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Trittico per niubbi sul mondo feudale europeo

Battaglia di San RomanoCirca un anno e mezzo fa, complici alcune letture e una tutto sommato bella esperienza con i beceri Forgotten Realms, mi prese un’insana passione per una cosa che fino ad allora non mi aveva granché incuriosito: il medioevo e il rinascimento europeo. Volevo sia leggerne, che scriverne.
E’ così che ho cominciato, metodicamente, a leggere una serie di saggi sull’argomento.

In questo articolo, vorrei trasmettere qualcosa dell’esperienza che ho maturato in un anno e mezzo di letture sul Medioevo europeo. Un articolo per niubbi.
Non è facile cominciare a studiare un argomento che non si conosce per niente; per questo ho pensato di consigliare alcuni libri che mi hanno aiutato a darmi una prima immagine della società medievale. Ho scelto un argomento circoscritto, ossia il mondo feudale dei signori, delle curtes, dei cavalieri, lasciando da parte il mondo cittadino e borghese, a cui magari dedicherò un altro articolo in futuro.
Persone ben più esperte di me – nella fattispecie il Duca e Zwei – hanno steso delle pagine di bibliografia minima sul Medioevo, pagine a cui io stesso ho attinto. Se non l’avete già fatto, dateci un’occhiata:

La pagina del Duca è dedicata ai niubbi come la mia, mentre la bibliografia di Zwei è più ad ampio spettro, e più specialistica (oltre che in inglese). Va da sé che, se in qualche punto dovessi dire qualcosa sull’argomento che entra in contraddizione con quanto detto dal Duca o da Zwei, dovrete prendere per buono che io ho torto e loro ragione. ^-^’

Bloch, La società feudaleTitolo: La società feudale
Autore: Marc Bloch
Editore: Einaudi
Collana: Piccola Biblioteca Einaudi / Storia

Anno: 1939
Pagine: 551

Il libro di Bloch è la bibbia del mondo feudale.
Lo si potrebbe definire un libro di “sociologia storica”: suo argomento è infatti l’organizzazione del mondo feudale del Basso Medioevo, dall’epoca delle ultime grandi invasioni (Vichinghi, Ungari, Saraceni) fino alla nascita dei moderni stati nazionali. Dai rapporti vassallatici alle forme di sottomissione del contado, dalla frammentazione politica alla formazione della “nobiltà” come classe sociale, da quel che succedeva quando una castellana rimaneva vedova ai sistemi di spartizione dell’eredità tra i figli del signore, Bloch tocca pressoché tutti gli argomenti che possono venirvi in mente. Fa incursioni nell’economia – il signore feudale come mantiene sé stesso e la sua corte? – nell’antropologia – come vede il mondo il signorotto feudale? – nel diritto – come venivano regolati legalmente i rapporti tra un monastero e il suo protettore, o tra una famiglia contadina e il suo signore bannale? – nella politica – come fa un sovrano o un principe territoriale a riprendere il controllo dei signorotti minori che infestano il suo territorio e fanno il cazzo che gli pare?

Fight Club medievale

Su alcuni punti il modello di Bloch è stato rivisto e corretto dalla storiografia successiva (per esempio, Bloch avrebbe dato troppa importanza alle invasioni del IX-X secolo come causa della frammentazione feudale), ma nelle linee generali, a tre quarti di secolo dalla pubblicazione, è ancora un’ottima risorsa sul Medioevo. Soprattutto per uno scrittore che volesse creare ex novo la propria ambientazione medievale, La società feudale è un ottimo punto di partenza per il worldbuilding.

Titolo: La guerra nel MedioevoContamine, La guerra nel Medioevo
Autore: Philippe Contamine
Editore: Il Mulino
Collana: Storica Paperbacks

Anno: 1980
Pagine: 435

Mille anni di storia militare – dalla caduta dell’Impero Romano alla nascita dei primi eserciti permanenti europei agli albori del Rinascimento – in poco più di 400 pagine: questo l’ambizioso obiettivo del libro di Contamine. La prima parte dell’opera si occupa, con un andamento cronologico, dell’evoluzione del servizio militare e della composizione degli eserciti medievali, mentre la seconda approfondisce una serie di argomenti secondari, dalle armi da fuoco tardomedievali al rapporto tra uomini d’arme e Chiesa.
Il limite principale di La guerra nel Medioevo è intrinseco al suo carattere compendiario: trattando moltissimi argomenti in poco spazio, molti argomenti rimangono poco approfonditi. In particolare, tutta la parte dedicata al tardo impero e all’Alto Medioevo mi sembra poco spendibile, mentre ho trovato molto ben fatte le parti sulle tecniche di assedio, sul ruolo dell’artiglieria a partire dal Trecento, e in generale tutta la parte dedicata al servizio militare e agli eserciti del Tardo Medioevo; l’esempio di battaglia campale quattrocentesca riportato nel capitolo sull’arte della guerra è stupendo.

Thou art performing yon task incorrectly!

Ma non si può pretendere che il libro di Contamine sia ciò che non è, e che non può essere. La guerra nel Medioevo serve da base per chi è a digiuno dell’argomento, per dargli un quadro minimo e dei punti di riferimento, affinché poi possa approfondire su libri più specializzati gli argomenti che più gli interessano. Dopo aver letto il libro di Contamine, si può per esempio passare agli Osprey (qui la sezione dedicata al Medioevo) o spulciarsi la sua ricca bibliografia.
Ah: ho scoperto questo libro grazie alla bibliografia minima del Duca, per cui ne approfitto per ringraziarlo ^-^

Flori, Cavalieri e cavalleria del MedioevoTitolo: Cavalieri e cavalleria del Medioevo
Autore: Jean Flori
Editore: Einaudi
Collana: Piccola Biblioteca Einaudi / Storia

Anno: 1998
Pagine: 286

I primi due libri consigliati erano dei grossi compendioni sul mondo medievale; questo invece tratta un argomento più specifico della società feudale. E mentre i primi si possono leggere indipendentemente, questo vi consiglio di considerarlo come una chiosa a Bloch e Contamine, un ponte tra i due libri.
Flori parte da una domanda: cos’è esattamente un “cavaliere”? E’ definito dalla sua classe sociale (il cavaliere è un nobile?) o dal suo mestiere (il cavaliere è colui che combatte a cavallo)? Ricordo una discussione che si era avuta l’estate scorsa sul blog di Zwei, in cui il Guardiano domandava se fosse possibile per un plebeo, un uomo qualsiasi, diventare cavaliere. La risposta si trova in questo libro. Da quando il miles era semplicemente l’uomo che possedeva un equipaggiamento da cavaliere e l’addestramento necessario a usarlo, magari al servizio di un potente, a quando la cavalleria divenne un’istituzione sociale, con la sua deontologia, i suoi valori, il suo prestigio, e un sistema di controllo che decidesse chi poteva entrarvi e chi doveva rimanere fuori; fino a che divenne il simbolo dell’élite europea, un costoso rituale privilegio di principi e pochi notabili – Flori ripercorre tutte le tappe di questa trasformazione. E ci fa capire cosa significhi, negli occhi di un uomo dell’epoca, cosa significhi essere un uomo d’arme.
Il libro di Flori studia sia la storia della mentalità, che quella sociale, che quella militare, mostrandoci il ruolo della cavalleria nell’esercito medievale, ma anche il costo per mantenere l’equipaggiamento da cavaliere – che non permetteva a tutti di accedervi e costringeva molti a decadere di condizione – come il cavaliere vedesse la guerra, la caccia, i tornei, come i cavalieri si mitizzavano nell’epica cavalleresca e nelle canzoni dell’amor cortese, e quanto questi ideali corrispondessero alla realtà, e così via. Questo recupera gli argomenti di Bloch e Contamine, e ne approfondisce e sviluppa alcuni punti, e per questo mi sembra un ottimo corollario alla lettura dei precedenti.

In conclusione
La lettura di questi libri – o quantomeno dei primi due – è utile soprattutto se si è tentati di scrivere qualcosa ad ambientazione medievale. Leggerli mi ha permesso:

1. Di capire che ero davvero interessato a un setting medievale, e non solamente al “colore” medievaleggiante fatto di armature piene di spunzoni, draghi cromati e altre minchiate D&Desche.
2. Di crearmi una prima impressione su come potesse essere una storia ambientata in un setting medievale: che tipi di personaggi potessero esistervi, che problemi avrei incontrato, di che argomenti avrei potuto parlare.
3. Di capire quali aspetti del Medioevo volevo approfondire, come cercarli, e come strutturare le ricerche successive.

Potreste optare per un’ambientazione monastica sul modello de Il nome della Rosa e, forti delle conoscenze preliminari sui rapporti tra monasteri e società feudale acquisiti con il libro di Bloch, leggere un libro un po’ più specialistico come I monaci di Cluny di Cantarella; o magari vi intriga l’idea di un pugno di cavalieri isolati in una zona di frontiera, dal clima estremo, circondati da indigeni ostili, e allora potreste dare un’occhiata a Le crociate del Nord di Christiansen; o ancora, alla noiosa nobiltà campagnola del Medioevo nordico potreste preferire una vivace ambientazione cittadina sul modello dell’Italia comunale (che io adoro), e provare l’ottimo Cavalieri e cittadini di Maire-Vigueur; oppure, spostando l’orologio in avanti di uno o due secoli, Signori e mercenari di Michael Mallett. E non dimentichiamo che la buona vecchia library.nu ci apre le porte allo sterminato mercato di lingua anglosassone, e che numerosi Osprey vi si possono trovare…
Insomma, sperimentate, ma per carità, state alla larga da quell’insulsa menata di Monaci e religiosi nel Medioevo di Marcel Pacaut!

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