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Aprile è il mese più crudele

Ovetto di PasquaAPRIL is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.

Brevissimo post informativo.
Per tutto il prossimo mese sarò via, e avrò di conseguenza meno tempo da dedicare al blog. Gli articoli non spariranno completamente – anche perché, provvidenzialmente, ne ho già preparato qualcuno con un po’ di anticipo – ma la frequenza sarà più bassa.

Per consolarvi dell’infausta notizia, vi lascio con un video old ma sempre attuale; un video che si interroga sull’annosa questione: è più forte la Pasqua o i mongoli?

Confido di aver lasciato al nostro fertile mondo intellettuale abbastanza materiale su cui riflettere per tutto il prossimo mese.

E adesso, cosa leggerà il Tapiro?

TapiroulantMi trovo, in questo periodo, ad aver scaricato un bel po’ di roba da leggere, ma di non sapere da cosa cominciare. Per cui ho pensato di coinvolgere i lettori del blog in un simpatico giuoco: cosa volete che legga?
Più volte mi è capitato che mi chiedeste un parere su qualcosa che non avevo letto. Questa è la vostra occasione per convincermi a leggere qualcosa che a voi è piaciuto e sul quale volete conoscere la mia opinione; o qualcosa che non sapete se valga la pena leggere, e volete che sia io a fare la prova; o qualcosa che non avvicinereste mai neanche con un bastone ma che cionondimeno vi tormenta nei vostri sogni; eccetera. Ho aperto un sondaggio (il box è nella colonna destra, sotto il bel faccino del Colonnello Campbell) inserendo cinque categorie o sottogeneri del fantastico che mi stuzzicano al momento – Cyberpunk, New Weird, Sword & Sorcery, New Wave, Sci-fi contemporanea – più un generico “Altro”. Se tra i libri di queste categorie leggerò qualcosa di mio particolare gradimento, potrebbero scapparci articoli e, perché no, Consigli del Lunedì.
Il sondaggio ha valore consultivo, nel senso che sono curioso di sapere la vostra opinione e i vostri gusti, ma poi faccio quello che mi pare. Inoltre, i pareri motivati hanno un potere persuasivo svariate volte maggiori di un semplice numero statistico: perciò, se volete convincermi, accompagnate sempre il vostro voto con un commento! Infine, potete scegliere una sola categoria: non vale dire “ti consiglierei il cyberpunk ma anche il new weird non è male, e non tralasciamo la buona vecchia sword & sorcery”.

Qui di seguito, ecco un breve commento a ciascuna delle cinque categorie. Ogni sezione è accompagnata da un elenco di autori che ho particolarmente voglia di leggere. Ricordatevi, se non conoscete bene i sottogeneri o i suoi autori, di seguire i link e informarvi un attimo prima di votare.

Ragazza con piovra

Tra le cinque, non ho inserito la categoria "Hentai tentacolare". D'altronde non ho bisogno dei vostri voti per andare a guardarmeli.

Cyberpunk.
Mi è stato chiesto spesso se avessi mai letto del cyberpunk e cosa ne pensassi di questo o quell’altro romanzo. Beh, ecco la vostra occasione di convincermi; in questa categoria ho inserito tanto autori del cyberpunk prima maniera (cupo e distopico) tanto quello più light degli ultimi anni (da alcuni chiamato post-cyberpunk).
Tra gli autori che mi incuriosiscono:
William Gibson: la trilogia dello Sprawl (Neuromancer, Count Zero, Mona Lisa Overdrive) e la trilogia del Ponte (Virtual Light, Idoru, All Tomorrow’s Parties).
Bruce Sterling: Schismatrix, Islands in the Net, Heavy Weather.
Neal Stephenson: Snow Crash, The Diamond Age. Di Stephenson a dire il vero mi incuriosiscono anche i lavori non legati al Cyberpunk, come Cryptonomicon e il Baroque Cycle.

New Weird.
A parte la Bizarro Fiction, il New Weird mi sembra oggi il filone più vitale del Fantasy. Se non ho capito male, l’ambizione del New Weird è creare mondi estremamente fantasiosi e curati, ma al contempo estremamente coerenti.
Tra gli autori che mi incuriosiscono:
Jeff VanderMeer: City of Saints & Madmen, Veniss Underground, Finch (quest’ultimo recensito qui da Gamberetta, che ha una moderata adorazione per il panzone olandese).
China Mieville: la trilogia di Bas-Lag (Perdido Street Station, The Scar, The Iron Council), The City & The City, Embassytown.
Mary Gentle: Rats and Gargoyles, Ash: A Secret History. In realtà non ho capito se la Gentle sia New Weird o meno, ma VanderMeer la mette in lista, e nel dubbio mettiamocela anche noi!
Felix Gilman: Thunderer, The Half-Made World (quest’ultimo recensito da Gamberetta in questo articolo).

New Wave.
Con “fantascienza New Wave” si intende una serie di opere sci-fi uscite negli anni ’60 e ’70 che si distinguevano per una maggior cura stilistica (fino a deteriori eccessi da Literary Fiction) e una maggiore attenzione a delineare psicologia dei personaggi e intreccio 1.
La New Wave è probabilmente la categoria in assoluto più rappresentata su questo blog, con scrittori come Dick, la LeGuin, Spinrad, Moorcock, Ballard, di cui ho parlato e tornerò a parlare ancora. Ma questo periodo ha prodotto tonnellate di narrativa di qualità, e ci sono ancora un sacco di autori che non ho esplorato e che mi piacerebbe assaggiare. Tra gli autori che mi incuriosiscono:
Samuel R. DelanyBabel-17, The Einstein Intersection, Nova, Dhalgren.
Thomas M. Disch: The Genocides, Camp Concentration, 334, On Wings of Songs, The Priest: A Gothic Romance.
Robert Silverberg: The World Inside, The Book of Skulls, Dying Inside, The Stochastic Man, Shadrach in the Furnace.
Frederik Pohl: The Space Merchants (con Cyril M. Kornbluth), Man Plus, Jem, Gateway.
Theodore Sturgeon: The Dreaming Jewels, More Than Human, The Cosmic Rape.
Christopher Priest: The Inverted World, The Space Machine (al quale accenna il Duca in questo articolo), The Affirmation, The Prestige.
E ancora, la famosissima antologia Dangerous Visions curata da Harlan Ellison, che un po’ mi vergogno di non avere ancora letto.

Harlan Ellison

Harlan Ellison dopo aver scoperto che non ho letto Dangerous Visions.

Sword & Sorcery.
Con Sword&Sorcery si intende un sottogenere del Fantasy che recupera l’ambientazione magica e pre-tecnologica dell’High Fantasy ma rinuncia ai pipponi epici in favore di trame più avventurose e scanzonate. In genere, ma non sempre, la Sword&Sorcery ha preso la forma di racconti o di storie a puntate autoconclusive. E’ il genere più simile a un moderno serial televisivo che abbia mai avvicinato. Sono ben conscio che il 90% del sottogenere (per fare una stima gentile) sia spazzatura, ma come ci insegna Alberello, anche a frugare in una discarica qualche tesoro lo si trova.
Tra gli autori che mi incuriosiscono:
Fritz Leiber: The Books of Lankhmar, che raccolgono le avventure di Fafhrd e del Gray Mouser.
Jack Vance: la trilogia di Lyonesse. Sempre di Vance, ho già letto la tetralogia Tales of the Dying Earth, di cui parlerò in futuro.
Poul Anderson: The Broken Sword, Three Hearts & Three Lions. In realtà di Anderson mi stuzzica un sacco anche la fantascienza (High Crusade, Tau Zero, Orion Shall Rise), ma quella la leggerò di sicuro qualunque cosa diciate!
Gene Wolfe: la tetralogia The Book of the New Sun, celebrata come capolavoro dagli scrittori più diversi (da Thomas Disch a Michael Swanwick).

Sci-fi contemporanea.
Nell’ultimo decennio e mezzo, sembra che la fantascienza abbia vissuto una nuova rinascita, soprattutto – ma non solo – nel campo dell’Hard SF e della Space Opera. Gli argomenti spaziano tra un rinnovato interesse per la conquista del Sistema Solare e dello spazio profondo, alle intelligenze artificiali, alla Rete e alle sue comunità, alle singolarità tecnologiche, al declino statunitense. Tra gli autori che mi incuriosiscono di più:
Greg Egan: Permutation City e la raccolta Oceanic.
Charles StrossSingularity Sky, Accelerando, Glasshouse, Halting State.
Ted Chiang: la raccolta Stories of Your Life and Others, il romanzo The Lifecycle of Software Objects (sì, sembra il titolo di un saggio ma è un romanzo!).
Paolo BacigalupiThe Windup Girl (di cui ha parlato anche Giobblin, in questo breve articolo), la raccolta Pump Six and Other Stories.
Cory Doctorow: Down and Out in the Magic Kingdom, Someone Comes to Town, Someone Leaves Town, o la raccolta A Place so Foreign and Eight More. Molti di voi forse lo conosceranno per il saggio Content e per il romanzo YA Little Brother, libri di cui Gamberetta ha parlato rispettivamente qui e qui.

E se avete altri sottogeneri che vi stimolano più di questi, votate “Altro” e parlatemene nei commenti^^
Nell’attesa di qualche risultato utile, torno ai miei Swanwick e Vance e ai miei saggi storici.

Discarica

Alberello va in vacanza.

(1) Faccio una precisazione. Generi e sottogeneri della narrativa sono, già di per sé, concetti un po’ fluide; le categorie “cronologiche” (come New Wave o Golden Age), poi, sono particolarmente imprecise, e bisogna prenderle con le pinze. E’ facile trovare opere che, pur essendo state scritte prima, sono pienamente New Wave (es. A Canticle for Leibowitz, del 1959), ed altre che, scritte in pieno periodo New Wave, in realtà sono più vicine allo spirito del periodo precedente (es. Ringworld, del 1970, o Rendezvous with Rama, del 1972).Torna su

Nuova sezione per gli Autopubblicati

Breve post logistico.
Dato che gli autopubblicati da me recensiti cominciano a diventare tanti, e altri ne seguiranno in futuro, ho deciso di aprire una sezione autonoma nel menu orizzontale in alto, accanto alla voce dei Consigli del Lunedì. Proprio come l’altra, questa voce conterrà la lista degli autopubblicati di cui mi sono occupato sul blog. Per ora questa lista è abbastanza piccola da stare comodamente in un box sulla home page, ma metto le mani avanti.
Più volte mi è stato chiesto, su queste pagine o via mail, se avessi letto o avessi intenzione di leggere questo o quell’autore autopubblicato. D’ora in poi, per richieste simili potete utilizzare la nuova pagina (o alla peggio questo articolo). Che vi assecondi è un altro paio di maniche: il tempo per leggere non è moltissimo, e in genere preferisco dedicarlo a un autore ‘sicuro’ come Swanwick, Jack Vance e compagnia cantante; ma voglio avere un po’ di fiducia nelle nuove leve. L’unica chance che in Italia si produca narrativa fantastica decente viene dall’autopubblicazione, e se ce l’ha fatta un manipolo di punkettoni di Portland nell’Oregon, forse c’è un briciolo di speranza anche da noi.
Mi piacerebbe riuscire a leggere un autopubblicato al mese (o magari due, se sono libri brevi), ma questa è una cosa che si vedrà.

Carota gigante

Piccoli autopubblicati italiani inseguono la carota del romanzo decente. E' solo un sogno, o può diventare realtà?

I prossimi Autopubblicati
Le due autopubblicazioni che aspetto con maggiore trepidazione, neanche a dirlo, sono l’antologia steampunk del Duca – che dovrebbe uscire per fine marzo o fine aprile, stando a questo articolo, ma potrebbe anche volerci più tempo – e lo spakkoso Zodd di Zwei – che però uscirà chissà quando; diciamo quando l’autore la pianterà di passare il tempo libero su Skyrim e sui romanzacci pulp con gli stupratori seriali deformi.
Diversi di voi mi hanno chiesto cosa ne pensassi dei libri del prolifico Alessandro “mcnab75” Girola, e in particolare della trilogia Prometeo e la Guerra. Finora non ho mai letto Girola. Ammetto di aver fatto un pensierino su 1935, il primo volume della trilogia, ma le diverse – e abbastanza concordi – recensioni negative che avevo letto in giro per la Rete mi hanno in parte dissuaso. Giobblin mi ha indirizzato invece verso l’ultima opera di Girola, La nave dei folli, e il suo prequel, il racconto Il treno di Moebius: ci sto facendo un pensiero. Sempre di Girola, mi incuriosisce anche Scene selezionate dalla Pandemia Gialla.
Nel frattempo, tengo un occhio puntato sul nuovo concorso organizzato da Girola, il cui tema – mutuato dall’esperienza del Survival Blog – è l’apocalisse zombie. Spero ne esca una raccolta più decorosa di Ucronie Impure. E aspetto anche l’antologia che sta preparando Giobblin a partire dal suo concorso Deinos, che si è appena concluso.
Roba ce n’è e ce ne sarà, speriamo bene.

Oops! Abbiamo un problema!

OopsIeri sarebbero dovuti riprendere regolarmente i Consigli del Lunedì.
Purtroppo negli ultimi due-tre giorni sono subentrati dei problemi che mi hanno impedito di finire il post. Dopo averci pensato su, e piuttosto che postare un lavoro fatto di fretta per rispettare scadenze autoimposte, ho deciso di rimandare il nono Consiglio a settimana prossima. La qualità degli articoli deve sempre avere la precedenza sulla regolarità.
Cercherò comunque di pubblicare un post infrasettimanale (che ho già cominciato a scrivere da un po’).

Speriamo che le cose nei prossimi giorni vadano meglio ^_^

Abitudini di lettura

AnobiiApprofitto del perdurare delle vacanze natalizie (benché ormai avviate alla conclusione) per un altro piccolo post autoreferenziale. Intanto, una notizia che farà gola ai miei fan (ammesso e non concesso che ce ne siano):

Ho linkato su Tapirullanza la mia libreria di Anobii!

Il link in questione è nel box “Tapiroulant su Anobii” della colonna destra, sotto il box dedicato alla mia persona. A sua volta, la mia libreria su Anobii linka questo blog, così da creare un affascinante flusso di informazioni e utenza. Nell’ultimo mese alcuni di voi si erano già accorti della mia esistenza su Anobii, tanto che le 5 visite al mese di media alla mia libreria (che non è neanche una brutta stastistica, trattandosi di una libreria in completo abbandono) a Dicembre sono passate a 40. Ma adesso è ufficiale! Evviva!
Avevo intenzione di linkare la mia libreria fin da quando ho aperto il blog, ma ho posticipato a lungo perché per tutto il 2011 avevo disertato Anobii e i miei libri erano aggiornati a, tipo, il dicembre scorso. Come potrete vedere non ho ancora finito di aggiornarla, ma quantomeno sono a buon punto, e tra pochi giorni avrò inserito tutti i libri.
Per converso, ho la tendenza a segnarmi in giro le cose che faccio, e anche le date in cui inizio e finisco i libri, per cui posso riprodurre in modo quasi infallibile la quasi totalità delle mie letture durante il 2011. Una cosa che mi piace fare, infatti, è analizzare le mie abitudini, ivi comprese le mie abitudini di lettura. Ecco cos’è venuto fuori.
Dei 101 libri che ho registrato di aver letto quest’anno, il 72% è narrativa e il 28% saggistica:

Primo grafico

Entrando più nello specifico, ecco la ripartizione tra narrativa fantastica e non fantastica, saggistica storica e non-storica, e manuali di scrittura:

Secondo grafico

La narrativa fantastica è di gran lunga la voce maggioritaria, e questo mi sorprende perché fino all’anno scorso leggevo molti più mainstream e classici. Penso di riconoscere quattro cause di questo cambiamento:

  1. L’influenza di Gamberetta (e, secondariamente, del Duca e di Zwei).
  2. L’acquisto e l’uso massiccio di un e-reader.
  3. La scoperta di library.nu
  4. La gestione di Tapirullanza.

Delle tre, la più importante è sicuramente l’acquisto del reader. Non sono il primo a dirlo, ma la mia esperienza va ad aggiungersi a quella degli altri: il possesso di un reader cambia il modo che ha il lettore di approcciarsi ai libri. Prima di averne uno (e prima anche di quando lo mendicavo a Siobhàn), la mia mentalità era pressappoco: “Vediamo cosa mi mette a disposizione l’editoria italiana”.
Se in un anno mi sono letto una trentina di romanzi di Philip K. Dick – era il 2009 – devo ringraziare quella disgraziata della Fanucci, che in occasione del 25° anniversario dalla morte dello scrittore aveva ripubblicato quasi tutti i suoi libri. Io ero andato in libreria, li avevo visti, e mi ci ero buttato a pesce. Allo stesso modo ho conosciuto Ballard e Vonnegut, ripubblicati in modo sistematico da Feltrinelli, o Asimov e Bradbury, diffusi dalla Mondadori.
Ma, come ormai tutti si sono accorti, il grosso della narrativa fantastica pubblicata dalle nostre lungimiranti case editrici non è buona nemmeno come carta igienica. Di conseguenza, invece che buttare 20 Euro per una menata della Troisi, con la stessa cifra mi compravo due o tre libri di Hemingway o di Gogol’ o di Balzac.

Nikolaj Gogol' e Licia Troisi

Mmm, quale dei due leggere? Un dubbio amletico.

Ma da quando ho il reader, non mi devo più accontentare. La Rete è grande e ho solo l’imbarazzo della scelta. Ho potuto leggere libri che non hanno mai toccato il suolo italico (la Bizarro Fiction), libri che non sono editi in Italia da quarant’anni (tutti i romanzi di Stapledon, per esempio), autori italiani autopubblicati le cui opere esistono solo in formato digitale.
E il blog è stato per me quello che speravo che fosse: uno sprone a sperimentare nuovi autori, nuovi sottogeneri, a cercare libri i più diversi possibili tra loro. Cosa strana: nonostante il tempo che mi porta via, da quando gestisco Tapirullanza leggo di più – anche se a volte a orari strani (ho finito Vacuum Flowers alle tre del mattino).
Comunque, le mie letture mainstream sono state erose anche dalla saggistica e soprattutto da quella storica, che quest’anno ho letto molto di più rispetto al passato. Dei 16 che ho letto, la gran parte è saggistica sul Medioevo, quella che rimane è sulla cosiddetta Prima Età Moderna (Early Modern Age): anche in questa mia nuova abitudine, quindi, l’influenza di Zwei e del Duca è cospicua. E poi, tutta questa saggistica mi fa sentire così intelligente!

Vediamo adesso un’altra cosa che mi affascina sempre moltissimo (in modo lievemente patologico), ossia la distribuzione temporale dei libri che ho letto quest’anno:

Terzo grafico

In blu ho segnato, di nuovo, tutti i libri letti nel 2011; in rosso i libri consigliati su Tapirullanza, sia nei Consigli del Lunedì che nelle Bonus Tracks. Come immaginavo, il periodo 1930-2011 è il più denso, con un primo picco nel periodo 1960-1990 (che coincide con l’apogeo della fantascienza sociale, uno dei miei sottogeneri preferiti), e un secondo picco, che inizialmente non mi aspettavo, nell’ultima decade. Quest’ultimo è dovuto soprattutto ai libri di Bizarro Fiction che ho letto negli ultimi quattro mesi (13 libri, di cui 10 solo di Mellick) e agli autopubblicati italiani (4 libri quest’anno). La cosa è curiosa, perché in passato se leggevo 2 o 3 libri di scrittori ancora viventi era già tanto.
Rispetto agli anni scorsi, molto trascurato l’Ottocento: a parte Stendhal e Tocqueville, poco altro (ma forse val la pena di menzionare Frankenstein di Mary Shelley, che non avevo mai letto, e che ho trovato carino benché troppo appesantito dal lirismo romantico). Soprattutto, ne esce con le ossa rotte il periodo 1861-1930. Ma non temete, amanti dell’epoca vittoriana e/o del primo dopoguerra, sono in cantiere un paio di Consigli su libri proprio di quel periodo! Ma che figata!

Piovra metropoli

Esempio di figata.

Trovare il tempo per leggere non è sempre facile, ma sono felice di farlo se poi posso spammarlo in giro per il Web ^-^
Conto che questo 2012 mi porti un’altra vagonata di libri fikissimi, almeno finché i Maya non distruggeranno il mondo a cavallo di fotoni (questa nuova misteriosissima particella) cantando 666 the Number of the Beast.