Draghi come pterodattili: una lezione di metodo

PterodattiloIn un articolo vecchio ormai di tre o quattro anni, Gamberetta si lamentava degli ambienti del fantasy italiano – e dei salotti letterari italiani in genere – perché passavano più tempo a porsi quesiti sul valore sociale della narrativa, sui drammi della propria epoca e sul valore simbolico-politico-metallurgico di questo o di quel Grande Scrittore nella Storia della Letteratura (con tutte le maiuscole al posto giusto), invece che discutere della plausibilità di costruire un’intera città nell’occhio di una salamandra gigante.
Ho sempre cercato di attenermi al suo consiglio, ma se sono sempre riuscito a evitare articoli del tipo: “Tolkien: una lettura teocon”, devo ammettere di non essermi mai dato molto da fare con le salamandre. Oggi farò parziale ammenda.

Parlando di fantasy tradizionale, una delle domande che su blog e forum tende a riemergere periodicamente è: “Come figa fanno a volare i draghi?”. La massa di un drago, infatti, sarebbe troppo grande perché le sue ali possano sollevarlo da terra e farlo schizzare in cielo come D&D ci ha abituati. Peggio ancora se al drago aggiungiamo la massa del cavaliere (rigorosamente in armatura milanese e lancia in resta) che gli salta in groppa.
In queste discussioni, generalmente si creano tre fazioni. Quelli che dicono: “I draghi sono un assurdo fisico, bisogna espungerli o quantomeno avere la compiacenza di togliergli le ali o renderle inutili al volo, come per le galline”; quelli che dicono: “Magari se facciamo le ossa del drago sufficientemente cave, riduciamo la massa del drago e ingrandiamo le ali in proporzione al resto del corpo, riusciamo a creare un drago plausibile”; e quelli che dicono: “Nn spakkarmi la minkia, qst è fntasy mica scienza!”, o, nella variante meno ritardata: “Non è necessario che il drago debba essere scientificamente coerente per scrivere una bella storia coi draghi volanti”.
Ora – alcuni dei miei lettori abituali forse lo troveranno strano, ma non sono in completo disaccordo con la terza corrente di pensiero. Mi spiego. La narrativa, come giustamente dice il Duca, è una forma di Retorica, e uno dei suoi obiettivi – specialmente se stiamo parlando di narrativa fantastica – è la sospensione dell’incredulità, ossia quello stato in cui il lettore è così assorbito dalla vicenda che non ne questiona la validità e si diverte. Non importa come la sospensione dell’incredulità sia raggiunta, purché sia raggiunta.

Armatura milanese

Una comoda e pratica armatura alla milanese. Il drago ringrazia.

Questo significa che nella mia storia posso mettere cose implausibili come draghi volanti che trasportano cavalieri in armatura completa, se riesco a fare in modo che il lettore non se ne accorga o che comunque lo accetti spontaneamente. Ho letto un libro di Mellick – di cui probabilmente parlerò prima della pausa estiva – in cui a un uomo è stata fatta un’operazione chirurgica che ha trasformato la sua faccia in un enorme hamburger con gli occhi a palla; non solo, ma nella sua nuova faccia hanno messo così tanti conservanti che quest’uomo ha superato i cent’anni ed è ancora in forma smagliante. Tutto questo è semplicemente ridicolo; tuttavia, la vicenda è inserita in una storia così internamente coerente, così divertente e dal ritmo così serrato che la si accetta senza troppi problemi.
Inoltre, possiamo prenderci una certa libertà quando si tratta di elementi marginali della storia. Se la cavalleria di draghi volanti è al centro della mia storia e non sono riuscito a rendere plausibili questi draghi, allora ho un problema; ma se la storia parla d’altro e a un certo punto appare un contingente di cavalieri a cavallo di drago volante, potrebbe essere ok.

Tuttavia, la soluzione della plausibilità scientifica rimane la strada migliore, quando è praticabile. Se sono sicuro di ciò che sto scrivendo, generalmente riuscirò a scriverlo meglio, e a trasmettere questa sicurezza anche al lettore. Se so esattamente come funziona il mio drago, probabilmente riuscirò a mostrarlo meglio. E se la mia soluzione è particolarmente furba e/o originale, mi distinguerò dagli altri scrittori che si sono occupati di draghi volanti.
E’ per questo che, quando per caso mi imbatto in un sito o un blog che si occupa di argomenti accademici, me lo salvo da qualche parte e lo tengo d’occhio. Non avrei mai il tempo di occuparmi della fisica dei draghi, ma se c’è qualcun’altro che lo fa al posto mio, be’, cambia tutto!
Qualche settimana fa ho accennato al blog The Palaeobabbler. Ebbene, navigando in modo del tutto casuale tra gli articoli del blog, mi sono imbattuto in un fatto di cui non ero a conoscenza. Pare che da lungo tempo i paleontologi si interroghino e si pikkino su una questione molto simile a quella sulla possibilità che i draghi volino, con la differenza che riguarda un animale realmente esistito.
E la domanda è: ma come cazzo facevano gli pterodattili a volare?

Dannato pterodattilo

Ma soprattutto, come diavolo facevano a sollevare automobili?

Molte famiglie di pterosauri erano veramente enormi, arrivando a raggiungere la stazza di giraffe. Molti scienziati hanno quindi messo in dubbio che gli pterosauri potessero volare – ossia che riuscissero a darsi la spinta necessaria da staccarsi da terra, e che poi riuscissero a sostenersi in volo.
Cito testualmente il Palaeobabbler:

Put simply, the problem is as follows: pterosaurs appear to have not had strong enough legs to launch themselves into the air as birds do. This might not seem like a problem if you imagine the huge beasts diving off of cliffs and catching the air like a paraglider might, however, the larger pterosaurs are most abundant in flat, terrestrial environments, even preying on small dinosaurs. Without the use of powerful leg muscles, or cliffs to sail off, how on Earth did they launch themselves?

Ed ora, ecco una possibile risposta:


Lo pterodattilo spicca il volo!

It turns out they very well might have used their incredibly strong flight muscles in their arms to do the job, using some acrobatics which to us might seem insane, yet are the same sort of movement used by some vampire bats.

Se l’argomento è riuscito a catturare la vostra attenzione, ecco l’articolo del blog da cui ho tratto questa ipotesi . Oltre a una serie di link alle fonti del blogger, c’è anche un breve video che mostra il modo in cui uno di questi pipistrelli vampiro acquista velocita’ per spiccare il volo. Immagino che tutti coloro che hanno partecipato a Deinos saranno entusiasti all’idea di approfondire questo problema paleontologico.

Per quanto mi riguarda, voglio aggiungere due note.
Primo: se la soluzione funziona con gli pterodattili, potrebbe funzionare anche per i draghi. Why not? Non risolve il problema di come possano portarsi in groppa 100 e passa chili di carne e ferraglia, ma almeno rende plausibile il fatto che possano spiccare il volo e volteggiare nell’aere. E poi, un drago che prende la rincorsa a quel modo certo dev’essere una bella vista – mostrarlo in una scena potrebbe farvi guadagnare qualche punto.
Secondo: perchè i paleontologi arrivassero a questa ipotesi c’è voluta un’escursione nel campo della zoologia! Questa è l’ennesima dimostrazione dell’importanza di non limitare il proprio campo di studi a una sola specializzazione. In particolare uno scrittore, se vuole essere bravo a mostrare e se non vuole rimanere a corto di idee, dovrebbe cercare di farsi un minimo di cultura in quante più discipline possibili. Una delle ragioni per cui a molti di voi piace Stephen King, è perchè quando parla dell’effetto di un proiettile che ti si infila nella rotula, quando descrive una frattura esposta, o quando fa muovere gli uomini di un reparto speciale dell’esercito, sembra sapere di cosa sta parlando – benchè King non sia nè un medico, nè un militare1.
Diventare esperti di tutto ovviamente è impossibile; ma il mio consiglio è di tenere gli occhi aperti, e ogni volta che vi imbattete in un sito o un blog o un qualcosa di potenzialmente utile, salvatevelo da qualche parte. Chissà che non possa tornarvi utile.

Pene a forma di drago

E in definitiva, suonerò un po’ naif, ma a me i draghi sono sempre piaciuti.

***

Quanto a Ray Bradbury, voglio lasciargli anch’io un commiato, anche se un po’ tardivo.
E come ho già detto in un commento, a me piace ricordarlo così:

(1) La gestione delle ferite è sempre una delle cose che mi ha dato più problemi, e in generale può essere una vera scopa in culo per lo scrittore non esperto di medicina. David Page ci è venuto in aiuto con il manuale Body Trauma: A Writer’s Guide to Wounds and Injuries.
Il manuale avrebbe potuto essere organizzato meglio, ma rimane una buona fonte di informazioni quando abbiamo l’urgenza di gambizzare il nostro protagonista.Torna su

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35 risposte a “Draghi come pterodattili: una lezione di metodo

  1. nonmichiamoplotino

    Caro Tapiroulant,
    ti seguo da un poco, non ho mai avuto l’occasione per scrivere due parole sul tuo blog. Devo ringraziarti per questo post – se non altro per avermi fatto scoprire il manuale di David Page, una lettura che cercavo da tempo!

    Su draghi-pterodattili: ho sempre letto di draghi senza chiedermi molto come volassero. Forse l’idea del drago è già passata tra i lettori e ha creato una sensazione, seppur pregiudizievole, di realtà; così come non ci si chiede più di fronte all’ennesimo romanzo gotico perché i vampiri si brucino/brillino alla luce del sole. Un peccato, invero, che si presti più attenzione all’insieme delle leggende su una data figura e non si dia un poco di peso anche alla coerenza logica (o scientifica). Lo terrò a mente: grazie!

    Sull’argomento in generale: credo di aver riletto il discorso di Herbert del ’64 almeno una ventina di volte negli ultimi sei mesi. E’ impressionante osservare come lui abbia creato certi aspetti di Dune attraverso informazioni scientifiche e notizie curiose, benché non raggiunga talvolta l’oggettività scientifica. Mi spiego: afferma che gli uccelli su Arrakis si nutrono di sangue per spiegare come sono riusciti a sopravvivere, eppure non spiega se sia possibile a livello biologico che esseri come gli uccelli sopravvivano con sangue. Forse ha letto qualche notizia curiosa e ha ampliato l’idea? Non saprei. Rimane tutto allucinante e interessante – in senso buono.

    [Plotino]

  2. Fico!
    L’articolo spakka (non quanto Zodd, ovvio, ma quasi 🙂 ), e mi ricorda stranamente una discussione iperretard nata taaanto tempo fa su un articolo di Zwei

  3. Ah, ma allora lo sapevo già come decollavano gli pterodattili! Avevo letto qualcosa da qualche parte. Pensavo che la questione fosse come facevano a restare in volo.
    Devo decidermi a dedicare qualche ora al paleobabbler, ma non sono mai a casa -.- Avrei anche in mente un sacco di articoli carini per il mio blog dinosaurico perchè ho sentito una conferenza fantastica.
    Comunque concordo sulla sospensione dell’incredulità, secondo me se la storia fila puoi accettare anche cose che non è ben chiaro come funzionano o anche che è chiaro che nel nostro mondo non funzionerebbero. I fissati del realismo dopo un po’mi annoiano.
    Ma io ho un’ipotesi anche migliore sui draghi: non solo hanno le ossa cave e poca massa, ma la loro digestione produce elio il che spiega sia il volo sia i rutti incendiari. Non spiega però le vocione tonanti XD

  4. “I draghi sono un assurdo fisico, bisogna espungerli o quantomeno avere la compiacenza di togliergli le ali o renderle inutili al volo, come per le galline”
    …. Si tratta sicuramente di ingegneri…

    Comunque grazie dello spunto interessante, anche se…
    “Nn spakkarmi la minkia, qst è fntasy mica scienza!” xD

  5. Tapiro, mi sorprendi! Possibile che tu non conosca questo?

    http://en.wikipedia.org/wiki/The_Last_Dragon_%282004_TV_series%29

    Tra l’altro, lo trovi tutto sul tubo ^_^

    Ma io ho un’ipotesi anche migliore sui draghi: non solo hanno le ossa cave e poca massa, ma la loro digestione produce elio il che spiega sia il volo sia i rutti incendiari.

    Avevo sollevato questa e altre questioni un paio di anni fa a un nutrito gruppo di nerdoni ingegnieri, proprio partendo dalle posizioni sostenute nel fantadocumentario di cui sopra. Qui il dibattito per chi fosse interessato:

    http://forum.tgmonline.it/showthread.php?204417-Draghi-perch%E8-no

  6. @ Nonmichiamoplotino
    ehr… potresti agevolare lin al discorso di Herbert (che dettoperinciso, per me è nella Sacra Triade Capitolina assieme a Gibson e Turtledove) peffavore?
    Pliz
    O-O

  7. @NonPlotino:

    ti seguo da un poco, non ho mai avuto l’occasione per scrivere due parole sul tuo blog. Devo ringraziarti per questo post – se non altro per avermi fatto scoprire il manuale di David Page, una lettura che cercavo da tempo!

    Lieto del delurking ^_^
    Dune purtroppo non l’ho ancora letto, ma lo farò sicuramente in futuro. Se davvero ha costruito la sua ambientazione con la cura che dici, di certo la cosa depone a suo favore.

    @Anacroma:

    L’articolo spakka (non quanto Zodd, ovvio, ma quasi ), e mi ricorda stranamente una discussione iperretard nata taaanto tempo fa su un articolo di Zwei

    Ottimo link. Ricordavo quella discussione deliziosamente retard, ma ne avevo perso le tracce. Magari la aggiungerò in coda all’articolo.

    Certo, questo non mi fa dimenticare le cose che hai scritto qui e piu’ sotto, ma forse soffri di sdoppiamento della personalita’.

    @Coniglietto:

    Avrei anche in mente un sacco di articoli carini per il mio blog dinosaurico perchè ho sentito una conferenza fantastica.

    Si’ infatti, muoviti ^-^
    Anelo nuove informazioni sulla preistoria, e sono contento di averti fatto tornare un po’ la voglia di riprendere le redini del tuo blog.

    @Dago:

    Tapiro, mi sorprendi! Possibile che tu non conosca questo?

    Ne avevo sentito parlare, ma il mio cervello deve aver rimosso l’informazione. Appena ho tempo me lo guardo volentieri, grazie.

  8. Quel libro sulle ferite è MERAVIGLIOSO. *__*
    È da anni che interpreto un medicastro in un gioco di ruolo, e ogni volta che devo descrivere procedure mediche trovare le fonti giuste per buttar giù qualcosa di vagamente plausibile è un piccolo dramma. Grazie mille per la segnalazione.

    Parlando di draghi, comunque, ho sempre pensato che un’aura di coolness intrinseca li avvolgesse, consentendo loro di sconfiggere la forza di gravità. Insomma, opzione tre.

  9. Tapiro sono ufficialmente una tua fan! Ciò le lacrime agli occhi! Mi hai fatto venire in mente forse il primo momento di vero sense of wonder che abbia mai avuto. Da bambina guardai Fossili: rocce magiche di David Attenborough e rimasi incantata. Ho digitalizzato la vecchia registrazione in videocassetta e ancora oggi mi fa venire la pelle d’oca, lo conosco praticamente a memoria, la versione italiana perlomeno :). La sigla da bambina mi faceva paura, per via della musica soprattutto, ma non potevo smettere di guardare, mi faceva scattare la scintilla dell’immaginazione. Oggi l’adoro, la guarderei e riguarderei a ripetizione.

    Il ducumentario tocca anche il problema del volo dello Pterosauro o meglio, di un particolare genere di pterosauro, il Quetzalcoatlus, che come aggravante alle dimensioni aveva anche il fatto di non avere la coda. Non spiega come facesse a prendere il volo, ma solo che poteva volare. La parte sul Quetzalcoatlus inizia al minuto 30. A 36,30 quando lo pterosauro prende il volo, e non ditemi che non è sense of wonder



    Non sono sicura che gli pterosauri facessero qua qua…

  10. nonmichiamoplotino

    @Tapiroulant: se, come ho capito, delurking è uscire dall’anonimato e commentare, preferisco dire qualcosa solo quando potrebbe interessare a qualcuno – purtroppo, o per fortuna, molti libri che recensisci non li ho letti, magari ne leggerò qualcuno quando avrò occasione di passare dal mio rigattiere di fiducia.

    Dune it’s all about world building.
    Herbert non scrive male, crea una storia forte e ben solida e credo che l’unico difetto che possa trovargli è lo stile di narrazione. E’ a metà tra l’onnipresenza e la narrazione seguendo le idee di un personaggio. Comunque, fila via liscio come l’olio e quel discorso del ’64 è forse uno dei motivi più validi per cui ho iniziato a scrivere. Avere una persona che ti snocciola strumenti di creazione: perdiana, è ciò che fa per me!

    @Anacroma: chi è lin?! Comunque il metodo più semplice per agevolare qualcuno alla lettura di Herbert è: (1) prendi un’occasione particolare più vicina possibile ad oggi, (2) compra Dune, (3) regalaglielo. La lettura di Dune ripaga di qualsiasi spiegazione/agevolazione. E’ quel tipo di autore, credo, che anche se parti col pregiudizio non puoi negargli dei punti di forza.

    [Plotino]

  11. Tapiro:

    1) “alcuni dei miei lettori abituali forse lo troveranno strano, ma non sono in completo disaccordo con la terza corrente di pensiero”

    Eh no, dipende dal tipo di racconto: se usi i draghi in una storia di fantascienza o una ucronia storica sono anche io della tua idea, i draghi devono essere scientificamente plausibili.
    Se parliamo invece di un racconto mitico-mitologico assolutamente no! non c’è bisogno di spiegare scientificamente il genio della lampada di Aladino nè come sputa fuoco un drago nè come vola,
    e non minaccia assolutamente la sospensione d’incredulità IMO, anzi sarebbe terribile che uno scrittore si mettesse a pasticciare con spiegazioni pseudo scientifiche!

    2)”La narrativa, come giustamente dice il Duca, è una forma di Retorica”

    Non dimostrato. 🙂

  12. @ Tapiro: no, nessuno sdoppiamento. Non credo di aver mai fatto mistero di non apprezzare G.F. (e tantomeno il blog del Duca).
    Il tuo comparire nella lista è relativo alla Tua posizione sulle “regole auree del bello skrivere ke ogni skrittore konsapevole dovrebbe konoscere” (rimembri la discussione – flame sullo sciodontell avvenuta su Zweilawyer?). La tua posizione in merito alla querelle è nota. La mia, grazie al link in questione, anche.
    Tanto premesso apprezzo il tuo blog , che seguo quasi costantemente, e le tue segnalazioni, che mi hanno offerto spunti preziosi e suggerito letture che magari non avrei mai preso in mano (Help, a bear is eating me o The haunted Vagina). Mi piace l’idea di fondo, che esprime il tuo blog di segnalare letture che ti sono piaciute , e di spiegare il perché.
    Strano? Sdoppiamento della personalità? Non credo. Semplicemente, prendo cum grano salis le parti in cui disserti di pov ondivago e di scidontell, e mi leggo con grande interesse il resto.
    Se poi l’articolo (secondo me) merita particolarmente, come questo, te lo dico.
    Se una cosa non mi piace (vedi adesempio la “tabellina riassuntiva” che metti a fondo articolo) pure.

    In conclusione, riguardo agli altri miei commenti successivi, posso dirti che (almeno nelle mie intenzioni) tu non sei citato, nemmeno indirettamente (o meglio, non era mia intenzione di citarti – il mio rant riguardava G.F. e l’esimio M.C.).

    Spero con questo di aver chiarito la mia posizione. E, se nell’esprimere le mie posizioni (in maniera, lo ammetto, infantile e polemica) ti ho offeso o colpito in prima persona, mi spiace e me ne scuso.

  13. @Tales:

    Quel libro sulle ferite è MERAVIGLIOSO. *__*

    Infatti avevo la tentazione di dedicarci un articolo intero.
    Magari in futuro.

    @fraflabellina:

    Da bambina guardai Fossili: rocce magiche di David Attenborough e rimasi incantata.

    Sir David Attenborough è il Piero Angela britannico. Non puo’ non piacere.

    @NonPlotino:

    se, come ho capito, delurking è uscire dall’anonimato e commentare, preferisco dire qualcosa solo quando potrebbe interessare a qualcuno

    Sì sì, fai bene.

    @Dunseny:

    Se parliamo invece di un racconto mitico-mitologico assolutamente no! non c’è bisogno di spiegare scientificamente il genio della lampada di Aladino nè come sputa fuoco un drago nè come vola,
    e non minaccia assolutamente la sospensione d’incredulità

    Non hai capito quello che ho scritto nell’articolo.
    Nemmeno io ho detto che una spiegazione scientificamente plausibile sia indispensabile per la sospensione dell’incredulità (anzi, proprio il contrario). Ho detto che spesso guardare alle spiegazioni (o alle ipotesi) scientifiche può aiutare a mostrare meglio e quindi a creare storie piu’ vivide, originali e coinvolgenti.
    Nulla mi impedisce di prendere ispirazione dallo pterodattilo e scrivere un racconto “mitologico” in cui un drago spicca il volo in quel modo. Anzi, tanto di guadagnato se faccio una deviazione intelligente dal drago tipico.

    Non dimostrato.

    Che la narrativa sia una forma di retorica è implicito nella sua definizione. In termini kantiani: è una verita’ analitica, non sintetica.
    E ora muori.

    @Anacroma: Be’, tra le altre cose sono uno di quelli che ha tentato di far inserire Assault Fairies su Anobii. A onor di cronaca, ho cercato di fare lo stesso coi libri di Girola che ho letto.
    La politica anobiana di rifiutare libri senza IBSN è demenziale. Lo scopo di Anobii dovrebbe essere “parlate dei libri che avete letto, scambiate informazioni sui libri”, e non mi risulta che un libro per poter essere letto necessiti di un IBSN o della Santificazione da parte di una Casa Editrice Riconosciuta. Se leggo un autopubblicato perchè dovrebbe essermi negata la possibilita’ di metterlo in mostra accanto agli altri libri? Nonsense.

    Scuse accettate (per quanto riguarda le cose rivolte a me ovviamente).
    Ma fossi in te starei alla larga da quel kurdt. E’ un rifiuto umano e a leggere il suo blog si diventa piu’ stupidi (testato clinicamente).

  14. @Tapiro:
    “Ho detto che spesso guardare alle spiegazioni (o alle ipotesi) scientifiche può aiutare a mostrare meglio e quindi a creare storie piu’ vivide, originali e coinvolgenti”

    e io ho detto che condivido ma solo per certe storie (SciFi e ucronie) mentre per altre le spiegazioni nerd sono inutili o dannose.

    “Questo significa che nella mia storia posso mettere cose implausibili come draghi volanti che trasportano cavalieri in armatura completa, se riesco a fare in modo che il lettore non se ne accorga o che comunque lo accetti spontaneamente”

    ripeto: se il racconto è mitico-mitologico è “spontaneamente accettabile”.

    “Tuttavia, la soluzione della plausibilità scientifica rimane la strada migliore, quando è praticabile.”

    questo lo dici tu ^__^

    “Che la narrativa sia una forma di retorica è implicito nella sua definizione. In termini kantiani: è una verita’ analitica, non sintetica.”

    Dovresti sapere che lo scopo e le funzioni stesse della retorica e della narrativa non sono necessariamente li stessi… glisso e ti lascio andare a giocare con i coniglietti del Duca 🙂

    “E ora muori.”
    ok, tanto domenica risorgerò

  15. @ Tapiro: lieto di esserci chiariti.
    (segue scambio di virili pacche sulle spalle e stretta di mano Komunista, con questo sottofondo) 🙂

    Per quanto riguarda gli altri soggetti, ad onor del vero mi sono scusato (nella stessa sede) anche con loro.

    fossi in te starei alla larga da quel kurdt. E’ un rifiuto umano e a leggere il suo blog si diventa piu’ stupidi (testato clinicamente)

    Va bene, ne terrò conto 😉 Anche se, nelle prossime settimane teoricamente non avrò molto tempo da dedicare ai blog di chichessia 🙂

  16. Tapiro, ti spernacchio con grande forza e rutto abbondantemente.

    Puppa! Ahahahahahahahaha

  17. Fico la storia dei draghi eh, ma voglio fare un appunto su due ultimi commenti, Kurdt lo conosco, è una brava persona, irriverente e graffiante nei suoi commenti o post se deve criticare qualcuno o qualcosa e capisco bene che siccome non avete gli stessi gusti o le stesse idee ci si possa battibeccare su. Puoi dirgli che scrive male, che non ti piacciono i suoi contenuti, che sia limitato di idee leggendo il blog e gli argomenti che tratta, ma non dargli del rifiuto umano perché non hai minimamente idea di che razza di persona splendida e rara sia, ché, ti posso assicurare a trovarne di gente così ci metterei la firma tutta la vita. Umanamente parlando eh, non per il blog o le cazzate che scrive è normale non condividere certe cose e farsi le scaramucce e i monelli ma non accetto che una persona qualsiasi venga offesa in sé come individuo quando state ovviamente parlando di cose virtuali di blog e gusti letterari ecc. Insomma è come se io ti dicessi: “fai cagare a scrivere” e tu: “sei la persona più merdosa al mondo.” Fottiti, io ti ho fatto una critica, stronza lo ammetto su come scrivi ma mai mi sognerei di dire che sei una merda di persona, forse lo sei più probabilmente no ma che cazzo me ne frega, mi limito in base a ciò che leggo e ti sminchio su questo ambito. Detto questo ciao!

  18. Non fate caso al commento di sopra e continuate pure ad insultarmi come più preferite, adoro quando ai criceti s’arruffa il pelo.

  19. Tapiro, omai fra il tuo blog e quello di beppe grillo è una gara a chi attira più sbroccati…

  20. Puoi dirgli che scrive male, che non ti piacciono i suoi contenuti, che sia limitato di idee leggendo il blog e gli argomenti che tratta, ma non dargli del rifiuto umano perché non hai minimamente idea di che razza di persona splendida e rara sia

    Non me la sto prendendo con la persona fisica, che non conosco e voglio continuare a non conoscere, ma con “kurdt”, la sua identità virtuale, ossia quella che scrive sul suo blog (e purtroppo ora anche qui). Sarà anche una persona splendida, ma non è colpa mia se quando si mette alla tastiera subisce una metamorfosi e diventa il fratello stupido del protagonista di Fiori per Algernon.

    Per inciso, i suoi interventi qui non è che abbiano giovato molto alla sua immagine.

    Tapiro, omai fra il tuo blog e quello di beppe grillo è una gara a chi attira più sbroccati…

    Mah, esagerato.
    Non è nulla di paragonabile a quello che succede quasi quotidianamente sui Gamberi, e da me non c’è neppure un equivalente di quel tizio che da Zwei si firma ogni volta con nomi diversi e scrive sempre roba come “Duca succhiami il cazzo ti odiano tutti”.

  21. Io mi chiedo come una buone parte di voi aberri la verosimiglianza scientifica. Questo, a parer mio, fa il paio con quei coglioni che scrivono solenni stronzate con una trama piena di falle e si giustificano dicendo “ma sì, ma dai, è fantasy”. Puttanate! Inoltre, per massimizzare il sense of wonder, non sarebbe male sfruttare, anche in un romanzo fantasy, quel che viene offerto dallo steampunk e dalla xenofiction; pertanto un bel po’ di verosimiglianza, visto che vangono trattati anche argomenti fantascientifici, non guasterebbe!

  22. Senti, questo sarà l’ultimo commento che scriverò su questo blog. Per inciso, ho scritto il precedente solo perchè mi hai linkato qui, altrimenti chitessincula.

    Ora, intanto non ho mai scritto un cazzo di niente su di te, ho scritto una recensione di un romanzo disgustoso scritto da Gamberetta, ora se questo ha fatto bruciare il culo a tutti voi, branco di criceti, bene, ci godo, mi dimostra che razza di gente siate.

    Ah, dimenticavo.

    Vaffanculo.

  23. >blockquote>Io mi chiedo come una buone parte di voi aberri la verosimiglianza scientifica. Questo, a parer mio, fa il paio con quei coglioni che scrivono solenni stronzate con una trama piena di falle e si giustificano dicendo “ma sì, ma dai, è fantasy”.

    Beh, considera che il link da me postato sulle implicazioni chimico-biologiche di un lucertolone alato non lo ha cagato nessuno. Sospetto dipenda dal fatto che questo blog è frequentato all’80% da umanisti 😛

  24. Io mi chiedo come una buone parte di voi aberri la verosimiglianza scientifica.

    considera che il link da me postato sulle implicazioni chimico-biologiche di un lucertolone alato non lo ha cagato nessuno. Sospetto dipenda dal fatto che questo blog è frequentato all’80% da umanisti

    Odio gli umanisti –‘
    (e dire che teoricamente dovrei essere uno di loro.)

  25. teoricamente dovrei essere uno di loro
    La Tua adesione alla superiore ideologia dell’Illuminazione delle masse, e lo sforzo profuso per la liberazione del proletariato dalla schaivitù capitalistica ti pone al di sopra di siffatte classificazioni superate e borghesi, compagno 🙂

    Invece, per aprire un piccolo OT, di che ti occupi, Tapiro, ora che hai ottenuto l’agognato pezzo di carta?

  26. @Anormalman

    Non mi risulta che qui qualcuno aborra qualcosa. La posizione più contraria all’approccio scientifico è quella di dunseny, ed è in ogni caso relativa a specifici contesti tematici interni alla narrativa fantastica. Il che discende, coerentemente, dall’atteggiamento “relativista” che lui ha sempre mostrato verso l’applicazione delle regole stilistiche, a partire dalla supremazia dello show sul tell.
    Come tuttavia ha già fatto notare Tapiroulant, dubitare che il ricorso alla verosimiglianza scientifica sia sempre più efficace di altre soluzioni o comunque maggiormente desiderabile non mina la premessa alla base dell’articolo: ai fini della tenuta della suspension of disbelief la scientificità non è strettamente necessaria. Cosa che può talvolta trarre d’impaccio lo scrittore, che sarebbe altrimenti costretto a effettuare per ogni elemento della propria storia, anche il più marginale, approfonditi studi in ambiti magari estremamente tecnici e poco dibattuti perfino a livello di forum o blog, come invece la fisiologia dei draghi.
    Questo non autorizza certo lo scrittore a essere indolente e approssimativo, perchè richiede che questi si sbatta lo stesso (e non poco) a rendere ciò che scrive plausibile al lettore anche qualora non fosse del tutto scientificamente corretto, condizione in genere ottimale.
    E’ appunto il rispetto per il lettore che, secondo me, opera la sostanziale differenza tra questo comportamento e quello riconducibile al mantra retard ‘massì ke kazzo t ne frega, tnt è fentasi’. Qui il concetto di suspension of disbelief è indebitamente dilatato al punto da legittimare ogni stronzata per il fatto stesso che si tratta di narrativa di genere, come se questo possa far chiudere un occhio sul fatto che la coerenza interna alla storia venga impunemente sodomizzata con la sabbia più e più volte.

    @Tapiroulant

    Odio gli umanisti –’
    (e dire che teoricamente dovrei essere uno di loro.)

    Amen XD.
    Se non altro ho l’impressione che i fulgidi cultori dello ius non raccolgano particolarmente le tue simpatie. Nel qual caso, da insider, non potrei decisamente biasimarti ^^”.

  27. di che ti occupi, Tapiro, ora che hai ottenuto l’agognato pezzo di carta?

    buaaaaahahahaha x°D

  28. @Null: si dice “aborri” e non “aborra”. Questo sì che stupra la lingua italiana.

    • Non direi proprio.
      Ah, già che ci sono ti ricorderei anche che aberrare e aborrire sono verbi differenti (“Io mi chiedo come una buone parte di voi aberri la verosimiglianza scientifica” cit.). E il primo è pure intransitivo.

  29. @Null:

    Se non altro ho l’impressione che i fulgidi cultori dello ius non raccolgano particolarmente le tue simpatie. Nel qual caso, da insider, non potrei decisamente biasimarti ^^”

    In realtà conosco abbastanza avvocati o aspiranti tali da provare più compassione che sdegno nei loro confronti. Sono tutti o quasi gente che dopo anni e anni di smaronamento e di compromessi cerca di ritagliarsi un piccolo spazio in quella piscina di squali che è il loro ambiente.
    Non si può non trovarli simpatici ^-^

    @Anacroma:

    Invece, per aprire un piccolo OT, di che ti occupi, Tapiro, ora che hai ottenuto l’agognato pezzo di carta?

    Facciamo che ti rispondo in privato così il piccolo OT lo chiudiamo subito ^-^

    @Dago:

    buaaaaahahahaha x°D

    Ma no, sai. L’ho fatto per il tasso di sfida, perché mi piacciono le sfide, no, e poi perché mi piace la materia, e insomma mi sto divertendo, e poi me ne voglio andare all’estero, no? O qualcosa del genere.

  30. Ma no, sai. L’ho fatto per il tasso di sfida, perché mi piacciono le sfide, no, e poi perché mi piace la materia, e insomma mi sto divertendo, e poi me ne voglio andare all’estero, no? O qualcosa del genere.

    colgo una sottilissima ironia 😛
    basta ot v.v

  31. Ma quel satanasso con un drago al posto del pene da dove viene?
    Un cartone giapponese?

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