ma in generale, sono piuttosto fiero di tutta la sezione “Risorse”, dato che mi permette di dare una mano pratica agli altri e non soltanto di cianciare; e infatti anche il post “La combo che spakka” se la cava molto bene in classifica, arrivando quattordicesimo.
Com’era prevedibile, tra le voci più visitate ci stanno quelle della barra orizzontale, da “Chi sono” a “Consigli del Lunedì” – il che conferma la vocazione di ‘archivio’ del blog. Che gli unici Consigli in classifica siano i primi due, è merito più che altro di Gamberetta che li aveva linkati fin quasi dalla nascita del blog; molti utenti continuano a trovare comodo raggiungere il blog attraverso quei due link. Comunque, scendendo in classifica oltre la decima posizione trovo un sacco di altri Consigli (nell’ordine, i sei successivi: The Iron Dream, The Haunted Vagina/The Baby Jesus Butt Plug, Tales of the Dying Earth, Childhood’s End, The Zap Gun, A Canticle for Leibowitz), il che mi tranquillizza sul fatto che queste cose alla fin fine interessino.
Sono particolarmente felice di due voci. “Un tour-de-force di Bizarro Fiction”, che è uno degli articoli più completi su un genere ancora poco conosciuto in Italia; spero di aver attirato da queste parti tutti coloro che erano indecisi se comprare o no un libro di Bizarro Fiction. L’articolo è, credo, molto equilibrato, dato che ho lodato alcuni libri e ne ho cazziati altri. L’altro pezzo che mi rende fiero è “Correre ignudi sulla fiammea quadriga”, in cui me la prendevo con quel cazzone di Thomas Mann mostrando come ci siano vagonate e vagonate di scrittori di genere oggettivamente più bravi di lui. Il fatto che Mann sia portato in palmo di mano come uno dei più grandi scrittori nella storia della letteratura mondiale da quelle stesse persone che considerano di ‘serie b’ il fantastico anglosassone, è significativo di quanto nella cultura letteraria ufficiale conti il pregiudizio e quanto poco un’effettiva conoscenza della materia.

Pistola floreale

Quando Carlton Mellick incontra Thomas Mann, Thomas Mann è un uomo morto.

Hai dei rimpianti? E chi non ne ha! Se potessi tornare indietro, non cambieresti qualcosa? Mentirei se dicessi di no. In quest’anno ho imparato molte cose, e sono anche diventato – credo – un miglior giudice. Se mi trovassi a rifare tutto da zero, cambierei qualche Consiglio. Il #11, Last and First Men, sarebbe probabilmente retrocesso a Bonus Track: libro interessante, ma sente troppo il peso del tempo rispetto ai suoi “colleghi”. Discorso simile per il #15, Tales of the Dying Earth, che forse è scritto troppo male ed è troppo disomogeneo per meritare addirittura un Consiglio; anche Changing Planes della LeGuin, il #08, è decisamente sovrastimato come Consiglio, con in più l’aggravante che non ha fatto e non farà mai la storia della narrativa fantastica. Invece sono piuttosto soddisfatto degli ultimi Consigli, benché un paio di volte sia stato cazziato per The Blue World di Vance (non sapete quello che dite!). Siete d’accordo con me?1
Ciò di cui sono più pentito, però, è di aver scritto quell’articolo sull’antologia Deinos. Continuo a pensare che il proposito fosse giusto, ma il risultato è stato perlopiù una vagonata di flame, deliri spalmati su più blog, molta attenzione indesiderata e gente che mi voleva spezzare le gambe. Questo per dire quanto gli scrittori amatoriali siano più ricettivi alle critiche che non i G.L. Per carità, nella settimana successiva al post ho raggiunto il tetto massimo di visite giornaliere – fino a sfiorare le 1000! – ma non mi ha fatto piacere. I commenti di bassa qualità, i flammoni, i trolleggi, sono come una melma che affoga il blog che li ospita. Per questo mi sono ben guardato dall’occuparmi ancora di libri simili; d’ora in poi, la sezione Autopubblicati sarà riservata a libri meritevoli, o a libri migliorabili il cui autore abbia un QI a tre cifre.

Non spenderò altre parole futuro del blog, dato che ho già detto tutto quel che c’era da dire negli scorsi articoli. Le reazioni che ho ricevuto in quest’anno di vita mi hanno confermato che ho preso la direzione giusta, e continuerò a seguirla – semmai cercando di aumentare ancora la qualità degli articoli. Dirò solamente che ho altri due post praticamente pronti – il che significa che non dovrete aspettare altre tre settimane perché qui si muova qualcosa. In particolare, ho preparato un articolo carino che spero divertirà alcuni di voi…
E molti di voi meritano di essere ringraziati. Senza Gamberetta e il Duca, che ho seguito per anni prima di aprire Tapirullanza, questo blog nemmeno sarebbe mai esistito. Gamberetta mi ha restituito la passione per la narrativa fantastica – che in quel del 2009, causa indigestione di brutta narrativa, stava scemando – e mi ha convinto a darmi all’inglese; e poi, in modo del tutto inaspettato, a sole due settimane dall’apertura si è messa attivamente a supportare il blog! E mi ha anche dato una mano ad aggiustare un paio di ebook! Mi intristisce vedere Gamberi Fantasy così abbandonato, ma preferisco immaginarmi Gamberetta impegnata a fare cose più importanti e più divertenti, tipo, chessò, studiare ingegneria aerospaziale al MIT o fare un’internship al CERN. PhD che nel tempo libero scrivono di fantasy e sci-fi: una combinazione non tanto strana negli States.

Gamberetta al lavoro

La vita di Gamberetta quando guardo il mondo attraverso i miei occhiali rosa.

Quanto al Duca, ogni volta che parla di me mi fa arrossare le gote dall’imbarazzo. Ed è una miniera di porno dell’Ottocento raccomandazioni per la corretta educazione di fanciulle e fanciulli in conformità con le leggi della morale naturale, oltre che l’autore del blog più fiko che conosca. E non vedo l’ora che l’Antologia Steampunk da lui curata sia pronta (adesso mi dicono l’inizio dell’anno prossimo…)!
E poi Zweilawyer, che oltre ad essere il mio punto di riferimento per le bibliografie su medioevo e armi bianche mi sta anche contagiando con la sua passione morbosa per Edward Lee e la bizarra Deadite Press; e i miei lettori più affezionati, come quel terrone di Dago, e Giovanni, e Talesdreamer che sta scrivendo una cosa carina carina, e la dolce Tenger, e Mikecas che ormai è sparito, e gli altri. E un bacino a Siobhàn, che praticamente ha messo in piedi questo blog (la grafica è tutta sua) e che continua a darmi una mano e ad assecondare le mie manie.

Vabbé, basta smancerie. Spegniamo le candeline e prendete una fetta ciascuno… Ci sentiamo fra qualche giorno ^-^

The Cake is a Spy!

…ah: domani, proprio come nel giorno del mio primo Consiglio, cade l’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Guardate a est e pensate a me, mentre vi asciugate la palpebra inumidita dalla nostalgia.

(1) In realtà c’è un’altra cosa di cui mi sono pentito e che mi turba profondamente: l’aver proposto quattro Consigli di fila che cominciano con l’articolo ‘The’. Ogni volta che butto un occhio alla colonna di destra mi prende male. Non ci dormo la notte.Torna su