I Consigli del Lunedì #28: The Windup Girl

The Windup GirlAutore: Paolo Bacigalupi
Titolo italiano: –
Genere: Science Fiction / Social SF / Distopia / Politico / Biopunk
Tipo: Romanzo

Anno: 2009
Nazione: USA
Lingua: Inglese
Pagine: 361

Difficoltà in inglese: ***

In un XXIII secolo povero e decadente, vittima di una serie di virus artificiali andati fuori controllo, che hanno decimato il genere umano e spazzato via la gran parte della flora, il Regno di Thai lotta per la sopravvivenza. L’innalzamento delle acque ha spazzato via molte delle antiche megalopoli, e Bangkok, capitale del regno, è sopravvissuta solo grazie ad un miracolo ingegneristico: una barriera circolare alta duecento piedi che impedisce all’acqua di entrare. Assediata dall’oceano e dalle calorie companies, multinazionali della bioingegneria che ricreano organismi del passato per poi brevettarli e rivenderli, Bangkok deve la sua sopravvivenza alla custodia segreta di una ricca banca di sementi – su cui ora gli stranieri vogliono mettere le mani.
Ma ora la ripresa economica rischia di travolgere l’isolazionismo thailandese. In una Bangkok dagli equilibri politici sempre più fragili, si muovono quattro personaggi: Anderson Lake, calorie man in missione segreta per trovare la banca dei semi e far penetrare la sua compagnia nel paese; Hock Seng, profugo cinese che ha perso tutto e con la determinazione di tornare in alto; Jaidee, capitano del potente Ministero dell’Ambiente, ex campione di muay thai e flagello dei contrabbandieri; ed Emiko, la ragazza caricata a molla, abbandonata dal suo padrone giapponese e costretta a servire in uno strip club e a sopportare ogni sevizia. Chi resterà in piedi attraverso gli sconvolgimenti che stanno per abbattersi sulla città?

La prima volta che sentii parlare di The Windup Girl, e del fatto che aveva vinto il Premio Hugo nel 2009, mi dissi: “No! Non è possibile! Un italiano?”. E infatti non era possibile: Bacigalupi è un americano dalla testa ai piedi, nato e cresciuto nell’insulso stato del Colorado. Non sono il primo blogger italiano a recensire il romanzo di Baciglupi – per esempio, Mr. Giobblin ne ha parlato quasi un anno fa. Ma quando un romanzo è veramente bello (e poco conosciuto qui da noi), è giusto pubblicizzarlo; e poi, spero di dire qualcosa in più oltre a quanto è già stato detto.
The Windup Girl è un raro esempio del sottogenere Biopunk, un cugino più giovane del Cyberpunk in cui il fulcro dell’innovazione tecnologica non è più il cyberspazio né la robotica, ma l’ingegneria genetica. Si sintetizzano nuove piante e animali in laboratorio, e si modifica il genoma umano per creare delle nostre varianti – i windup. The Windup Girl è anche un romanzo corale, in cui si alternano le avventure (e i pov) di quattro (…cinque?) personaggi diversi. E’ un’opera prima molto ambiziosa. Ce l’avrà fatta?

Bob-omb

La nuova razza che soppianterà la specie umana?

Uno sguardo approfondito
The Windup Girl mette a nudo sia i pregi che i difetti del romanzo corale. La scelta di alternare i punti di vista di quattro personaggi diversi può essere inizialmente spaesante e anti-immersivo, e in effetti nelle prime 50-60 pagine il ritmo del romanzo è piuttosto blando. Man mano che si procede nella lettura, però, le vite dei quattro personaggi cominciano a intrecciarsi – il lettore comincia a parteggiare per l’uno o per l’altro, a chiedersi chi la spunterà e chi farà una brutta fine, e insomma, mettere giù il libro diventa sempre più difficile. Superato il primo quarto, il romanzo decolla.
Molti premi attendono lo scrittore che sappia sfruttare il potenziale del romanzo corale. I livelli di conflitto si moltiplicano: si prova empatia per personaggi che hanno interessi e obiettivi diversi, e che spesso tenteranno di farsi la pelle a vicenda.
Prendiamo Anderson, il protagonista: è il primo pov del romanzo, il personaggio attraverso cui esploriamo per la prima volta Bangkok. Difficile non identificarsi in lui e appassionarci alla sua missione, provare dolore e sconforto ogni volta che un nuovo ostacolo si frappone tra lui e il segreto della banca dati, e una punta di entusiasmo per ogni piccolo successo; ma al contempo, la parte più critica di noi ci ricorda che Anderson è uno stronzo, interessato solo a far penetrare la sua compagnia nell’economia thailandese e disposto a fare terra bruciata di qualsiasi ostacolo. E per la cronaca, le calorie companies sono veramente delle merde: una volta sintetizzate o acquisite nuove piante, le brevettano per vietare la libera distribuzione, dopodiché vendono ai governi sementi a tempo che diventano sterili dopo X raccolti e devono essere comprate di nuovo (delle specie di sementi con DRM!). I nostri giudizi morali sono ulteriormente complicati dal fatto che un altro dei personaggi-pov, il capitano Jaidee, è il più agguerrito avversario delle calorie company e di Anderson – e nel corso del romanzo farà di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote.

Attraverso gli occhi dei quattro personaggi-pov, possiamo vedere sfaccettature diverse della città, ed esplorare gli stessi macroconflitti da punti di vista diversi. Attraverso Anderson vediamo le fabbriche di molle a torsione, la difficile accoglienza che i farang stranieri hanno nel regno, il quartiere dei calorie men dove si passa il tempo a bere e a maledire gli apatici thai. Col punto di vista di Hock Seng viviamo la miseria dei profughi, i più fortunati dei quali – come lui – vivono in cubicoli di lamiera, mentre le masse di immigrati malesi stanno rinchiuse nei piani alti dei grattacieli abbandonati e senza energia elettrica. Attraverso Jaidee e il tenente Kayla entriamo nelle vastità labirintiche, ma sulla via del degrado, del Ministero dell’Ambiente, mentre con Emiko visitiamo il mondo notturno dei night club, dove gli uomini più irreprensibili, che in pubblico condannano le ragazze a molla come un’aberrazione contronatura, si abbandonano a nuove perversioni. E il mondo di Bangkok appare incredibilmente vivo e tridimensionale.

Semi

Semi: godeteveli prima che diventino sterili. E ovviamente non potete prestarli in giro: sarebbe la morte della bioingegneria creativa.

In The Windup Girl si respira la stessa atmosfera dei romanzi coloniali di Conrad, Kipling, Orwell, condita da un tocco fantascientifico. I mercati rionali all’ombra dei grattacieli abbandonati, che da un giorno all’altro possono essere invasi da nuovi frutti di cui nessuno ha mai sentito parlare; i megadonti, enormi elefanti che trasportano merci per le strade della città e fanno girare perni giganteschi nelle fabbriche di molle supertorcenti; l’ostilità passiva dei nativi verso gli stranieri, che si manifesta nell’apatia, nell’inefficienza, in mille piccoli sabotaggi, e nello strapotere dei sindacati coordinati dal Signore dello Sterco; la venerazione dei thai per la gerarchia e i loro complicati rituali di sottomissione e di umiliazione.
Ora, io non so niente della cultura thai, e non so quanto questo ritratto di una Thailandia del XXIII sia verosimile. Ciononostante, l’affresco di Bacigalupi è incredibilmente convincente; si ha l’impressione di una civiltà simile e al tempo stesso aliena a quella occidentale, intrisa di quel confucianesimo che fa tanto Estremo Oriente. Questo tra l’altro dovrebbe infilare una patata in bocca a quei geni che portano alle estreme conseguenze la massima “scrivi di ciò che sai” e affermano che si possa parlare solo della propria terra e della propria cultura 1.
Certo, Bacigalupi a volte esagera. Per esempio nell’abuso di termini stranieri. Anche questo è un tratto preso dai maestri del romanzo coloniale – molti romanzi di Conrad sono punteggiati di termini come farang o rajah – ed è utile a dare un tocco esotico all’ambientazione. Ma poi Bacigalupi se ne esce con periodi come questi:

All around her, clotheslines draped with rustling pha sin and trousers rustle in the sea breeze. The sun is sinking, glistening from the tip of wats and chedi. The water of the khlongs and the Chao Praya glistens.

OMG! Datti una calmata!
Ma per fortuna questi eccessi sono rari.

Se la Bangkok di Bacigalupi è così immersiva, comunque, il merito sta anche in un’ottima gestione del mostrato. Tutto è sempre filtrato attraverso il personaggio-pov del momento, il narratore onnisciente non si inserisce mai; e ogni capitolo ha un unico pov, così da evitare confusione. Gli infodump, che pure non mancano, sono resi più digeribili perché introdotti come pensieri o flashback dei personaggi. Questo non impedisce che, soprattutto all’inizio, ci si senta un po’ spaesati e soffocati dalla mole di informazioni, e che a volte gli infodump appaiano innaturali; ma il risultato finale rimane più che buono. Soprattutto si evita di cadere nell’eccesso opposto, quello del primo Swanwick: un lettore completamente spaesato perché continuamente privato di informazioni.

Thaitanic

The Windup Girl presenta anche uno degli intrighi politici più realistici e intelligenti che abbia mai letto. La storia è sempre la stessa, e sembra echeggiare le simpatiche avventure coloniali di Gran Bretagna e Stati Uniti nella Cina dell’Ottocento: da una parte, le calorie companies del Midwest Compact vogliono imporre al Regno di Thai una piena libertà di commercio; dall’altra, il governo thailandese sa di essere scampato alla rovina che ha travolto l’Asia proprio grazie alla loro politica isolazionista. Ma le cose sono più complicate di così: un governo non è mai compatto, e ciascuna corrente tenta di fare i propri interessi e imporsi sull’altra…
Lo scenario politico è quantomai complicato, e nel primo quarto del libro seguire il filo dei complotti è piuttosto faticoso. Bacigalupi cade nel solito, facile errore di introdurre le fazioni politiche prima come nomi volanti e solo successivamente come volti ben riconoscibili. Ma a differenza di quanto accadeva in The Difference Engine, queste fazioni a un certo punto prendono corpo, e di lì in poi le cose si fanno veramente appassionanti. Le forze economiche di scala globale, i complotti politici locali, la forza di singoli uomini forti capitati nel posto giusto al momento giusto: Bacigalupi tiene conto di tutto, e il risultato è spettacolare. C’è anche spazio per qualche plot twist, e qualche azione straordinaria che difficilmente potrebbe accadere nel nostro mondo prosaico; ma il tutto inserito in una cornice di estrema credibilità.

E il sense of wonder fantascientifico? C’è anche quello, benché in misura ridotta. Nei romanzi di Bacigalupi gli elementi fantastici sono tenuti al minimo e subordinati a un’ambientazione che pare quasi mainstream, il che è un’ottima scelta, considerata la sua attenzione al realismo e quanta carne al fuoco ci sia. In ogni caso, la ragazza a molla del titolo regala diverse piccole sorprese nel corso del romanzo – alcune più telefonate, altre meno. Nonché diversi spunti affascinanti sulla selezione darwiniana e sul futuro evolutivo della nostra specie.
La tecnologia della Bangkok del XXIII secolo, però, mi suscita qualche perplessità. E dato che non sono il solo, preferisco far parlare il blogger Vanamonde, che ha studiato ingegneria e sicuramente ci capisce più di me. Cito dalla sua recensione:

La principale critica che muovo a The Windup Girl è di natura tecnologica. Per quanto il mondo evocato dal romanzo sia coerente e affascinante, l’ingegnere che è in me ha diverse obiezioni. Per cominciare, in caso di esaurimento del petrolio mi aspetterei un fortissimo incremento nell’utilizzo di fonti rinnovabili di energia. In particolare, un Paese costiero e tropicale come la Thailandia potrebbe sfruttare con grande efficienza il solare, l’eolico, le maree o il gradiente di salinità. Nulla di tutto ciò avviene nel romanzo, dove si utilizzano centrali termoelettriche a carbone dove indispensabile, e per il resto ci si arrangia con energia di origine umana o animale. Si gira una manovella persino per far funzionare una radiolina portatile, roba che anche oggigiorno potrebbe funzionare a energia solare. Una simile assenza di energie alternative è inspiegabile, tanto più che il livello tecnologico è rimasto elevato, e si vedono numerosi esempi di nuovi materiali.
Anche l’utilizzo di energia animale all’interno della produzione industriale (in particolare con l’uso di elefanti geneticamente modificati, detti megodonti) fa molto colore, ma sfugge alle regole della logica. Un elefante “funziona” a biomassa. Per quanto possa essere efficiente, la stessa biomassa che gli si dà come foraggio potrebbe essere trasformata in alcool e usata per far funzionare un motore, che occupa meno spazio di un elefante, non deve riposare, non sporca, non si ammala, richiede meno supervisione umana, e probabilmente ha anche un rendimento migliore in termini di sfruttamento delle calorie.
Del tutto assurdo poi è il fatto che l’energia venga immagazzinata sotto forma meccanica, torcendo molle ad altissima resistenza: chi ha disinventato dinamo, alternatore, accumulatore, batteria e motore elettrico?
Insomma, l’impressione è che Bacigalupi nel creare il suo mondo si sia fatto guidare più dal potenziale simbolico delle situazioni (ogni cosa appare “caricata a molla”, inclusa la ragazza artificiale che è il fulcro della vicenda) che non da un’analisi scientificamente ed economicamente solida. Il che, per un romanzo che tratta un tema così attuale come la scarsità di energia, a me pare un difetto non da poco.

Auto a molla

Ehm, NO.

Detto questo, The Windup Girl rimane a mio avviso un capolavoro. Per ritmo, per complessità dei personaggi, per la ricchezza dell’ambientazione, per il realismo della storia, per ambiguità morale. Bangkok è una città sporca, carica di ingiustizia, di doppiezza e di opportunismo; e nessun personaggio, neanche i più teoricamente “puri”, ne uscirà pulito. E il finale è uno spettacolo.
Ci sarebbero così tante altre cose da dire – ma mi fermo qui, che sennò Dunseny dice che spoilero tutto. Non so se The Windup Girl diventerà un classico della fantascienza, ma dovrebbe diventarlo. Se lo merita. In ogni caso, è diventato uno dei miei romanzi preferiti, schizzando dritto alla tredicesima posizione!

Su Bacigalupi
Paolo Bacigalupi è entrato molto di recente nel panorama fantascientifico americano – ad eccezione dei suoi racconti, che vanno indietro fino al 1999, il suo primo romanzo è del 2009 – ma da allora sta sfornando un libro all’anno. Oltre a The Windup Girl, ne ho letti altri due:
Ship Breaker Ship Breaker, ambientato sulle coste di una Louisiana devastata e impoverita, racconta la storia delle ciurme di braccianti che si guadagnano da vivere smontando i pezzi delle petroliere arenate sulla spiaggia. I protagonisti sono un gruppo di ragazzini che penetrano nei piccoli pertugi delle navi per saccheggiare filo di rame e per conto dei grandi; ma la loro vita d’inferno cambierà quando, in seguito a una tempesta, si imbatteranno nel relitto di un ricco clipper. Il libro è targato come Young Adult, ma di sicuro è uno degli YA più crudi, cinici e onesti in cui mi sia mai imbattuto. Anche qui, l’elemento fantascientifico è molto contenuto.
The Alchemist The Alchemist è una novella fantasy ambientata in un mondo in cui, ogni volta che si casta una magia, da qualche parte nascono rovi indistruttibili. Gran parte del mondo conosciuto è stato inghiottito dai rovi, e ora la magia è bandita; ma gli incantesimi sono troppo utili per la gente, che continua a usarli di nascosto, e i rovi continuano a moltiplicarsi. E quando un alchimista trova un metodo per distruggerli, i signori della città decideranno di piegare la sua scoperta ai loro fini… Il mondo di The Alchemist avrebbe un ottimo potenziale, ma Bacigalupi ci scrive sopra una novella un po’ insipida, scritta così così e coi ritmi sbagliati. Puzza di commercialata, dato che è uscito in coppia con un’altra novellaThe Executioness di Tobias Buckell – con la stessa ambientazione e la stessa premessa di base.
In futuro leggerò sicuramente altro di Bacigalupi – a partire da Pump Six and Other Stories, antologia che raccoglie tutti i racconti da lui scritti fino al 2008. Un po’ mi stuzzica anche Drowned Cities, il suo ultimo romanzo; è un altro Young Adult, ma visto il buon lavoro fatto con Ship Breaker

Dove si trovano?
Su Bookfinder si trovano, in epub e pdf, tutti i libri di Bacigalupi, con l’eccezione di The Alchemist e del recente Drowned Cities; su Library Genesis si trova anche The Alchemist. Ad oggi non mi risulta che alcuno dei suoi libri sia mai stato tradotto in italiano, quindi a chi non sa l’inglese ciccia.

Chi devo ringraziare?
Le prime curiosità verso The Windup Girl mi sono venute grazie alla lettura incrociata della recensione di Mr. Giobblin e di quella di Vanamonde. Ma questi articoli, da soli, non sarebbero bastati a fugare tutti i miei dubbi. Il merito principale va invece a Siobhàn, che ha letto il libro prima di me e mi ha assicurato che mi sarebbe piaciuto un botto. Be’, aveva ragione! ^-^

Bangkok

Qualche estratto
Per il primo estratto, non potevo esimermi dallo scegliere la presentazione della città di Bangkok attraverso gli occhi gelidi di Anderson Lake. Il secondo estratto è preso dalla prima apparizione di Emiko, ed è una breve panoramica del personaggio e delle sue quotidiane esibizioni al night club di Raleigh. Per sapere come vanno a finire le sue sexy disavventure, pigliatevi il libro!

1.
The cigarette’s burning tip reaches Anderson’s fingers. He lets it fall into traffic. Rubs his singed thumb and index finger as Lao Gu pedals on through the clogged streets. Bangkok, City of Divine Beings, slides past.
Saffron-robed monks stroll along the sidewalks under the shade of black umbrellas. Children run in clusters, shoving and swarming, laughing and calling out to one another on their way to monastery schools. Street vendors extend arms draped with garlands of marigolds for temple offerings and hold up glinting amulets of revered monks to protect against everything from infertility to scabis mold. Food carts smoke and hiss with the scents of frying oil and fermented fish while around the ankles of their customers, the flicker-shimmer shapes of cheshires twine, yowling and hoping for scraps.
Overhead, the towers of Bangkok’s old Expansion loom, robed in vines and mold, windows long ago blown out, great bones picked clean. Without air conditioning or elevators to make them habitable, they stand and blister in the sun. The black smoke of illegal dung fires wafts from their pores, marking where Malayan refugees hurriedly scald chapatis and boil kopi before the white shirts can storm the sweltering heights and beat them for their infringements.
In the center of the traffic lanes, northern refugees from the coal war prostrate themselves with hands upstretched, exquisitely polite in postures of need. Cycles and rickshaws and megodont wagons flow past them, parting like a river around boulders. The cauliflower growths of fa’ gan fringe scar the beggars’ noses and mouths. Betel nut stains blacken their teeth. Anderson reaches into his pocket and tosses cash at their feet, nodding slightly at their wais of thanks as he glides past.
A short while later, the whitewashed walls and alleys of the farang manufacturing district come into view. Warehouses and factories all packed together along with the scent of salt and rotting fish. Vendors scab along the alley lengths with bits of tarping and blankets spread above to protect them from the hammer blast of the sun. Just beyond, the dike and lock system of King Rama XII’s seawall looms, holding back the weight of the blue ocean.
It’s difficult not to always be aware of those high walls and the pressure of the water beyond. Difficult to think of the City of Divine Beings as anything other than a disaster waiting to happen. But the Thais are stubborn and have fought to keep their revered city of Krung Thep from drowning. With coal-burning pumps and leveed labor and a deep faith in the visionary leadership of their Chakri Dynasty, they have so far kept at bay that thing which has swallowed New York and Rangoon, Mumbai and New Orleans.

2.
Emiko traces her fingers through the wetness of bar rings. Warm beers sit and sweat wet slick rings, as slick as girls and men, as slick as her skin when she oils it to shine, to be soft like butter when a man touches her. As soft as skin can be, and perhaps more so, because even if her physical movements are all stutter-stop flash-bulb strange, her skin is more than perfect. Even with her augmented vision she barely spies the pores of her flesh. So small. So delicate. So optimal. But made for Nippon and a rich man’s climate control, not for here. Here, she is too hot and sweats too little.
[…] Kannika grabs her by the hair.
Emiko gasps at the sudden attack. She searches for help but none of the other patrons are interested in her. They are watching the girls on stage. Emiko’s peers are servicing the guests, plying them with Khmer whiskey and pressing their bottoms to their laps and running their hands over the men’s chests. And anyway, they have no love for her. Even the good-hearted ones—the ones with jaidee, who somehow manage to care for a windup like herself—will not step in.
Raleigh is talking with another gaijin, smiling and laughing with the man, but his ancient eyes are on Emiko, watching for what she will do.
Kannika yanks her hair again. “Bai!”
Emiko obeys, climbing down from her bar stool and tottering in her windup way toward the circle stage. The men all laugh and point at the Japanese windup and her broken unnatural steps. A freak of nature transplanted from her native habitat, trained from birth to duck her head and bow.
Emiko tries to distance herself from what is about to happen. She is trained to be clinical about such things. The crèche in which she was created and trained had no illusions about the many uses a New Person might be put to, even a refined one. New People serve and do not question. She moves toward the stage with the careful steps of a fine courtesan, stylized and deliberate movements, refined over decades to accommodate her genetic heritage, to emphasize her beauty and her difference. But it is wasted on the crowd. All they see are stutter-stop motions. A joke. An alien toy. A windup.
They have her strip off her clothes.
Kannika flicks water onto her oiled skin. Emiko glistens with water jewels. Her nipples harden. The glow worms twist and writhe overhead, sending out phosphorescent mating light. The men laugh at her. Kannika slaps her hip and makes her bow. Slaps her ass hard enough to burn, tells her to bow lower, to make obeisance to these small men who imagine themselves to be the vanguard of some new Expansion.
The men laugh and wave and point and order more whiskey. Raleigh grins from his place in the corner, the fond elder uncle, happy to teach these newcomers—these small corporate men and women high on fantasies of multinational profiteering—the ways of the old world. Kannika motions that Emiko should kneel.
A black-bearded gaijin with the deep tan of a clipper ship sailor watches from inches away. Emiko meets the man’s eyes. He stares intently, as if he is examining an insect under a magnifying class: fascinated, and yet also repulsed. She has the urge to snap at him, to try to force him to look at her, to see her instead of simply evaluating her as a piece of genetic trash. But instead she bows and knocks her head against the teak stage in subservience while Kannika speaks in Thai and tells them Emiko’s life story. That she was once a rich Japanese plaything. That she is theirs now: a toy for them to play with, to break even.
And then she grabs Emiko’s hair and yanks her up. Emiko gasps as her body arches. She catches a glimpse of the bearded man staring in surprise at the sudden violent gesture, at her abasement. A flash of the crowd. The ceiling with its glow worm cages. Kannika drags her further back, bending her like willow, forcing her to thrust her breasts out to the crowd, to arch further still, to spread her thighs as she struggles not to topple sideways. Her head touches the teak of the stage. Her body forms a perfect arc. Kannika says something and the crowd laughs. The pain in Emiko’s back and neck is extreme. She can feel the crowd’s eyes on her, a physical thing, molesting her. She is utterly exposed.
Liquid gushes over her.
She tries to rise, but Kannika presses her down and dumps more beer in her face. Emiko gags and splutters, drowning. Finally Kannika releases her and Emiko jerks upright, coughing. Liquid foams down her chin, spills down her neck and breasts, trickles to her crotch.
Everyone is laughing.

Tabella riassuntiva

Serratissima trama politica vista da quattro diversi punti di vista. All’inizio è un po’ spaesante.
Bangkok è una città viva e pulsante, che odora di confucianesimo! La tecnologia a molla è poco credibile.
Cinismo e ambiguità morale a go-go.
Emiko è tanto carina!

(1) Ancora poco tempo fa, certuni di questi geni affermavano che gli scrittori italiani dovrebbero scrivere di più dell’Italia e del folklore italiano, e/o ispirarsi ai generi italiani di maggior successo come il poliziesco; allora sì che gli italiani avrebbero finalmente successo! Ah, dannati esterofili!Torna su

Annunci

21 risposte a “I Consigli del Lunedì #28: The Windup Girl

  1. A’ Tapi’, bella li. Questo me lo segno. Appena ho tempo (all’incirca il 23 ottobre 2027, scadenze di studio ed imprevisti permettendo 😛 ), me lo leggo in tandem con “the blue world” (così vedo quale delle due gestioni del PdV è più “immersiva”).

    A occhio, anche lo young adult (ship breaker) pare bello. Se non sono troppe pagine, mi piacerebbe darci un’occhio.

    Mo scappo a lavorare sul serio, però

    Saluti

    Anacroma

  2. Ecco il motivo principale per cui leggo questo blog anche se contiene una certa dose di allergeni gamberettiani,
    il Tapiro ti esce ogni tanto con questi consigli succosi e interessanti ^__^
    il pov multiplo non mi ha mai fatto impazzire ma la storia sembra intrigante. Appena letto degli elefanti modificati avevo già capito che la logica dell’ambientazione era traballante (giustamente notato da anamonde) e questo è male, però l’intreccio mi ispira alquanto. Grazie Tapiro! bellissimo il Thaitanic! L’immagine dei semi non sembra funzionare.

  3. Bella recensione Tapiro. E bel libro. Bravo ^_^
    Ti fa quasi perdonare il fatto di non aver ancora bannato Dunseny ^_^

    E per la cronaca, le calorie companies sono veramente delle merde: una volta sintetizzate o acquisite nuove piante, le brevettano per vietare la libera distribuzione, dopodiché vendono ai governi sementi a tempo che diventano sterili dopo X raccolti e devono essere comprate di nuovo (delle specie di sementi con DRM!).

    Lo sai vero, caro Tapiro, che ciò avverrà molto prima del XXIIIesimo secolo? ^__^
    (ma si che lo sai. ci avrai fatto minimo 3 cineforum e 6 volantinaggi)

    Jaidee, capitano del potente Ministero dell’Ambiente, ex campione di muay thai

    Giustamente, un romanzo ambientato in Tailandia, non puoi non metterci una zoccola e un thai boxer. E come ambientare un libro a Parigi, e non metterci la stramaledetta torre sullo sfondo xD

  4. @Dago
    >Lo sai vero, caro Tapiro, che ciò avverrà molto prima del XXIIIesimo secolo?

    credo che accada già da anni con il mais ogm da comprare ogni anno, gli scrittori di SciFi che non copiano leggono molte riviste scientifiche.

    >un romanzo ambientato in Tailandia, non puoi non metterci una zoccola e un thai boxer.

    LOL, incredibilmente questa volta hai ragione ^__^

    > E come ambientare un libro a Parigi, e non metterci la stramaledetta torre sullo sfondo.

    Aggiornati, la torre eiffel sarà distrutta nel 2036 dalla colalizione baltico-brasiliana durante la seconda guerra contro l’impero franco-nipponico della crudele sadoimperatrice Tenger la Sterminatrice ^__^

  5. A occhio, anche lo young adult (ship breaker) pare bello. Se non sono troppe pagine, mi piacerebbe darci un’occhio.

    Sicuramente inferiore a The Windup Girl, è comunque interessante e ben scritto.
    La cosa affascinante è che potrebbe anche essere ambientato nello stesso mondo, solo in una fase precedente (magari un secolo prima, nel pieno della recessione e della crisi): le città costiere sono già sommerse, e una delle ambientazioni è una New Orleans due volte ricostruita e due volte spazzata via.

    @Dago:

    Ti fa quasi perdonare il fatto di non aver ancora bannato Dunseny ^_^

    Eh, guarda, vorrei ascoltare il cuore ma devo seguire la testa ^_^

    Lo sai vero, caro Tapiro, che ciò avverrà molto prima del XXIIIesimo secolo? ^__^

    Se potessero lo farebbero anche domani…

    Giustamente, un romanzo ambientato in Tailandia, non puoi non metterci una zoccola e un thai boxer.

    Se no non ci credevano che era la Thailandia.

    @Dunseny:

    bellissimo il Thaitanic!

    ^-^

    L’immagine dei semi non sembra funzionare.

    Strano, io la vedo. Vabbé che sono solo semi, nulla di trascendentale.

    Aggiornati, la torre eiffel sarà distrutta nel 2036 dalla colalizione baltico-brasiliana durante la seconda guerra contro l’impero franco-nipponico della crudele sadoimperatrice Tenger la Sterminatrice ^__^

    Noto il perdurare dell’ossessione verso la dolce Tenger, ma almeno non sta più dicendo che non esiste.

  6. Ohhh fighissimo *W* Me lo sono tirato giù che non avevo nemmeno finito di leggere la recensione.
    Comunque ho un sacco di problemi con bookfinder, chissà perchè 😦 Ho un sacco di libri che vorrei!
    Però quelle tre stelline sull’inglese…sto già odiando abbastanza Golding! L’ho di nuovo abbandonato per un altro libro.
    E mi fa piacere di non essere l’unica che pensa che il primo Swanwick contestualizzi troppo poco.

  7. Giustamente, un romanzo ambientato in Tailandia, non puoi non metterci una zoccola e un thai boxer. E come ambientare un libro a Parigi, e non metterci la stramaledetta torre sullo sfondo xD

    Lol, ci sono anche le trans XD

    Però quelle tre stelline sull’inglese…

    Guarda, tra l’inglese, il tailandese e il numero di POV, l’inizio è davvero faticoso. Ma poi da quando il libro ingrana si legge che è un piacere.

  8. @ Tutti gli allegri commentatori: l’eugenetica sulle sementi è realtà DA ANNI!
    Circa i due terzi (credo) delle cultivar che si compra dar fruttarolo pe fasse l’orticello e li pommodora sono sterili (nota per i… coltivatori diretti “da armadio”: si, anche quelle belle sementine di white skunk erba pipa comprate online che avete fatto passare alla mamma come “zinnie un po’ strane che m’ha passato l’amico erasmus dal pollice verde” lo sono)
    Cmq, kompagni alla riscossa, c’è ancora una chance: esistono da anni iniziative per la creazione di “banche del seme” (Dago, se ridi ti crepo di mazzate, che è na roba seria), dove vengono raccolte sementi di varietà antiche, o rare, che rischiano l’estinzione, soppiantate da varietà “commerciali” che millantavano rese grandiose o raddoppiate o moltiplicazionedeipaniedeipesci (salvo poi scoprire la fregatura: che a) sono sterili; b) che resistono alle avversità moolto meno delle vecchie varietà “locali” che hanno soppiantato… solo che quando lo si scopre, di solito è un po’ tardino per tornare indieto).

    Bene, fine della tirata (quasi) OT pseudo-ecologista-radicalchic.

    @ Tapiro: grazie della nota

    @ Dago: se non ha ancora bannato me, DNSN può dormire sonni più che tranquilli

  9. >>> calorie man in missione segreta per trovare la banca dei semi far penetrare la sua compagnia nel paese <<<
    C'è qualche congiunzione che manca, ma si capisce lo stesso.

    Bella recensione, di sicuro fa venir voglia di leggerlo. Ma possibile che nessuno in Italia sia interessato a tradurre i romanzi che all'estero hanno successo? Mica per amore della letteratura, ma perché commercialmente dovrebbero essere redditizi… Mistero!

  10. @Coniglietto:

    Però quelle tre stelline sull’inglese…sto già odiando abbastanza Golding! L’ho di nuovo abbandonato per un altro libro.

    Guarda, gli ho messo tre stelline soprattutto per il capitolo iniziale, che è un po’ complicato e usa diversi neologismi e termini tecnici strani.
    Ma nel complesso è più facile del libro di Golding, quindi vai tra.

    @Anacroma:

    esistono da anni iniziative per la creazione di “banche del seme” (Dago, se ridi ti crepo di mazzate, che è na roba seria), dove vengono raccolte sementi di varietà antiche, o rare, che rischiano l’estinzione, soppiantate da varietà “commerciali” che millantavano rese grandiose o raddoppiate o moltiplicazionedeipaniedeipesci (salvo poi scoprire la fregatura: che a) sono sterili; b) che resistono alle avversità moolto meno delle vecchie varietà “locali” che hanno soppiantato

    E infatti le banche del seme sono al centro della trama di The Windup Girl. Come dicevo, la banca del seme di Bangkok è il tesoro più prezioso della Thailandia del XXIII secolo, e la base del loro successo commerciale.
    Nel mondo del libro altre banche del seme hanno fatto una brutta fine, inclusa una banca in Finlandia che era quasi finita nelle mani di una calorie company, quando dei fanatici finlandesi l’hanno fatta saltare… °-°

    @davide:

    C’è qualche congiunzione che manca, ma si capisce lo stesso.

    Correggo xD

    Ma possibile che nessuno in Italia sia interessato a tradurre i romanzi che all’estero hanno successo? Mica per amore della letteratura, ma perché commercialmente dovrebbero essere redditizi…

    Personalmente sto sviluppando due teorie complementari, ed entrambe abbastanza deprimenti:
    1. Gli editori a tutti gli effetti non conoscono il loro stesso mercato. Non seguono la produzione mondiale nel loro stesso genere; al limite, seguono i titoli che vendono di più, o quelli più pubblicizzati. Cara grazia che magari si segnino quantomeno le nomination o i vincitori dei premi prestigiosi (Hugo, Nebula, Locus).
    In questo senso, magari The Windup Girl potrebbero pure conoscerlo; magari non l’hanno portato in Italia perché è molto lungo e han pensato non gli convenisse. D’altronde forse è una fortuna, conoscendo le politiche di Urania… Ma questo è uno dei titoli che potrebbe anche arrivare in Italia, nei prossimi anni.
    2. Effettivamente c’è poco mercato per prodotti come Windup Girl, cioè prodotti validi ma che non seguono canovacci strabattuti e richiedono uno sforzo minimo di concentrazione e pensiero da parte del lettore.
    Mi spiace dirlo, ma il grosso del mercato della narrativa di genere fantastico è composta da lettori che non si meritano di meglio della Troisi. Lettori pigri, o ignoranti, o stupidi, o deboli, o scazzati, o che comunque quando leggono un libro non cercano altro che la solita minchiata per staccare il cervello dopo una giornata di lavoro / studio / non so. Lettori che probabilmente non comprerebbero libri appena più impegnativi della Troisi.

    Il digitale potrebbe cambiare questa situazione, ma dipenderà anche dall’intraprendenza e dalla cultura degli editori.

  11. @Anacroma: per la creazione di “banche del seme” (Dago, se ridi ti crepo di mazzate, che è na roba seria)

    Dago si merita tutte le mazzate possibili, ma è meglio tradurre con “banca dei semi”, se si vuole evitare il termine tecnico “banca del germoplasma”.

    @Tappourlante: ho iniziato Windup Girl, effettivamente l’inizio non è molto leggibile, proseguo stoicamente.

  12. @ Dunseny
    Denchiu per la precisazione. Ero molto indeciso sul termine esatto da usare, e non mi ricordavo come fosse stato tradotto sul giornale in cui ne avevo letto. Se qualcuno riuscisse a postare altre informazioni, farebbe cosa assai grata.

  13. Mi ricordo un servizio su un magazzino nel nord europa (Finlandia o Svezia). Hanno messo sotto ghiaccio migliaia di sementi di diversi tipi di piante. Non so se anche ovuli di animali. Dovrebbero servire in caso di cataclisma totale. Che io sappia è l’unico progetto realizzato.
    Ma la mia memoria è quello che è. Potrebbe anche essere in Islanda.
    Più che banca si era parlato di Arca

  14. Che strano. Solitamente coincido quasi in pieno con le recensioni del Tapiro ma devo dire che a me the windup girl non mi é piaciuto per niente. A parte il biopunk che effettivamente puó avere spunti molto interessanti (ma non in questo libro) e l’ambientazione Thai, non ho trovato il libro particolarmente originale e i personaggi (la replicante che si ribella, la spia corporativa sopra tutti) puzzavano di zuppa della Knorr riscaldata, il finale poi l’ho trovato infumabile. La tecnologia a molla é una delle caz…te piú grandi che abbia mai letto. Non riesco proprio a capire come possa piacere a molta gente… De gustibus…

  15. Ordinato, dovrebbe arrivare per posta a giorni. Se non mi piace ti farò sparare nelle gambe, sia chiaro, ma di solito i tuoi consigli sono buoni ^_^

    E per la cronaca, le calorie companies sono veramente delle merde: una volta sintetizzate o acquisite nuove piante, le brevettano per vietare la libera distribuzione, dopodiché vendono ai governi sementi a tempo che diventano sterili dopo X raccolti e devono essere comprate di nuovo (delle specie di sementi con DRM!).

    Dunseny ha ragione (che mi tocca dire!), ne avevo già sentito parlare anni fa da una conoscente che lavorava con dei contadini di non ricordo quale regione miserabile dell’India. Le granaglie maturavano, ma i nuovi semi erano sterili.

  16. @Akhenaton:

    non ho trovato il libro particolarmente originale e i personaggi (la replicante che si ribella, la spia corporativa sopra tutti) puzzavano di zuppa della Knorr riscaldata

    I ruoli dei personaggi di Windup Girl in sé non sono originali, è vero – ciò che è originale e ben fatto è il modo in cui Bacigalupi li fa comportare, interagire tra loro ed evolvere. E’ tutto molto naturale.
    C’è la replicante che si ribella, ma la sua ribellione non prende le forme solite; né ha conseguenze di trama prevedibili. Anche il corporativo non si comporta in modo stereotipato; inoltre non capita spesso, anche nella fantascienza “-punk”, che ci sia un corporativo kattivo come protagonista (in genere i protagonisti sono quelli che stanno dall’altra parte).

    @Tenger:

    Ordinato, dovrebbe arrivare per posta a giorni. Se non mi piace ti farò sparare nelle gambe, sia chiaro, ma di solito i tuoi consigli sono buoni ^_^

    Ehm, potevi scaricarlo da Library Genesis a titolo di prova prima di ordinarlo ^-^”’

    Dunseny ha ragione (che mi tocca dire!), ne avevo già sentito parlare anni fa da una conoscente che lavorava con dei contadini di non ricordo quale regione miserabile dell’India. Le granaglie maturavano, ma i nuovi semi erano sterili.

    Fiko (si fa per dire), non lo sapevo.

  17. >>Fiko (si fa per dire), non lo sapevo.
    Speaking of which (è un po’ OT, ma penso possa interessarti):

  18. ciao, sto leggendo il libro e vorrei una tua opinione…come tradurresti il termine “light crew”, la squadra di cui fa parte Nailer?? ps. gran bella recensione, thanks!

  19. Pingback: Sai che c’è di nuovo | Tapirullanza

  20. Pingback: Ship Breaker | Fortezza Nascosta

  21. Con appena 4 anni di ritardo l’ho letto pure io.
    Che dire, mi è piaciuto è stato un ottimo consiglio.
    Ho trovato la fine un po’ buttata li, avrei preferito molto di più il “primo finale” descritto, piuttosto che il colpo di scena a tutti i costi.
    Ma sono gusti.
    Grazie del consiglio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...